Brasile, in 33 violentano una 16enne e pubblicano il video: 6 arresti

Brasile, in 33 violentano una 16enne e pubblicano il video: 6 arresti

Nel Paese è caccia al branco e la ragazza entra in un programma di protezione

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    Brasile, in 33 violentano una 16enne e pubblicano il video: 6 arresti

    Il Brasile è completamente sotto shock per quanto accaduto a una ragazza di 16 anni, la giovane è stata stuprata da 33 uomini che dopo la violenza hanno pubblicato sul web il video di quanto accaduto. Tra gli autori dell’orribile gesto anche l‘ex fidanzato 20enne della ragazza fermato dalla polizia insieme ad altri tre uomini. Mancano all’appello gli altri ed è caccia al branco. La polizia intanto ha arrestato sei dei 33 uomini lo hanno riferito fonti ufficiali citate dalla Folha de Sao Paolo, precisando che i sei sono considerati fuggitivi dalla polizia.

    Decine di agenti hanno partecipato alle operazioni della polizia militare di Rio in diverse favelas della città, senza localizzarne nessuno. Tra i ricercati ci sono Rai de Souza di 18 anni, che sarebbe il proprietario del telefono cellulare con cui è stato girato il video; Lucas Perdomo di 20 anni, il fidanzato della ragazza e calciatore del Boavista; Sergio Luiz da Silva Junior, soprannominato Da Russia, capo del traffico illegale nel morro da Barao, dove si trova la casa in cui l’adolescente è stata stuprata.
    La ragazzina, intanto, è stata inserita nel programma di protezione per bambini e ragazzi minacciati di morte. E da ieri a guidare le indagini non è più il capo del dipartimento per i reati informatici, Alessandro Thiers, accusato di “machismo e misoginia” dall’avvocata della vittima.

    Dopo le pressioni sulla polizia, è stato sostituito con Cristina Bento, titolare della sezione reati contro infanzia e adolescenza. La violenza si è verificato alla periferia di Rio de Janeiro, la ragazza è stata poi curata all’ospedale Maternidade Maria Amélia. Nel video la ragazza appare anche drogata. Un testimone avrebbe raccontato alla polizia che la vittima si è svegliata dopo due giorni la violenza subita e senza vestiti, circondata da narcos armati che la osservavano sbeffeggiandola. Una volta uscita dall’ospedale la giovane donna ha ringraziato chi le ha rivolto messaggi di solidarietà: “Vi comunico che mi hanno rubato il telefono, e ringrazio tutti per la solidarietà. Realmente credevo che mi avreste giudicata male”. La rappresentante di UN Women, Nadine Gasman, ha chiesto “tolleranza zero” nei confronti del branco.

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