Siria: quei bambini di Aleppo intrappolati che rischiano di morire nell’indifferenza

Sono circa 4000 secondo Save The Children, anche noi possiamo dare un contributo

da , il

    Siria: quei bambini di Aleppo intrappolati che rischiano di morire nell’indifferenza

    Nel giorno di ‘Aleppo Day‘, Save the Children denuncia la situazione terribile in cui si trovano migliaia di famiglie e di bambini intrappolati nei territori siriani martoriati dalla guerra. L’allarme sulla situazione umanitaria ad Aleppo prosegue da tempo e non è una novità, ma le condizioni climatiche di questo periodo rischiano di aggravare ulteriormente le già precarie condizioni di vita dei bambini (molti sono orfani) e delle famiglie sfollate da Aleppo est o che sono ancora intrappolate in città in attesa dell’evacuazione.

    UN ALTRO INVERNO IN SIRIA

    LaPresse

    LEGGI ANCHE

    LA FINTA TREGUA RENDE DIFFICILE L’EVACUAZIONE DA ALEPPO

    I BAMBINI DI ALEPPO RIMASTI SOLI

    LaPresse

    BAMBINI SOTTO SHOCK E AFFAMATI DA MESI

    Nei punti di accoglienza arrivano persone esauste che stanno letteralmente morendo di fame. Una volta lasciata Aleppo est e giunti a destinazione, le persone vanno immediatamente a cercare il cibo. Ed è il caos. C’è gente così disperata che prega pur di mangiare un biscotto. Muslem Essa, operatore umanitario impegnato con l’organizzazione locale ‘Violet a Idlib’, racconta la drammatica situazione degli sfollati: “Al punto di incontro dove gli autobus arrivano da Aleppo, i bambini sono in stato di shock totale quando vedono la frutta o i pasti caldi che vengono distribuiti. Molti bambini quando scendono di corsa dagli autobus pur di accaparrarsi una mela o una banana, finiscono con il perdere i propri genitori e restano separati dalle loro famiglie. Alcuni di loro non hanno visto un pezzo di frutta da almeno sei mesi e sui loro volti, così come su quelli di tanti adulti, i segni della malnutrizione sono evidenti”.

    LaPresse

    Inoltre, continua Essa: “per giorni, in attesa dell’evacuazione, i bambini hanno sofferto la fame, e ora sono esausti, alcuni di loro malati e ovviamente traumatizzati. Quando arrivano, i loro volti e le loro mani sono completamente neri e ricoperti di polvere di carbone, visto che negli ultimi giorni hanno bruciato mobili e qualsiasi altra cosa pur di riscaldarsi in qualche modo”.

    COSA POSSIAMO FARE PER I BAMBINI SIRIANI

    LaPresse