Il Ku Klux Klan annuncia un corteo per festeggiare Trump presidente

Il Ku Klux Klan annuncia un corteo per festeggiare Trump presidente

Il magnate (almeno ufficialmente) ne aveva preso le distanze

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    Il Ku Klux Klan annuncia un corteo per festeggiare Trump presidente

    Il Ku Klux Klan ha annunciato un corteo per festeggiare Donald Trump. Mentre migliaia di americani sono scesi in piazza per protestare contro l’elezione del magnate, a sostegno del nuovo presidente continua a esserci la storica organizzazione razzista che propugna la supremazia bianca. Ebbene sì, il KKK esiste ancora, seppur diviso in gruppi diversi e scollegati.

    La manifestazione si terrà il 3 dicembre in North Carolina. Ancora ignota la città dove si svolgerà la “parata per la vittoria”. Il corteo è stato annunciato con uno striscione con scritto, sopra il faccione del presidente, “la corsa di Trump ha unito la mia gente”. Un gioco di parole ambiguo. “Race”, infatti, significa “corsa” ma anche “razza”. Insomma, il vero significato sembra essere che a unire quella gente è la razza, bianca, di Trump.

    Ku Klux Klan

    Non è un mistero che il gruppo abbia da sempre supportato Trump durante la corsa alla Casa Bianca. Dopo la sua vittoria David Duke, uno degli ex leader del movimento, su Twitter ha rivendicato che “la nostra gente ha svolto un ruolo enorme” nella campagna elettorale. Pare che alcuni estremisti si siano presentati nei seggi dei quartieri neri offrendo alle persone alcolici e marijuana. Per stordirli e spingerli a non presentarsi alle urne.

    Qualche giorno prima delle elezioni lo stesso Duke aveva detto la sua in un’intervista.

    Aveva definito la Clinton “corrotta e pericolosa”, auspicandone l’incriminazione per terrorismo, temendo che avrebbe potuto scatenare “una nuova guerra mondiale contro la Russia che devasterebbe l’Europa e indebolirebbe gli Usa”. Aveva detto che “è una bugia pensare che poliziotti bianchi sparano ad afroamericani solo perché sono neri”, parlando di una “strategia volta alla divisione e al controllo” da parte delle lobby. Aveva negato di essere razzista e che (tutto) il Klan fosse violento, rivendicando il diritto di “custodire principi, tradizioni, identità. Quei valori per la cui difesa si battono diversi partiti in Europa, come la Lega in Italia. Valori che qui in America possono sopravvivere solo se Trump diventa presidente”.

    Sempre a ridosso del voto, The Crusader, il giornale ufficiale del movimento suprematista bianco, aveva aperto la prima pagina con lo slogan di Trump “Make America great again!”. Interpretandolo però nella visione razzista: “Mentre Trump vuole far tornare grande l’America, dobbiamo domandarci: cosa ha reso grande l’America? La risposta è semplice. L’America era grande non per quello che hanno fatto i nostri antenati, ma per quello che i nostri antenati erano. L’America fu fondata come una repubblica bianca e cristiana e come tale è divenuta grande”, aveva spiegato il direttore nell’editoriale.

    kkk

    A onor del vero ricordiamo che Trump, tramite il suo staff, fin dall’inizio ha preso le distanze dal Ku Klux Klan. Almeno ufficialmente. A proposito della prima pagina di cui sopra: “Trump e la sua campagna denunciano qualsiasi forma di odio. Questa pubblicazione è ripugnante e il loro parere non rappresenta le decine di milioni di americani che si stanno unendo dietro di noi”.

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