Morte Fidel Castro: dal cordoglio alla festa dei dissidenti cubani

Morte Fidel Castro: dal cordoglio alla festa dei dissidenti cubani

Le reazioni dal mondo e dall'Italia dopo la scomparsa del Lìder Maximo

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    La morte di Fidel Castro, come prevedibile, ha suscitato reazioni opposte: dai messaggi di cordoglio alla festa dei dissidenti cubani. Rivoluzionario o dittatore: per alcuni Fidel è stato un’icona positiva, simbolo dell’antiimperialismo e della giustizia sociale, per altri solo un tiranno che ha represso nel sangue gli avversari. L’annuncio della morte di Fidel da parte di Raùl Castro è stato quindi il preludio di reazioni diverse.

    “Con profondo dolore informo il nostro popolo, e i nostri amici nel mondo che oggi 25 novembre 2016 alle 22.29 della notte è morto il capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz”, è stato l’annuncio del presidente cubano, nonché fratello minore del Lìder Maximo. Dopo aver dichiarato che “secondo la sua volontà” il corpo sarà cremato, ha concluso con lo slogan “Hasta la victoria, siempre“.

    “Finalmente Fidel Castro muore”, ha scritto subito su Twitter “14ymedio”, un blog di dissidenti cubani, commentando che in realtà “l’anziano dittatore è morto molto tempo fa”. Scene di festa a Miami, nel quartiere di Little Havana. Centinaia di esuli e dissidenti cubani, arrivati in Florida proprio per scappare dalla dittatura, sono scesi in piazza per festeggiare la morte del “dittatore”. Slogan, cori e cortei di clacson per le strade, bandiere cubane sventolate accanto a quelle a stelle e strisce.

    Il quotidiano statunitense Washington Post ha titolato così l’edizione online: “Il dittatore cubano, un faro spirituale per l’estrema sinistra del mondo, muore a 90 anni”. Fidel è stato definito “leader repressivo che ha trasformato il suo paese in un gulag”. Il capo della rivoluzione cubana, dagli altri media americani, è stato definito “tormento per 11 presidenti degli Stati Uniti” e “l’uomo che ha portato il mondo sull’orlo di una guerra nucleare”.

    Pareri opposti quelli del presidente degli Stati Uniti uscente e del suo successore. “La storia giudicherà l’enorme impatto di questa singolare figura sulla gente e sul mondo attorno a lui”, ha commentato Barack Obama. “Un dittatore brutale, ha oppresso il suo popolo. Farò di tutto per contribuire alla libertà dei cubani”, ha sentenziato Donald Trump.

    Cordoglio invece da parte di alcuni presidenti del resto del continente americano. “Tutti i rivoluzionari del mondo devono portare avanti la sua eredità”, ha commentato su Twitter il presidente venezuelano Nicolas Maduro, che ha espresso “solidarietà e vicinanza al popolo di Cuba”. “A 60 anni dalla partenza della Granma dal Messico, Fidel è consegnato all’immortalità di coloro che lottano tutta la vita… Hasta la victoria siempre”, ha aggiunto. “È morto un amico”, ha detto il presidente del Messico Enrique Peña Nieto, Per quello dell’Ecuador Rafael Correa, uno dei leader bolivariani dell’America Latina, “se n’è andato un grande. È morto Fidel. Viva Cuba, viva l’America Latina”.

    Fidel Castro ha “lasciato un segno profondo nella storia di tutta l’umanità”. Così l’ultimo leader sovietico Michail Gorbačëv, che ha aggiunto: “Rimarrà nella nostra memoria come un politico e un uomo straordinario, e come nostro amico”.

    “La Cuba libera e indipendente che creò insieme ai suoi alleati è diventata un membro influente della comunità internazionale e un esempio ispiratore per molti popoli e paesi”. Così il presidente russo Vladimir Putin.

