Brexit, le reazioni dei politici europei e italiani

David Cameron è il grande sconfitto mentre Nigel Farage esulta

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    Brexit, le reazioni dei politici europei e italiani

    Il Regno Unito è fuori dall’Unione Europea. Dopo uno spoglio che ha visto un testa a testa costante fra il fronte Remain e il fronte Leave, c’è stato il sorpasso definitivo degli euroscettici. Lo spoglio assegna la vittoria ai pro uscita dalla Ue con il 51,8% contro il 48,2 % e mentre David Cameron ringrazia chi ha votato per rimanere, esulta il leader dell’Ukip, Nigel Farage. Gli occhi del mondo intero e in particolare della politica guardano con preoccupazione a quanto accaduto ieri nel Regno Unito.

    Tra i grandi sconfitti del referendum per la Brexit, c’è lui, il primo ministro David Cameron che con un messaggio via Twitter ha ringraziato chi ha votato per “Una Gran Bretagna più forte, ma in Europa”.

    Festeggia Nigel Farage, leader degli euroscettici: “Diciassette milioni di persone hanno detto che dobbiamo uscire dall’Ue. Adesso ci siamo liberati per poter stringere accordi di associazione e commercio con tutto il resto del mondo. Ci siamo ridati la possibilità di collegarci all’economia globale di tutto il mondo”. Farage chiede la testa di Cameron: “Si deve dimettere”, mentre per il futuro propone un governo Brexit “che faccia il suo lavoro, che inizi subito il processo di rinegoziazione” e proclama, per il 23 giugno l’Indipendance Day.

    Il leader dei Laburisti, Jeremy Corbyn: “La gente è stanca dei tagli e dell’austerity, molte comunità si sentono emarginate” ha aggiunto Corbyn secondo cui ora ci saranno conseguenze per i posti di lavoro nel Regno Unito. “David Cameron deve ora agire rapidamente per stabilizzare la sterlina”.

    E dall’Europa che dice addio all’UK, reazioni che oscillano tra il rassicurante e lo scetticismo. “Quello che non ci uccide ci rende più forti”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, commentando la vittoria della brexit nel referendum britannico. “Gli ultimi anni sono stati i più difficili per l’Unione europea ma siamo pronti ad affrontare questo scenario”, ha aggiunto. “Siamo preparati a questo scenario negativo”, ha dichiarato Donald Tusk. “Non ci sarà alcun vuoto legislativo nei rapporti con il Regno Unito fino alla formale richiesta di uscita dall’Europa” ha detto il presidente del Consiglio europeo. Per il 27 giugno è convocato un meeting informale a margine del consiglio europeo. “E’ uno dei momenti più difficili dell’Unione Europea, ma ciò che non ti uccide ti rende più forte”.

    Dalla Francia Marine Le Pen esprime tutta la sua gioia: “Vittoria della libertà, ora referendum anche in Francia”.

    “La vittoria del Brexit è triste per la Gran Bretagna. L’Europa continua, ma deve reagire e ritrovare la fiducia dei popoli. E’ questa l’urgenza”, ha dichiarato intanto il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault.

    Vladimir Putin commenta così la vittoria del ‘Leave’: “Il risultato del referendum nel Regno Unito avrà senz’altro conseguenze per il mondo e per la Russia”. “Non credo che il voto del Regno Unito sull’uscita dall’Unione europea influenzerà le sanzioni economiche imposte alla Russia da parte dell’Unione europea” ha aggiunto.

    Esulta Matteo Salvini: “Evviva il coraggio dei liberi cittadini”. Il leader della Lega chiede il referendum anche in Italia.

    “Sfasciare l’Europa non è detto che favorirà la nostra vita, perché potremmo essere colonizzati con maggiore facilità. O c’è un progetto di rinascita dell’Europa e dell’Occidente, con una diversa politica economica e una tutela dei nostri mercati, una politica per la famiglia e le nascite, oppure, spezzettati, saremo fagocitati. Inutile dire che in Italia un governo come quello di Renzi rappresenta una risposta ridicola a tutte queste esigenze, e di fatto sta affondando” ha dichiarato Maurizio Gasparri.

    Beppe Grillo invoca un cambiamento: “L’Unione Europea ha sbagliato nel mettere l’austerità al centro della politica, le banche e la finanza davanti ai cittadini; non ha risolto il problema dell’immigrazione, perché dominata dell’egoismo degli Stati membri; ha creato povertà e disoccupazione dilagante; si è dimostrata a trazione tedesca, Angela Merkel e Martin Shultz si sono comportati come i padroni assoluti e incontrastati; il suo esecutivo è guidato da Jean-Claude Juncker, per anni primo ministro di quel Lussemburgo campione d’elusione fiscale; vuole imporre il TTIP e altri grandi Trattati internazionali, discutendoli a porte chiuse. Basta”.

    Poco rassicuranti le parole di un uomo dell’Europa, Romano Prodi ex capo della Commissione: “Nel lungo periodo i problemi sono estremamente gravi. Il Regno unito ha un mercato finanziario che è leader del mondo, ha l’esercito più forte d’Europa. La Gran Bretagna è uscita dall’Ue e ora tutti questi nodi verranno a galla. Ma guardate, sono più gravi per la Gran Bretagna che per noi. Il lato debole è quello britannico”.

    Matteo Renzi su Twitter: “Dobbiamo cambiarla per renderla più umana e più giusta. Ma l’Europa è la nostra casa, è il nostro futuro”.