WTO: cos’è e di cosa si occupa l’Organizzazione Mondiale del Commercio

I principi e le funzioni dell'organizzazione internazionale sul commercio

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    WTO: cos’è e di cosa si occupa l’Organizzazione Mondiale del Commercio

    Il WTO, acronimo dall’inglese World Trade Organization (da non confondere con la World Tourism Organization, organizzazione ONU per il turismo con sede a Madrid), è l’Organizzazione Mondiale del Commercio, organizzazione internazionale creata nel 1995 per la gestione e la supervisione delle norme che regolano il commercio internazionale tra gli stati membri. Il cuore delle attività del WTO è dunque il commercio, con l’obiettivo di renderlo più agevole, economico ed efficiente per gli Stati che ne fanno parte: controlli sulle leggi, accordi che eliminino i dazi, risoluzione delle controversie internazionali e creazione di un sistema commerciale mondiale che dia beneficio a tutti i partecipanti sono i principali obiettivi dell’organizzazione. Il WTO si occupa di tutti gli aspetti inerenti al commercio internazionale e della gestione dei sistemi commerciali che regolano l’economia mondiale: vediamoli insieme.

    Se dovessimo dare una breve definizione di cosa si occupa l’Organizzazione Mondiale del Commercio, potremmo dire che si tratta di un’organizzazione che supervisiona le leggi internazionali del commercio mondiale, con tutto ciò che ne consegue.

    Cos’è il WTO

    Il WTO è l’organizzazione permanente che si occupa della gestione del commercio internazionale, partendo dalle intese siglate con l’Uruguay Round, ciclo di negoziazioni portate avanti tra il 1986 e il 1994 in sede al GATT (General Agreement on Tariffs and Trade, cioè Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio). L’OMC ha sede presso il Centro William Rappard, a Ginevra, Svizzera: a oggi ne fanno parte 164 paesi membri (l’ultimo ingresso è quello dell’Afghanistan, entrato il 29 luglio 2016). L’Italia ne fa parte fin dalla fondazione nel 1995, dopo aver preso parte al GATT dal 30 maggio 1950. L’attuale direttore è Roberto Azevedo, ex diplomatico brasiliano, insediatosi come sesto direttore WTO il 1° settembre 2013: il suo mandato, di 4 anni, scade nel 2017.

    KENYA NAIROBI WTO CONFERENCE CLOSING
    LaPresse

    Come nasce

    La nascita del WTO è strettamente legata al GATT, accordo che per anni ha visto impegnati 24 Paesi per abbattere le barriere doganali che regolavano gli scambi commerciali internazionali. L’Organizzazione Mondiale del Commercio prende ufficialmente il via il 1° gennaio 1995 a completamento degli Accordi di Bretton Wooods, stipulati nel corso della Conferenza monetaria e finanziaria tenuta dal 1° al 24 luglio 1944, che comprendevano la nascita del Fondo monetario internazionale e della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, poi diventata Banca mondiale. A differenza degli accordi multilaterali precedenti, l’OMC è una vera e propria struttura organizzativa permanente che ha recepito quanto deciso negli incontri multilaterali e lo ha organizzato in un sistema omogeneo a cui tutti i Paesi membri fanno riferimento. Alla base c’è l’accordo di Marrakesh del 15 aprile 1994, il documento finale del GATT comprendente 28 accordi sul commercio internazionale dei beni industriali, dei prodotti agricoli, dei servizi e la tutela dei diritti sulla proprietà intellettuale.

    Di cosa si occupa il WTO

    L’obiettivo primario per cui è nato il WTO è l’abbattimento o la riduzione delle barriere doganali al fine di creare un sistema commerciale internazionale basato su cinque concetti principali.

    1. No discriminazioni: il commercio tra gli Stati membri deve compiersi senza discriminazioni tra i vari Paesi. Per garantirlo, in ogni accordo si deve seguire il principio della “nazione più favorita“, applicando le condizioni dell’accordo con il Paese “più favorito” anche agli altri Paesi. Nessuna discriminazione anche tra prodotti e servizi nazionali ed esteri che devono avere lo stesso “trattamento nazionale“.

    2. Massima libertà: il commercio internazionale deve essere il più libero possibile da dazi e divieti. Per garantirlo, occorrono accordi (spesso complessi e chiusi dopo anni di trattative) tra i diversi Paesi che rimuovano gli ostacoli.

    3. Prevedibile: i costi del commercio devono poter essere previsti dagli operatori per non dar luogo a speculazioni che possano colpire i Paesi membri. Gli aumenti di dazi e tassazioni, nonché i divieti, non possono essere decisi in maniera arbitrale.

    4. Competitività: eliminando dazi e divieti ma anche aiuti e sovvenzioni che possano inquinare il mercato, al commercio internazionale viene garantita la massima competitività possibile.

    5. Aiuto ai Paesi in via di sviluppo: flessibilità, tempi più lunghi e strumenti legislativi per i Paesi più in difficoltà.

    Per fare tutto questo, il WTO ha due funzioni principali. La prima è quella del forum negoziale, lo spazio cioè di discussione e realizzazione delle norme che regolano il commercio internazionale. La seconda è quella di organismo per la risoluzione delle controversie internazionali: è l’OMC la sede per risolvere contenziosi internazionali in tema di commercio, eliminando così misure di ritorsioni unilaterali tra i Paesi membri.