Afroamericani uccisi dalla polizia: i casi più eclatanti degli ultimi tempi

Afroamericani uccisi dalla polizia: i casi più eclatanti degli ultimi tempi
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 01/12/2016 07:17

    La morte di Philando Castile, afroamericano ucciso dalla polizia

    Non accenna a diminuire la tensione razziale negli Stati Uniti. Casi recenti di afroamericani uccisi da poliziotti bianchi hanno riempito la cronaca a stelle e strisce ponendo nell’occhio del ciclone soprattutto città come Ferguson, in Missouri, o Baltimora, in Maryland, ma anche a New York e Los Angeles. L’ultimo caso riguarda il 32enne Philando Castile, fermato durante un controllo stradale e freddato da un poliziotto di Minneapolis, in Minnesota. La ragazza ha fatto in tempo a registrare i suoi ultimi secondi di vita, nel drammatico video in alto. Ma questo è soltanto l’ultimo dei tanti casi che hanno visto poliziotti bianchi uccidere persone afroamericane spesso disarmate o per futili motivi: ecco di seguito i più significativi, ricordando che solo pochi giorni fa è stata aperta un’indagine su due poliziotti che hanno ucciso un uomo di colore a Baton Rouge, in Louisiana.

    Baton Rouge, commemorazione di Alton Stering ucciso dalla polizia

    (Baton Rouge, commemorazione di Alton Stering ucciso dalla polizia) Centinaia di persone hanno partecipato a una veglia a Baton Rouge, sul posto dove poliziotti bianchi hanno ucciso con cinque colpi di pistola l’afroamericano Alton Sterling. Diverse persone sono intervenute e hanno chiesto che le proteste contro “l’uso eccessivo della forza” contro i neri siano pacifiche. “Se saremo divisi, avremo già perso”, ha detto il vescovo Gregory Cooper alla folla che riempiva il parcheggio e le strade vicine, tra cui molte famiglie con bambini. Molte persone sono rimaste per ore dopo che la veglia era finita, mentre un artista locale ha dipinto Sterling su un muro vicino a dove l’uomo è stato ucciso. Il caso ha suscitato forte indignazione, così come lo fecero i casi di Ferguson, Baltimora e New York, perché è stato diffuso un video in cui si vedono gli agenti sparare al 37enne.

    Afroamericano ucciso dalla polizia per strada a L.A.

    L’ultimo caso arriva da Los Angeles dove un uomo afroamericano di 28 anni, identificato come Nicholas Robertson, è stato ucciso dalla polizia per strada. Le immagini, registrati da un testimone oculare con lo smartphone, hanno scioccato gli USA: nel video si vedono i due agenti, non ancora identificati, sparare alle spalle di Robertson che cerca di allontanarsi strisciando a terra. I poliziotti lo colpiscono da dietro con 33 proiettili e lo finiscono continuando a colpire alla schiena. La polizia di L.A. ha aperto un’inchiesta sul caso: secondo una prima ricostruzione, l’uomo, papà di tre bambini, avrebbe sparato dei colpi d’arma in aria e i due poliziotti gli avrebbero intimato l’alt senza ricevere risposta. La versione della Polizia non ha convinto la comunità afroamericana di Los Angeles che si è riversata per strada per protestare contro quello che viene visto come un omicidio a sangue freddo. “Comprendiamo la preoccupazione della comunità di fronte all’uso della forza da parte della Polizia“, ha dichiarato lo sceriffo Jim McDonnell in conferenza stampa. “Gli hanno sparato alle spalle e lui ha strisciato fino alla stazione di servizio. Ha lasciato tre figli a casa: non potevano usare un taser o trovare un altro modo per fermarlo?“, ha chiesto in lacrime la matrigna di Robertson davanti alle telecamere della Cbs. L’uccisione del 28enne è arrivata a ridosso del processo per la morte di Freddie Gray, 25enne attivista morto mentre era sotto custodia dalla polizia di Baltimora.

    Nero disarmato ucciso da poliziotto bianco Usa

    Ennesimo caso di omicidio di un afroamericano da parte di un uomo bianco della polizia, stavolta accaduto a Tulsa in Oklahoma. L’episodio risale a giovedì 9 aprile 2015. La vittima è Eric Harris, 44 anni il quale, stando a quanto riferito dalla polizia, stava vendendo una pistola calibro 9 mm ad un agente sotto copertura. L’uomo è scappato e una volta raggiunto, Bob Bates, un vicesceriffo 73enne, ha esploso un colpo d’arma da fuoco convinto di avere in mano il ‘taser’.

