Adozioni facili ma illegali? Pericolosi annunci sul web – L’inchiesta esclusiva di Nanopress.it

Adozioni facili ma illegali? Pericolosi annunci sul web – L’inchiesta esclusiva di Nanopress.it

L'INCHIESTA DI NANOPRESS.IT SVELA UNA POTENZIALE COMPRAVENDITA DI BAMBINI, TRAMITE I FORUM ONLINE

Giornalista, scrittore e conduttore radiofonico in Adozioni, Mondo, News Mondo
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Martedì 14/06/2016 in Adozioni, Mondo, News Mondo
    Una potenziale compravendita di bambini sui forum: l'inchiesta di Nanopress.it

    Adottare un bambino, legalmente, richiede tempi molto lunghi e soprattutto un iter burocratico ben preciso, volto alla salvaguardia dei bambini stessi. Proprio questo iter, e le difficoltà a esso collegate, potrebbero portare molte persone a voler aggirare gli ostacoli burocratici con pratiche illegali e pericolose. Il web, se non controllato, potrebbe aiutare questi malintenzionati nel raggiungere, illegalmente, il loro scopo. Ma – come se non bastasse – il rischio che si possa anche trattare di una truffa è dietro l’angolo!

    Navigando, infatti, sul Forum della versione spagnola di AlFemminile.com, EnFemenino.com, è facile (come dimostra il nostro video-servizio) imbattersi in annunci di donne che offrono il loro figlio in adozione. Si tratta – a leggere gli annunci – prevalentemente di giovani ragazze del Sud America che, non potendosi permettere economicamente la genitorialità, cedono il loro figlio naturale, chiedendo “soltanto” un risarcimento delle spese mediche sostenute o da sostenere (a seconda se il bambino sia già nato o debba ancora venire al mondo) per il parto. Poche centinaia di euro per noi europei, ma un bel malloppo per loro!

    Sorpresi dalla quantità di annunci e di risposte da parte di donne interessate, noi della redazione di Nanopress.it abbiamo deciso di fingerci intenzionati a portare avanti, almeno fin dove il diritto di cronaca ce lo permetteva, una finta trattativa con lo scopo di costatare e documentare la facilità con cui è possibile mettersi in contatto con queste “madri”.

    Abbiamo così preso contatti con due giovani donne, entrambe messicane, abbiamo scambiato con loro qualche messaggio tramite WhatsApp, abbiamo visto le foto dei bimbi e, fingendoci una coppia felice, abbiamo perfino mandato loro le nostre foto, mostrando anche una casa che in realtà non esiste affatto! Se noi, però, abbiamo inventato tutto questo per denunciarlo, chiunque potrebbe fare lo stesso per altri scopi…ben più pericolosi per il bambino!

    Abbiamo, quindi, parlato al telefono con loro e lì ci hanno raccontato meglio la loro storia: si dichiarano tutte giovanissime e con molti problemi economici, che impediscono loro perfino di dar da mangiare ai loro figli. Un cliché? Probabilmente sì, ma assolutamente verosimile! Non vogliono soldi per darci il loro bambino in adozione, ma una ci chiede un aiuto per saldare un debito che ha contratto per partorire e l’altra i soldi per partorire, visto che è ancora incinta.

    In Messico, infatti, non è prevista l’assicurazione sanitaria nazionale e in più è effettivamente possibile dare in adozione il proprio figlio a una coppia prescelta dai genitori naturali, tramite un’istituzione statale chiamata DIF. Questo, però, non vuol dire che poi l’adozione risulti legale anche in Europa, visto che questo tipo di adozione diretta esiste soltanto nei Paesi che non hanno ratificato la convenzione internazionale sulle adozioni.

    A quel punto noi ci siamo dovuti fermare, per evitare il rischio di renderci complici di questa possibile tratta di bambini, e quindi non sappiamo se si trattasse soltanto di una truffa o se poi effettivamente lo scambio sarebbe avvenuto. Resta che, da un lato, molte donne, accecate dal dispiacere di non poter avere figli, potrebbero facilmente cadere in questo raggiro, rendendosi fra l’altro complici di un reato ed eventualmente essere anche suscettibili di ulteriori ricatti da parte delle madri naturali. Dall’altro, qualora la trattativa andasse a buon fine, molto probabilmente ci si ritroverebbe con un bambino che non può poi essere riconosciuto e soprattutto colpevoli di aver reso la vita umana un bene acquistabile.

    Inchiesta realizzata in collaborazione con Estefanía Gadea Aliaga

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    SCRITTO DA Fabrizio Capecelatro Giornalista, scrittore e conduttore radiofonico Segui autore:
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