Turchia, Erdogan ora è più forte. E se il golpe fosse fasullo?

Turchia, Erdogan ora è più forte. E se il golpe fosse fasullo?

Dopo il golpe fallito, in manette già 6mila persone

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    L’unica cosa certa del golpe fallito in Turchia è che Recep Tayyp Erdogan ne è uscito rafforzato. Per una serie di motivi che spiegherebbero una ipotesi da non scartare: e se il colpo di Stato fosse stato fasullo, una messa in scena architettata dallo stesso presidente turco? Sembra assurdo, soprattutto pensando ai tantissimi morti, ma qualche analista ha già spiegato perché l’ipotesi è possibile.

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    Erdogan più forte, quindi. Autoritario, accusato di essere antidemocratico, di eliminare con ferocia gli oppositori politici, di essere un nemico della modernità, dei diritti, della libertà di stampa, degli intellettuali, di strizzare l’occhio agli islamici radicali, di essere megalomane. Dopo il golpe ha riconquistato un po’ del prestigio perduto, figurando come il difensore della democrazia dai golpisti che volevano strappargli il potere, cacciando il presidente democraticamente eletto. Ha riconquistato anche la popolazione (o buona parte di essa) arringandola, invitandola tramite cellulare a scendere in piazza resistendo agli impostori. Per molti il leader dell’ AKP (il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) è l’eroe dei turchi.

    Erdogan sarà ora libero di fare piazza pulita degli oppositori, più di quanto fatto finora. Le purghe sono già cominciate con almeno 6mila arresti tra militari golpisti e giudici: l’agguato subito dalla democrazia, agli occhi dei turchi, giustificherà la repressione. “Dopo questo episodio, arresti, destituzioni e accentramento del potere nelle sue mani saranno giustificate da una situazione di emergenza alla quale neanche l’esercito è riuscito a dare risposta. Quello che temo, però, è che questo serva da pretesto per silenziare anche gli oppositori politici”, afferma Matteo Colombo, analista dell’Istituto per gli studi di politica internazionale ed esperto di politica turca. E potrà giocarsi al referendum la carta del presidenzialismo, suo sogno da tanto tempo, riforma che legittimerebbe poteri che di fatto già esercita.

    C’è chi è convinto che Erdogan, per ottenere tutto ciò, abbia addirittura architettato il golpe. Golpe fasullo, quindi. Teoria sostenuta da Antonio Ferrari, giornalista del Corriere della sera esperto di politica estera. In un editoriale sul quotidiano di via Solferino scrive di non credere al golpe, perché “nella mia vita professionale ho visto tutto e il contrario di tutto, ma un golpe di sole quattro ore non avrei mai potuto immaginarlo. Non mi stupirei che la miccia sia stata accesa dallo stesso Erdogan o dai suoi fedelissimi”. Il finto golpe è convenuto, secondo lui, al presidente: “È molto più forte. Magari spera di avere i voti per cambiare la Costituzione, e trasformare la Turchia in una Repubblica presidenziale”. E i morti? “Credete che importino a Erdogan?”.

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