Chi è Steve Bannon, lo stratega di Trump che spaventa l’America

Chi è Steve Bannon, lo stratega di Trump che spaventa l’America

Tremano persino i repubblicani: 'È razzista e fascista: America, stai molto attenta'

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    Chi è Steve Bannon, lo stratega di Trump che spaventa l’America


    Chi è Steve Bannon, il consigliere estremista di Donald Trump che fa tremare l’America? Secondo il presidente è “uno stratega brillante”, e per questo lo ha nominato chief strategy. “Lui è razzista e fascista: America, stai molto attenta”, mette in guardia invece John Weaver. E se a dirlo è un importante stratega repubblicano significa che non si tratta di una semplice accusa dell’opposizione democratica. Bannon, infatti, è noto per le sue posizioni razziste, antisemite, estremiste di destra, populiste. Tremano le comunità ebraiche e islamiche. Ma anche buona parte dei repubblicani.

    Kellyanne Conway, portavoce di Trump, risponde alle accuse: “Chi lo critica dovrebbe andare a guardare il suo curriculum. Bannon è uno stratega brillante e con Reince Priebus (il nuovo capo di gabinetto, ndr) sta facendo sacrifici enormi per servire il presidente”. Andiamo a guardare il suo curriculum. Possiamo azzardarci a dire che Bannon è figlio della paura post 11 settembre 2001.

    Questo 62enne, proveniente da una famiglia operaia di origini irlandesi della Virginia, è cresciuto tra democratici e sindacalisti e ha amato John Kennedy. Ex ufficiale di marina, banchiere per Goldman Sachs, investitore e produttore a Hollywood, ha iniziato a virare verso destra ai tempi del presidente Ronald Reagan. Dopo l’attentato alle Torri Gemelle ha superato la destra, sposando la causa dell’estremismo populista e razzista. È così si è legato al nazionalismo bianco, mostrandosi aggressivo nei confronti di neri, musulmani, gay ed ebrei. Qualcuno lo ha definito un incendiario: “Se scoppia un incendio, state certi che, girando lì intorno, troverete Steve Bannon coi fiammiferi in mano”, ha detto Matthew Boyle, corrispondente politico del Breitbart News.

    Stiamo parlando del quotidiano di cui Bannon ha preso le redini. Già molto di destra, il giornale è diventato ancora più estremo e ultraconservatore, trasformandosi in uno degli strumenti principali di Trump in campagna elettorale. Il Breitbart News in questi anni ha infatti contribuito a demolire la figura di Hillary Clinton e a spazzare via i rivali più moderati di Trump.

    Coloro che tuttora temono una deriva estremista della Casa Bianca. Nonostante il presidente, durante la prima intervista televisiva, abbia cercato di placare gli istinti più beceri dei sostenitori.

    Bannon, ex consigliere di Sarah Palin (una dei leader del movimento ultraconservatore del Tea Party) porta avanti la causa della white supremacy. È stato denunciato di violenza dalla moglie per aver provato a ritirare le figlie dalla scuola perché piena di ebrei. Il Business Week lo aveva definito “l’operatore politico più pericoloso d’America” quando ancora era ai margini di Trump e nessuno credeva che potesse conquistare la Casa Bianca. Bannon, e questo c’era da aspettarselo, guardando all’estero strizza l’occhio ai movimenti anti-establishment europei: da Farage in Gran Bretagna di Brexit a Le Pen in Francia, passando per la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle in Italia.

    Ecco alcune delle frasi più celebri di Bannon.
    “Trump è il prodotto di un populismo e nazionalismo ribollente che ne guida la forza politica”.
    “Ci sono persone razziste coinvolte nell’estrema destra? Assolutamente sì”. “La paura è una buona cosa. La paura esiste per condurre all’azione”.
    “George Clooney, che è un deficiente, è venuto qui a Cannes e ha dato una conferenza stampa dicendo: ‘In nessun caso Trump sarà mai presidente. Hillary Clinton sarà il prossimo presidente’. Be’, non vediamo l’ora di fargli rimangiare le sue parole”
    “Noi non crediamo che ci sia un partito conservatore funzionale a questo paese, e di certo non credo che il partito repubblicano lo sia”.
    “Se rimanete fedeli a voi stessi e fedeli alla vostra visione e ai vostri valori, potrete aumentare il vostro potere e avere un impatto sulla vita moderna”.

    Bernie Sanders, il candidato sconfitto alle primarie democratiche, e la leader della minoranza democratica alla Camera americana Nancy Pelosi, si sono scagliati contro la sua nomina. “La scelta di Bannon dovrebbe renderci tutti molto nervosi”, ha dichiarato Sanders. “La nomina è un segnale allarmante e significa che Trump si impegnerà a portare avanti la sua visione di odio e divisione che ha definito la sua campagna elettorale”, ha aggiunto Pelosi. In subbuglio anche le comunità ebraica e islamica degli Stati Uniti. Il Council on American-Islamic Relations ha affermato che la scelta di Bannon “manda un messaggio allarmante sul fatto che le teorie cospiratorie musulmane antimusulmane e l’ideologia nel nazionalismo bianco saranno benvenute alla Casa Bianca”. L’Anti-Defamation League ebraica ha parlato di “un giorno triste”, per la vicinanza di Bannon a “un gruppo di nazionalisti bianchi e svergognatamente antisemiti e razzisti”.

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