Trump chiude le porte degli Usa agli immigrati musulmani

«L’ingresso dei siriani è dannoso». In futuro priorità ai rifugiati cristiani

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    Trump chiude le porte degli Usa agli immigrati musulmani

    Donald Trump chiude le porte degli Stati Uniti agli immigrati musulmani. Il presidente ha firmato un ordine esecutivo che prevede la sospensione temporanea dell’ingresso di cittadini e rifugiati provenienti da paesi a maggioranza musulmana, e il rafforzamento dei controlli per fermare eventuali «terroristi islamici radicali».

    IL MURO COL MESSICO DI TRUMP

    In particolare, viene sospeso per tre mesi l’ingresso negli Usa a chi proviene da sette paesi: Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen. Esclusi dal veto ambasciatori o membri dell’Onu. «L’ingresso di cittadini e rifugiati siriani è dannoso per gli interessi del Paese», ha spiegato Trump. «Vogliamo fare in modo di non ammettere nel Paese la medesima minaccia che vivono i nostri soldati che combattono al fronte. Vogliamo solo accogliere coloro che appoggiano il nostro Paese e amano profondamente il nostro popolo», ha aggiunto durante la cerimonia di investitura al Pentagono del segretario alla Difesa James Matti.

    Tutto il programma di accoglienza dei rifugiati viene inoltre sospeso per quattro mesi, con l’obiettivo di affinare i futuri meccanismi di controllo sui richiedenti, in particolare quelli provenienti da paesi musulmani, assicurandosi che i «terroristi radicali» restino fuori: «Non dimenticheremo mai la lezione dell’11 settembre». Nel 2017, inoltre, gli Stati Uniti accoglieranno solo 50mila rifugiati, e non più 85mila come stabilito dall’amministrazione Obama.

    Priorità ai cristiani

    Dopo la scadenza dei mesi di sospensione, la priorità sarà data ai rifugiati cristiani, «trattati in modo orribile»: «Se eri un musulmano potevi entrare ma se eri un cristiano no, era quasi impossibile», eppure «venivano tagliate le teste a tutti e soprattutto ai cristiani. Per questo abbiamo deciso di aiutarli».

    Sospensione del rinnovo automatico dei visti di lavoro

    Tra le altre novità la sospensione del rinnovo automatico dei visti di lavoro (il programma Visa interview waiver), che permetteva agli stranieri di richiedere il rinnovo senza affrontare il colloquio personale con le autorità diplomatiche Usa. Secondo i piani di Trump, gli interrogatori saranno estesi a tutti coloro che richiederanno il rinnovo e che entreranno in America. Il presidente vuole inoltre velocizzare l’introduzione del sistema biometrico che consentirà di tracciare le entrate e le uscite degli stranieri attraverso le impronte digitali.