Siria, carri armati turchi sul territorio per combattere l’isis e i curdi

Siria, carri armati turchi sul territorio per combattere l’isis e i curdi

La tensione è altissima

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    Siria, carri armati turchi sul territorio per combattere l’isis e i curdi

    Forze di terra turche sono entrate in Siria all’alba del 24 agosto per liberare la città di Jarablus dallo Stato Islamico . A 24 ore dal primo assedio si sono aggiunti almeno nove carri armati dell’esercito turco nel nord della Siria, nel corso delle operazioni con cui espellere l’Isis dall’area intorno Jarablus e impedire alle milizie curde Ypg di prendere il controllo del territorio. Un alto funzionario turco ha dichiarato che ora sono più di 20 i carri armati delle forze armate di Ankara all’interno della Siria, mentre ulteriori mezzi ed equipaggiamenti saranno inviati se necessario. I dispiegamenti di mezzi fanno parte dell’operazione Scudo dell’Eufrate, in cui i ribelli siriani sostenuti dalle forze speciali turche sono entrati a Jarablus.

    L’azione condotta da Ankara, secondo l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu ha l’obiettivo di “rafforzare la sicurezza al confine e difendere l’integrità territoriale della Siria”. I media ufficiali turchi hanno descritto le azioni militari come un’operazione congiunta con la coalizione anti-Is a guida Usa. La tensione è alta, l’offensiva di Ankara colpisce anche le milizie curde che sul territorio cercano di contrastare l’isis con l’appogglio degli Usa.

    La Russia si è detta preoccupata per l’azione turca, mentre un membro del Partito dell’Unione democratica (Pyd), la forza politica dei curdi siriani ha definito l’operazione di Ankara come “una violazione della sovranità siriana e una vera dichiarazione di guerra”.
    ll segretario di Stato americano, John Kerry, ha detto al ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, che le milizie curde Ypg si stanno ritirando a est del fiume Eufrate. Lo ha fatto sapere il ministero di Ankara, sottolineando che in una telefonata questa mattina Kerry e Cavusoglu hanno ribadito che la lotta contro lo Stato islamico in Siria e Iraq continua in modo congiunto.

    Intanto gli Stati Uniti hanno condannato l’uso di armi chimiche da parte del regime siriano, a seguito delle indagini delle Nazioni Unite che vedono l’esercito di Damasco responsabile di due attacchi con gas tossici. “Ora è impossibile negare che il regime siriano abbia ripetutamente utilizzato gas cloro come arma contro il suo popolo”, ha dichiarato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Ned Price. “Gli Usa lavoreranno con i nostri partner internazionali per far sì che ci sia risposta davanti alla giustizia, attraverso appropriati meccanismi diplomatici”, ha aggiunto, chiedendo a “tutti gli Stati membri Onu e alle parti della Convenzione sulle armi chimiche, inclusi Russia e Iran, di partecipare a questo obiettivo”.

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