Aereo EgyptAir precipitato: un portavoce ministeriale nega la presenza di esplosivi

Aereo EgyptAir precipitato: un portavoce ministeriale nega la presenza di esplosivi
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Ultimo aggiornamento: Martedì 24/05/2016 19:02

    EgyptAir plane missing

    Le ricostruzioni dell’esatta dinamica della caduta del volo MS804 della EgyptAir da Parigi al Cairo, precipitato Nel Mediterraneo, più passa il tempo e più diventano confuse: la tragedia è avvolta da un alone di mistero sempre più fitto. Tuttavia, gli esperti di sicurezza aeronautica americani e israeliani rimangono fermi sulla loro teoria, secondo la quale si è trattato di un’esplosione di un piccolo ordigno esplosivo, oppure più ordigni di modeste dimensioni, costruiti con una nuova tecnica inizialmente utilizzata da Al Qaeda e poi perfezionata dall’Isis.

    Sul risultato degli esami autoptici sui resti umani delle 66 persone a bordo del volo MS804 ha parlato da ultimo il capo della squadra dei medici legali egiziani che hA effettuato gli esami sui frammenti recuperati: Hisham Abdel Hamid, ha smentito che le analisi preliminari dimostrino, sulla base delle condizioni in cui sono stati trovati i frammenti dei corpi, che l’aereo sia esploso. Hamid ha dichiarato che ”tutto quanto è stato pubblicato (sui media) è completamente falso” e che la sua squadra non è ancora giunta a ”conclusioni” tali da formulare un’ipotesi suffragata da prove. In precedenza un altro portavoce del ministero della Giustizia egiziano ha esplicitamente escluso alla Bbc che siano state trovato tracce di esplosivo nei tessuti umani.

    Purtroppo non essendo state ancora ritrovate le scatole nere, le uniche informazioni certe sono quelle relative ai messaggi inviati dall’Airbus a terra: secondo quanto riportato dalla tv francese, sembra che il pilota abbia segnalato l’inizio di una discesa d’emergenza, per la presenza di fumo nella cabina di pilotaggio. Tuttavia un guasto del genere non basterebbe a spiegare le manovre successive, come le brusche virate e l’avvitamento, anche se le stesse sono state poi smentite dalla Compagnia Aerea Egiziana.

    L’ipotesi più credibile rimane dunque legata all’esplosione di uno o più piccoli ordigni, secondo quanto riferito da fonti israeliane. Si tratterebbe appunto ‘di un nuovo tipo di micro-bomba, o più di una, introdotte a bordo da un complice all’aeroporto Charles de Gaulle’. Gli artificieri dell’Isis avrebbero messo a punto la tecnica delle scarpe-bomba e delle mutande-bomba, creata dal terrorista di Al Qaeda Ibrahim al-Asiri. Lo stesso tipo di ordigno perfezionato e utilizzato per far precipitare sul Sinai l’Airbus russo, il 31 ottobre 2015. In questo ultimo caso dell’Egyptair ‘gli ordigni sarebbero stati posizionati in modo da rendere l’aereo ingovernabile’.

    Come accennato in apertura, la caduta del volo MS804 da Parigi al Cairo, precipitato Nel Mediterraneo, è tutt’altro che chiara. Al momento gli elementi certi rimangono pochi, pertanto se volete ripercorrere le varie fasi di questa tragica vicenda, continuate a leggere…

