USA 2016, il discorso di Michelle Obama conquista la convention dei democratici

USA 2016, il discorso di Michelle Obama conquista la convention dei democratici

La First Lady protagonista assoluta a Philadelphia

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    Il discorso di Michelle Obama per Hillary Clinton

    Il miglior discorso della sua vita“. Così il New York Times ha definito il discorso di Michelle Obama alla convention dei Democratici di Philadelphia. Barack Obama ha usato Twitter per definirlo un “discorso incredibile fatto da una donna incredibile“. Non è solo un endorsement pieno per Hillary Clinton, ex sfidante del marito alle elezioni del 2008. La Firs Lady conquista letteralmente la platea che fino a poco prima era divisa, con i sostenitori di Bernie Sanders a urlare gli stessi slogan dei repubblicani pro Donald Trump (“Clinton in prigione“). Lo fa con un discorso carico di emozione, scandendo con decisione i passaggi chiave, emozionandosi ed emozionando i delegati che, alla fine, le tributano una meritata standing ovation. Le sue parole hanno rasserenato gli animi all’interno di un partito diviso e ha aperto una serata importante, anticipando i discorsi della senatrice Elizabeth Warren, vicinissima agli Obama e appartenente alla corrente più a sinistra, e quello di Sanders che ha scandito con chiarezza il suo appoggio all’ex avversaria. La vera regina della serata è però Michelle Obama con un discorso destinato a entrare nella storia dei democratici.

    Fin dalle prime parole, Michelle Obama mostra tutto il suo carisma. Ricorda quando salì per la prima volta su quel palco alla convention del 2008 per sostenere la candidatura del marito alla Casa Bianca e rivendica con orgoglio la sua presenza, l’ultima da First Lady, a sostegno di Hillary Clinton, “l’unica persona responsabile di cui mi fido e l’unica persona che so essere estremamente qualificata per diventare Presidente degli Stati Uniti“.

    AL VIA LA CONVENTION DEI DEMOCRATICI A PHILADELPHIA


    La definisce “la nostra amica” Hillary Clinton. L’ex Segretario di Stato è ora la sua candidata e non solo perché è la vincitrice delle primarie. Michelle Obama passa in rassegna le sue qualità, a partire dalla determinazione e dalla forza. “Quello che più apprezzo di Hillary è che non si è mai piegata sotto pressione. Non cerca mai scorciatoie e non si è mai arresa nella vita“, dice con fermezza. In effetti, poche persone hanno saputo affrontare scandali privati e non come ha fatto la Clinton, da First Lady prima e da ex membro dell’amministrazione Obama poi, uscendo più forte di prima dagli attacchi piovuti da più parti.

    Leader come Hillary Clinton hanno avuto il carattere e la grazia per non arrendersi e aggiungere una crepa dopo l’altra a quel soffitto di cristallo fino a romperlo del tutto, e portare tutte noi oltre quella soglia insieme a loro“, prosegue, citando quel “soffitto di cristallo” che la stessa Clinton disse di aver finalmente rotto con la vittoria alle primarie.

    Philadelphia, Convention Democratica


    In un paese ancora travolto dalle tensioni razziali, dove i neri muoiono per mano della polizia e poliziotti finiscono sotto il fuoco di folli, tocca a lei, moglie del primo presidente afroamericano, ricordare quanta strada è stata fatta grazie a persone che non hanno mai smesso di lottare e che hanno rotto le barriere del razzismo e della segregazione.

    Questa è la grande storia di questo paese, la storia che mi ha portato su questo palco oggi, la storia di generazioni di persone che hanno provato il peso e la vergogna della schiavitù, il dolore della segregazione ma che hanno continuato a sperare e fare quello che era giusto fare per permettere a me di svegliarmi ogni mattina in una casa costruita da schiavi.

    Oggi io posso guardare le mie figlie, due bellissime, intelligenti, ragazze nere, giocare con i cani sul prato della Casa Bianca“.

    È uno dei momenti più alti a livello emotivo: i delegati si sciolgono in un lungo applauso, la tensione inizia a calare anche dalle parti dei sostenitori di Sander e ai fischi subentrano le prime lacrime di commozione.

    Philadelphia, Convention Democratica


    Michelle Obama passa poi all’attacco di Donald Trump. Non lo cita mai direttamente, ma lo richiama attraverso il suo slogan, “Make America Great Again”. “Non lasciate che nessuno vi dica che questo paese non è grande, che in qualche modo dobbiamo rifarlo grande, perché oggi è già il più grande paese che ci sia“, dice. Cita il marito, Barack Obama, quando disse che essere presidente è un lavoro molto difficile e non si può limitare a slogan su Twitter, e gli ricorda cosa significa essere il Comandante in capo dell’esercito. “Quando hai i codici nucleari a portata di mano e i militari nelle tue mani, non puoi prendere decisioni a caso“, chiarisce a proposito dei compiti gravosi che comporta essere alla Casa Bianca, perché la presidenza “non può essere riassunta in 140 caratteri“, facendo scattare in piedi l’intera platea, Bill Clinton tra i primi, colpito dall’affondo contro il tycoon.

    LA RIVOLUZIONE DI UNA DONNA PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI



    Infine, Michelle Obama chiarisce perché è importante che sia la Clinton come donna a vincere le Presidenziali del prossimo novembre. “Grazie a Hillary Clinton, le mie figlie e tutti i nostri figli e le nostre figlie ora sanno che una donna può diventare presidente degli Stati Uniti“, dice con voce carica di emozione. Per questo, conclude, “I’m whit her“, sono con lei.

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