Chi è l’uomo più pericoloso del mondo?

Chi è l’uomo più pericoloso del mondo?

I leader politici che potrebbero scatenare la Terza Guerra Mondiale

da in Bashar Al-Assad, Donald Trump, Kim Jong-un, Mondo, Vladimir Putin
Ultimo aggiornamento:
    Chi è l’uomo più pericoloso del mondo?

    Chi è l’uomo più pericoloso del mondo? No, non vogliamo proporvi la classifica dei ricercati o dei latitanti in giro per il mondo, ma invece la lista dei leader politici che potrebbero scatenare la Terza Guerra Mondiale. Per compilare questa rosa di nomi abbiamo quindi tenuto in considerazione, come indice di pericolosità, la potenzialità reale di scatenare una guerra, se lo volesse, potendo contare su armi all’avanguardia, mezzi sofisticati, uomini – non soltanto militari – e tanto, tanto denaro.


    ”La strada a Leningrado, cinquant’anni fa, mi ha insegnato una lezione: se la rissa è inevitabile, colpisci per primo”. E’ questa una delle citazioni più famose del leader russo, che rende bene l’idea di che tipo di uomo e di politico abbiamo di fronte. Amato e odiato dentro e fuori dai confini russi per gli stessi motivi – primo tra tutti l’autoritarismo – sa bene come comunicare al suo popolo le sue decisioni (vedi Crimea e crisi in Ucraina). Di recente ha annunciato l’ammodernamento dell’arsenale atomico con nuovissime testate RS-28 Sarmat, in sostituzione delle vecchie SS-18 Satan, a dimostrazione del fatto che si conferma come l’uomo più potente del mondo, come anche riconosciutogli dalla rivista Forbes e che non sembra tanto assurdo che stia preparandosi alla guerra. Secondo fonti locali, infatti, il governatore di San Pietroburgo ha ordinato riserve di grano, le amministrazioni di alcuni quartieri periferici di Mosca hanno lanciato raccolte di fondi tra gli abitanti per costruire nuovi rifugi anti-atomici e pare anche che il Cremlino abbia rivolto a parlamentari e funzionari statali di far rientrare al più presto i parenti che si trovano all’estero. Conferme da parte di Putin o del suo portavoce non sono giunte, ma nemmeno chiare smentite.


    Il Califfo dell’Isis, conosciuto come Abu Bakr al Baghdadi in realtà si chiama Ibrahim al Badri. Nato in una famiglia di predicatori a Samarra, a nord di Baghdad, nel 1971, studia teologia ma poi si unisce ai gruppi di al-Qaeda. Alcuni credono che fosse già un jihadista attivo durante il governo di Saddam Hussein. La caratteristica essenziale della sua predicazione è l’odio verso l’Occidente e il richiamo alla guerra santa contro gli infedeli. E’ conosciuto con numerosi alias, tra cui Abu Duaa e dottor Ibrahim, Awwad Ibrahim Ali, al-Badri al-Samarrai. Nel 2006 fu catturato dai militari USA e rimase per tre anni rinchiuso a Camp Bucca, dove alcun sostengono sia avvenuta la sua radicalizzazione. Nel 2010, da leader di al-Qaeda in Iraq tenta la fusione con i terroristi di al-Nusra in Siria. Un anno dopo gli Stati Uniti lo dichiarano ufficialmente “terrorista”. Da allora sappiamo che gli uomini guidati da al Baghdadi, veri e propri guerriglieri, seguono una guerra di annientamento.

    I militanti dell’Isis in questi anni hanno ucciso e seviziato migliaia di persone (tantissime delle quali donne, costrette a subire indicibili violenze che stremate scelgono la via del suicidio), ma hanno anche portato a termine ladistruzione di decine di santuari sciiti nel paese, seguendo il programma di ‘pulizia religiosa’ e di annientamento dei rivali. I primi giorni di novembre si è diffusa la notizia che il leader dello Stato Islamico, diverse volte dichiarato ucciso in qualche raid della coalizione anti Isis, ha invece rilasciato un messaggio in cui esorta i militanti a colpire l’Arabia Saudita, accusata di avere un “progetto contro i musulmani”, e la Turchia, un paese “apostata”.


    Il controverso candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, al centro della bufera per le sue frasi sessiste, ha già avuto modo di presentare al mondo la sua idea di politica estera dichiarando guerra aperta su tutti i fronti all’Islam radicale, forte dell’amicizia e dell’alleanza strettissima con Israele. Più volte ha ribadito di volere rimettere l’America sul trono degli Stati dominanti: ”Continuerà a giocare il suo ruolo da peacemaker, deve tornare a essere rispettata, deve tornare grande ed affidabile” ma ”Il nostro dominio militare non dovrebbe essere messo in discussione da nessuno”, dice, ”Se eletto presidente non esiterò a dispiegare la forza militare se non vi fossero alternative”. E ancora ”Sostituirò l’andare a caso con uno scopo”. Secondo il miliardario, insomma, la politica estera deve essere ”più razionale” come quella che ha permesso agli Usa di vincere la Guerra Fredda. ”Le nostre azioni in Iraq, Libia e Siria hanno aiutato l’Isis che guadagna milioni vendendo petrolio libico perché non lo blocchiamo: noi non bombardiamo e non abbiamo fatto nulla per difendere la religione cristiana”. Trump conclude criticando il presidente uscente Obama, che ”non ha fatto niente di fronte alla Nord Corea che arricchiva il suo arsenale nucleare. Mentre l’arsenale nucleare americano ha disperatamente bisogno di essere modernizzato e rinnovato”.


    (WORLD SECTION) DPRK PYONGYANG PHOTO SESSION


    Sarà il leader della Corea del Nord a scatenare la Terza Guerra Mondiale nel 2017? E’ probabile, soprattutto considerando il fatto che, ormai a cadenza fissa, il dittatore del Paese asiatico scatena terremoti, non solo politici, con i suoi test nucleari. Kim Jong-un ha una vera e propria passione per gli ordigni nucleari, e li fa esplodere per dimostrare a tutti che lui ha in mano il potere di decidere della vita altrui, potendo, a suo piacimento, lanciare la più potente bomba nucleare della storia. Quanto ci sia di vero, non è dato sapere, ma intanto il dittatore coreano ha vietato il sarcasmo nel suo Paese, prevedendo una punizione esemplare per chi fa dell’ironia. Mentre i media di di regime gridano al successo della potenza asiatica, gli Stati Uniti bisbigliano di non credere alle dichiarazioni di Kim Jong-un a proposito della costruzione di una bomba H in miniatura da piazzare su un missile intercontinentale. Ma va ricordato che l’Intelligence USA già nel 2011 aveva paventato il rischio di un lancio effettivo della bomba nucleare coreana entro cinque anni. La scadenza, dunque, sarebbe agli sgoccioli.

    1271

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Bashar Al-AssadDonald TrumpKim Jong-unMondoVladimir Putin
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI