Wikileaks, Hillary Clinton fece piangere Silvio Berlusconi: ‘Parli male di me’

Wikileaks, Hillary Clinton fece piangere Silvio Berlusconi: ‘Parli male di me’

Le rivelazioni dalle mail dell'ex Segretario di Stato dopo lo scandalo dei cable diplomatici diffusi Wikileaks

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    Wikileaks, Hillary Clinton fece piangere Silvio Berlusconi: ‘Parli male di me’

    Silvio Berlusconi pianse con Hillary Clinton perché lo definì un politico corrotto. Tra le mail della candidata democratica alla Casa Bianca svelate da Wikileaks una riguarda l’ex Cavaliere, nelle vesti dell’allora presidente del Consiglio: il testo della mail si riferisce a un discorso tenuto dalla Clinton, allora Segretario di Stato della prima amministrazione Obama, alla conferenza annuale di Goldman Sachs il 4 giugno del 2013. L’organizzazione di Julian Assage aveva diffuso cable diplomatici degli Stati Uniti scatenando polemiche e tensioni tra diversi paesi, così la Clinton partì per quello che lei definisce nelle mai il “Clinton Apology Tour“: una delle tappe fu con Berlusconi che, a suo dire, scoppiò in lacrime davanti a lei.

    La mail fa parte del gruppo di documenti sottratti a John Podesta, fedelissimo della democratica e a capo della campagna elettorale per le presidenziali. Nel testo, che riguarda una conversazione off the record, non si cita l’ex premier italiano per nome, ma gli indizi sono tali che non ci sono dubbi.

    Ero segretaria di Stato quando accadde Wikileaks. Ricordi quell’intera debacle. Vennero fuori centinaia di migliaia di documenti. E ho dovuto fare un tour di scuse. Avevo una giacca come quella di una rock star in tour. Il Clinton Apology Tour“, scrive l’allora Segretario di Stato.

    Dovetti andare e scusarmi con tutti quelli a cui c’erano riferimenti in uno qualsiasi di quei documenti, qualsiasi riferimento che poteva essere considerato meno che lusinghiero. È ed è stato doloroso. Leader che resteranno senza nome che erano caratterizzati come vanesi, egoisti, affamati di potere“.

    La mail riporta anche la risposta dell’allora amministratore delegato di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein. “È assodato“, dice, dandole il la per continuare.

    Corrotti – riprende la Clinton -. E sappiamo che lo erano. Non era finzione. E ho dovuto andare e dire, sai, ‘i nostri ambasciatori si lasciano andare, loro vogliono essere tutti dei letterati. Loro esplodono sulle tangenti“.

    Sul finale il passaggio che riguarda Berlusconi. “Che posso dire. Io fatto piangere degli uomini. Voglio dire letteralmente. ‘Sono un amico dell’America e tu dici questi cose di me’“. “Suona come un accento italiano“, ribatte Blankfein.

    Evidentemente nel parlare lei ha usato un accetto italiano. “Abbiate un po’ di senso dell’umorismo“, la risposta della Clinton con la chiosa finale di Blankfein che toglie ogni dubbio: “E quindi tu hai detto, Silvio…

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