    Poliziotto spara a un cittadino nero disarmato

    Nel South Carolina, l’agente Michael Thomas Slager ha ucciso un afroamericano. Si tratta di Walter L. Scott, che aveva 50 anni. In un primo momento il poliziotto bianco avrebbe dichiarato di aver reagito per legittima difesa. La sua versione sarebbe comunque smentita da un video, di cui ha dato prova il New York Times, che avrebbe mostrato come l’agente abbia sparato all’afroamericano mentre quest’ultimo era in fuga. Il poliziotto avrebbe fermato l’uomo alla guida di una Mercedes, perché aveva un fanalino rotto. Ne sarebbe scaturito un diverbio, durante il quale l’automobilista avrebbe tentato di appropriarsi del suo taser. L’uomo inizierebbe poi a scappare e a quel punto il poliziotto gli avrebbe puntato la pistola e gli avrebbe sparato 8 volte.

    Il 21 agosto 2014 è stato ucciso Kajieme Powell. Gli agenti erano stati chiamati presso un minimarket, perché qualcuno aveva denunciato al 911 una rapina da parte di un giovane armato. La vittima aveva rubato due energy drink e un pacco di ciambelle. Arrivati sul posto, i due agenti avrebbero aperto il fuoco.

    Il 13 novembre 2014 a Cleveland, due agenti della polizia hanno sparato ad un ragazzino di colore. La vittima è Tamir Rice, di 12 anni, che stava giocando e sembrava impugnare una sorta di arma. Il ragazzino è stato ferito allo stomaco e poi è morto all’ospedale. Le indagini hanno chiarito che la presunta arma era, invece, una pistola ad aria compressa, in grado di sparare proiettili di gomma.

    Il 2 marzo 2015 a San Pedro Street, Los Angeles, alcune pattuglie della polizia sono intervenute contro alcuni senzatetto, in particolare cercavano uno di loro, soprannominato Africa. Uno dei funzionari ad un certo punto ha gridato “Ha preso la mia pistola”. L’uomo è stato ucciso.

    Nella contea di Dekalb, in Atlanta, degli agenti hanno ucciso Anthony Hill, di 27 anni. La polizia era stata allertata da una telefonata che segnalava un uomo che bussava alle porte e strisciava per terra nudo. L’uomo, disarmato, si è messo a correre verso un poliziotto, che prima gli ha ordinato di fermarsi e poi gli ha sparato due colpi.

    Il fatto si è svolto in Arizona, nella città di Phoenix. L’omicidio è accaduto martedì 2 dicembre 2014, anche se la notizia è trapelata molto più tardi. Un agente di polizia avrebbe sparato 2 colpi ad un uomo di colore disarmato, Rumain Brisbon, di 34 anni, dopo una presunta colluttazione. L’uomo era stato fermato perché sospettato di spaccio di droga. Tuttavia la perquisizione ha accertato che in tasca aveva soltanto una confezione di pillole. L’identità del poliziotto per il momento non è stata ancora rivelata.

    Akai Gurley è stato ucciso il 22 novembre 2014. Anche in questo caso si è trattato di un omicidio compiuto da un agente di polizia. L’uomo era disarmato e si trovava con la fidanzata in una casa di Brooklyn. Peter Liang, un poliziotto di origini asiatiche, ha sparato contro il giovane di 28 anni, mentre quest’ultimo stava scendendo le scale. Il ragazzo era anche padre di un figlio di 2 anni. E’ emerso che 2 agenti si trovavano a perlustrare nelle scale buie di un edificio, quando si sono trovati di fronte il giovane. Uno dei poliziotti avrebbe sparato per la paura.

    L’omicidio di Michael Brown è accaduto il 9 agosto 2014 a Ferguson, in Missouri. La vittima aveva 18 anni ed è stata ripetutamente colpita da proiettili sparati dall’agente di polizia Darren Wilson. E’ stato colpito senza essere stato trovato in possesso di armi, perché era sospettato di un furto che avrebbe commesso.

    Il 17 luglio 2014 è morto Eric Garner a New York, soffocato dal poliziotto bianco Daniel Pantaleo. Anche in questo caso si trattava di un uomo di colore, che è morto poco dopo essere stato fermato dalla polizia, perché era sospettato della vendita di sigarette di contrabbando.

    Nel 2012 un poliziotto uccise nel Bronx il 18enne Ramarley Graham, mentre si trovava a casa disarmato. La madre del ragazzo ha denunciato che il figlio è stato ucciso nella propria casa, anche se non rappresentava una minaccia per nessuno. Secondo la madre, l’hanno fatto fuori come se niente fosse. Proprio la madre di Ramarley Graham si è messa in testa ad un corteo che ha sfilato a New York, per protestare.

    1876

    Referendum costituzionale 2016

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