    Questa l’analisi del presidente francese François Hollande, che ha trasmesso le condoglianze alla sua famiglia e a Cuba per la sua morte: “Fidel Castro era una figura del ventesimo secolo. Ha incarnato la Rivoluzione cubana, nelle speranze suscitate e poi nelle delusioni causate”. E ancora, Fidel “l’orgoglio del rifiuto della dominazione straniera (…) corrisponde a un’epoca che si è conclusa con il crollo dell’Unione Sovietica”. Hollande ha sottolineato che la Francia “ha denunciato le offese ai diritti umani, ma sempre respinto l’embargo imposto dagli Stati Uniti a Cuba” accogliendo la sua apertura e “ristabilendo il dialogo tra i due paesi”.

    “Nell’apprendere la triste notizia della scomparsa del suo caro fratello, l’eccellentissimo signor Fidel Alejandro Castro Ruz, ex presidente del consiglio di Stato e del governo della Repubblica di Cuba esprimo i miei sentimenti di dolore a vostra eccellenza e agli altri famigliari del defunto dignitario, nonché al governo e al popolo di quella amata nazione”: è quanto si legge nel telegramma di cordoglio inviato da Papa Francesco al fratello e attuale presidente Raùl Castro.

    In Italia, breve e conciso, su Twitter, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: “Con #FidelCastro si chiude una pagina grande e drammatica del Novecento.

    Vicini al popolo cubano che guarda al futuro”.

    “È morto Fidel Castro, un dittatore e un tiranno. Un pensiero alle donne e agli uomini costretti da lui e dal suo regime alla galera, alla morte, all’esilio, ‘colpevoli’ solo di essere dissidenti politici, minoranza sessuale o religiosa”, ha dichiarato Daniele Capezzone, deputato di Conservatori e Riformisti.

    Sulla stessa lunghezza d’onda il leader della Lega Nord Matteo Salvini che, su Facebook, ha scritto: “È morto Fidel Castro. Un dittatore in meno. La pietà Cristiana si deve a tutti, certo, ma con tutti i morti che ha sulla coscienza, oggi non piango di sicuro. Viva la Libertà”.

    “Fidel Castro è stato protagonista storico di grande rilievo sul piano mondiale del secolo scorso, e si è caratterizzato come un costruttore di un esperimento di stato fondato sulla mobilitazione e il sostegno popolare, fin quando non sono balzate in primo piano e divenute contraddizioni fatali le componenti autoritarie e la subordinazione agli schemi sovietici e al blocco ideologico-militare guidato da Mosca”: le parole del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

    “Non navigo nel fiume della retorica. #FidelCastro è stato e rimarrà un feroce dittatore, un protagonista negativo della storia contemporanea”: lo ha scritto su Twitter il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia.

    “Fidel Castro: è morto colui che prima è stato un grande protagonista della Liberazione del suo popolo dalla dittatura di Fulgenzio Batista e dalla totale subalternità agli Usa e che dopo è diventato a sua volta un dittatore che ha legato Cuba ad un rapporto di subalternità con la Russia. A nostro avviso Obama ha fatto bene a realizzare una intesa con l’attuale regime di Raul Castro perché solo essa può liberare energie civili, politiche ed economiche che riportino Cuba alla piena libertà. Allo stato però rimangono in piedi il totalitarismo statuale, molti oppositori sono tuttora in carcere. In sostanza il processo della piena liberazione di Cuba è destinato ad essere lungo e contraddittorio”: così l’onorevole Fabrizio Cicchitto di Ncd.

    Elogio del Lìder Maximo invece da parte di Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista: “Muore il Comandante Fidel Castro, ma la sua idea vive! La volontà e la lotta del grande rivoluzionario cubano ha trasformato il suo popolo ridando dignità e uguaglianza contro la mercificazione dell’imperialismo. Centinaia di volte hanno provato ad assassinarlo senza riuscirci. I popoli e le nazioni delle Americhe, dell’Africa e del mondo intero lo ricordano come portatore di idea, lotta e solidarietà. Il Partito Comunista in Italia abbassa le sue bandiere in onore del Comandante Fidel. L’idea che non muore. Con Cuba Socialista Sempre”.

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