Lo scrittore Nahed Hattar assassinato per una vignetta blasfema per l’Islam

Lo scrittore Nahed Hattar assassinato per una vignetta blasfema per l’Islam

Cristiano e grande esperto di Medio Oriente, freddato davanti al tribunale

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    Lo scrittore Nahed Hattar assassinato per una vignetta blasfema per l’Islam

    Nahed Hattar, giornalista, scrittore e vignettista satirico di origine giordana (e di religione cristiana), è stato ucciso ad Amman con tre colpi di arma da fuoco proprio davanti al tribunale in cui si stava recando per subire un processo in cui era accusato di “razzismo e settarismo” per la pubblicazione su Facebook di una vignetta considerata offensiva per i musulmani.

    Grande esperto di Medio Oriente e grande sostenitore del presidente siriano (Bashar al Assad) contro l’Isis, Hattar era stato arrestato lo scorso agosto e l’8 settembre era stato liberato su cauzione. Il pm di Amman, Abdullah Abul-Ghanam, lo aveva inoltre incriminato per “insulto alla religione”, essendo proibito “pubblicare materiale, immagini o disegni con l’intenzione di colpire i sentimenti religiosi e la fede“.

    Hattar

    (Hattar intervistato da Al jazeera)

    La vignetta postata sui social, intitolata “il Dio di Daesh“, mostra un combattente dell’Isis (probabilmente lo stesso ‘califfo’, al Baghdadi), seduto accanto a due donne, che chiede a Dio di servirgli da bere, di spazzare per terra e di mettere una porta ”davanti alla tenda, così la prossima volta bussa prima di entrare, sua beatitudine”. La vignetta è un duro attacco contro i jihadisti dell’Isis, accusati di volere un paradiso con Dio al loro servizio.

    Secondo la traduzione in inglese di Anwar el-Iraqi, l’analista per gli affari arabi del Clarion Project, Hattar per ragioni di satira modifica la parola ‘Subnallah’ (cioè ‘Gloria ad Allah’) in ‘Subhanekh’ cioè ‘Sua Beatitudine’, una formula che è stata considerata blasfema.

    vignetta satirica

    L’autore per fare chiarezza aveva comunque spiegato su Facebook che non intendeva offendere i musulmani, ma semplicemente far capire come l’Isis “vede Dio e il Paradiso” e rifletteva solo sul “comportamento dei terroristi”. Questo non ha impedito alle autorità giordane di portarlo davanti ai giudici, anche dopo l’editto di condanna dell’organismo ufficiale giordano degli affari religiosi che aveva sentenziato: “il disegno sacrilego della Potenza Divina aumentera’ solo l’odio e seminera’ la discordia nel Paese”.

    Secondo fonti della sicurezza citate dall’agenzia ufficiale Petra, la polizia ha infine arrestato il presunto omicida di Hattar, del quale non è stata ancora resa nota l’identità.

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