Monaco, il killer avrebbe avuto un complice: arrestato 16enne

Monaco, il killer avrebbe avuto un complice: arrestato 16enne

Secondo gli inquirenti sapeva del piano ma non ha avvisato nessuno

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    Monaco, il killer avrebbe avuto un complice: arrestato 16enne

    La Polizia di Monaco ha arrestato un sedicenne accusato di essere il complice di Ali Sonboly, il killer della strage di Monaco che ha causato la morte di 9 persone e il ferimento di altre 23. Poche le informazioni che filtrano dalla Baviera: secondo gli inquirenti, il giovane, che avrebbe origini afghane, avrebbe saputo della strage e non avrebbe avvisato nessuno, aiutando anzi il 18enne a creare un falso profilo su Facebook e a pubblicare il post che avrebbe dovuto attirare i suoi compagni di scuola. Il sedicenne era già stato sentito dalla Polizia nelle prime ore dopo la strage ed è stato fermato a seguito di controlli su alcune dichiarazioni molto contraddittorie. Il suo ruolo è ancora da capire: secondo quanto riporta la Bild, i due si sarebbero conosciuti nel reparto psichiatrico di Harlaching, quartiere di Monaco.

    CHI È ALI SONBOLY, IL KILLER DELLA STRAGE DI MONACO

    Il fermo sembra confermare il quadro tracciato dagli inquirenti. Ali Sonboly stava pianificando la strage da molto tempo, almeno un anno, come ha riferito il procuratore capo di Monaco, Thomas Steinkraus-Koch, e tutti gli elementi ritrovati finora rafforzano questa ipotesi.

    Il 18enne aveva studiato tutto ma non aveva scelto le vittime: pur tentando di portare davanti al McDonald’s del centro commerciale Olympia Shopping, ha sparato contro i primi adolescenti e coetanei che si è trovato davanti. Anche la nazionalità non era importante nel suo folle piano (solo due le vittime tedesche, due erano turchi con passaporto tedesco, un ungherese, un turco, un greco, un kosovaro e un apolide): quello che contava era colpire persone che gli ricordavano i bulli, quelli a cui aveva urlato “vi ucciderò”.

    Nessuna motivazione politica o spinta dall’estero“, precisa ancora la Polizia, ma una volontà di uccidere. Nella sua camera e nel pc sono stati trovati i riferimenti che Ali si era dato: nel computer è stata rinvenuta la copia del manifesto diffuso da Anders Breivik, il killer della strage di Utoya e Oslo, costata la vita a 77 persone. Anche il giorno scelto dal 18enne tedesco-iraniano non era un caso: venerdì 22 luglio era il quinto anniversario del massacro che sconvolse la Norvegia e la pistola usata a Monaco, una Glock 17 calibro 9, era la stessa scelta da Breivik.

    L’altro modello di Ali Sonboly era la strage di Winnenden, nei pressi di Stoccarda, avvenuta nel 2009 quando un 17enne uccise 15 persone davanti scuola.

    Tim Kretschmer, questo il nome del killer, l’11 marzo 2009 entrò nell’istituto tecnico “Albert Realschule” di Winneden, armato di fucile mitragliatore, sparando a caso nei corridoi e raggiungendo una classe frequentata da alunni della scuola dell’obbligo dove ha continuato a sparare. Alla fine, dopo aver compiuto il massacro, si è tolto la vita durante la sparatoria con la Polizia.

    Tim Kretschmer

    Tim Kretschmer, il 17enne autore della strage di Winneden

    La Polizia ha anche spiegato come sia stato possibile per il 18enne, affetto da problemi psichici e in cura da tempo, acquistare un’arma. Ali Sonboly si era rivolto al “dark web“, quella parte del deep web (il web sommerso) dedicata alle attività in nero, cioè alle azioni criminali. Lì aveva trovato la pistola e i proiettili, senza dover lasciare il proprio nome. Gli inquirenti sono risaliti alla storia della pistola, arma “ricondizionata” nel 2014 arrivata dalla Slovacchia.

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