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Turchia, autobomba e spari davanti al tribunale di Smirne: 4 morti

Turchia, autobomba e spari davanti al tribunale di Smirne: 4 morti

Torna la paura nel paese: le autorità puntano il dito contro i curdi del PKK

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    Turchia, autobomba e spari davanti al tribunale di Smirne: 4 morti

    Torna l’incubo terrorismo in Turchia, dopo l’esplosione di un’autobomba nei pressi del tribunale di Smirne. A esplodere sarebbe stato un veicolo parcheggiato vicino a un posto di polizia, davanti a uno degli ingressi del tribunale. Subito dopo tre assalitori hanno ingaggiato una sparatoria con la polizia: due sarebbero stati uccisi mentre l’altro sarebbe riuscito a scappare. Sono morti anche un agente di polizia e un dipendente del tribunale. Secondo il governatore provinciale Erol Ayyildiz , solo l’intervento della Polizia ha evitato una strage peggiore visto che gli attentatori avevano almeno 8 bombe a mano. Gli elementi raccolti, dicono le autorità turche, fanno pensare al PKK, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, ma al momento non c’è alcuna rivendicazione.

    Si contano una decina di feriti, subito soccorsi. Nel quartiere della città sul mar Egeo, dopo il boato, è scoppiato il panico. Molti dipendenti del tribunale sono rimasti all’interno dell’edificio per sicurezza. L’assalto potrebbe essere collegato all’attentato di Capodanno a Istanbul. A Smirne, infatti, negli ultimi giorni sono state arrestate trenta persone sospettate di essere tra i complici del killer della discoteca Reina. Subito dopo l’attacco l’autorità turca per le telecomunicazioni ha imposto, come di consueto in questi casi, una censura temporanea ai media sull’attentato.

    Turchia, spari e autobomba davanti al tribunale di Smirne

    Secondo il governatore della città, Erol Ayyildiz, l’attacco sarebbe opera del Pkk curdo. Secondo le informazioni da lui raccolte, i terroristi avrebbero agito con due kalashnikov e otto bombe a mano, e avrebbero fatto esplodere un secondo veicolo.

    “A giudicare dalle armi che avevano, sembra che volessero fare un grande massacro”, ha detto il vicepremier turco Veysi Kaynak.

    Questo il commento del presidente Recep Tayyip Erdogan: “La Turchia è sotto attacco contemporaneo di diversi gruppi terroristici e vogliono metterla in ginocchio. Non c’è nulla che non abbiano ancora provato, ma non ci sono riusciti. Non possono mettere la nostra gente l’una contro l’altra. Non sono riusciti a distruggere la nostra unità e non ci riusciranno”.

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