    Alcuni messaggi inviati dall’Airbus 320 dell’Egyptair, precipitato nel mar Mediterraneo con 66 persone a bordo, mostrano che vi erano fiamme e fumo all’interno del velivolo prima che cadesse in mare. Lo riferisce The Aviation Herald, sito web specializzato in sicurezza del settore aereo. Sul sito si legge che il sistema di comunicazione Acars, che invia messaggi automatici al centro di manutenzione informando sullo stato del dispositivi, ‘indicava fuoco a bordo’. I messaggi inviati mostrano che vi erano ‘fumo in bagno’ e anche ‘nei sistemi elettronici dell’aereo’ prima dell’incidente. L’informazione non è stata né confermata né smentita dalle autorità egiziane, mentre gli inquirenti francesi hanno confermato che l’aereo dell’Egyptair, precipitato giovedì nel mar Mediterraneo, ha emesso segnali di presenza di fumo a bordo prima dello schianto. Lo ha annunciato Bea, l’Ufficio di inchiesta francese per la sicurezza dell’aviazione civile sta seguendo ulteriori indagini perché l’aereo, un Airbus 320, è stato assemblato in Francia ed è partito dall’aeroporto francese di Roissy-Charles de Gaulle. Inoltre, 15 dei 66 passeggeri erano di nazionalità francese.

    Volo egiziano, trovati resti umani e rottame dell'aereo

    L’esercito egiziano ha confermato il ritrovamento di alcuni resti dell’Airbus A320 MS804 dell’EgyptAir Parigi-Il Cairo , precipitato nel mar Mediterraneo con 66 persone a bordo dopo essere scomparso dai radar. La tv di Stato, che cita fonti militari, ha dichiarato che sono emersi alcuni bagagli dei passeggeri a circa 290 chilometri da Alessandria d’Egitto. Si tratta della prima conferma ufficiale del ritrovamento di resti dell’aereo precipitato. I media francesi avevano lanciato per primi la notizia, individuando al largo dell’isola greca di Karpathos, tra Rodi e Creta, il luogo del ritrovamento. Nel corso della prima giornata si sono susseguite notizie su resti individuati nelle acque al largo di Creta; in serata lo stesso vicepresidente della compagnia aerea egiziana in un’intervista esclusiva alla Cnn aveva annunciato il ritrovamento dei resti, per poi dover smentire poche ore dopo. Navi greche, francesi ed egiziane continuano a perlustrare la zona in cerca del corpo principale del velivolo e soprattutto della scatola nera.

    resti aereo

    Con l’avanzare delle ore, si cerca di capire dove possano essere i resti dell’aereo. Fonti dell’esercito greco riportano la notizia del ritrovamento di alcuni resti al largo dell’isola di Creta: secondo quanto riferito da Le Figaro, che cita fonti della marina greca, il relitto sarebbe stato avvistato al largo dell’isola greca di Karpathos, tra Rodi e Creta. Numerose navi si sono recate sul luogo del possibile ritrovamento: secondo quanto riferiscono le autorità marittime, le operazioni sarebbero coordinate dalla Grecia e dall’Egitto. Sui social girano le immagini di parti del relitto che galleggiano nelle acque al largo dell’isola greca.

    Alcuni dettagli su quanto successo sono stati divulgati dal ministro della Difesa greco, Panos Kammenos, in conferenza stampa ad Atene. Il velivolo avrebbe fatto due brusche virate, perdendo quota, prima di scomparire dai radar. ‘Alle 3.39 la rotta del velivolo era a sud, sud-est delle isole Kassos e Karpathos. Immediatamente dopo essere entrato nello spazio aereo egiziano ha virato e ha cominciato a precipitare. La virata era di 90 gradi a sinistra e 360 gradi a destra’, ha spiegato il ministro. L’aereo sarebbe precipitato da 37mila piedi a 15mila.

    cartina aereo scomparso

    La cartina mostra l’area dove è scomparso l’aereo

    Mentre si cerca di capire la dinamica della tragica vicenda, c’è un altro mistero ancora tutto da chiarire e riguarda i messaggi SOS lanciati dall’aereo. La compagnia Egyptair ha fatto sapere che sono stati ricevuti due segnali di pericolo, uno alle 4:26, ora del Cairo, quindi due ore dopo l’ultimo contatto radar con l’aereo, e uno alle 2:26. Le autorità egiziane hanno però smentito l’invio di qualsiasi Sos: il primo ministro ministro Sherif Ismail ha voluto chiarire che la richiesta di soccorso sarebbe stata inviata dagli strumenti a bordo e l’aviazione egiziana fa sapere che è troppo presto per confermare che sia precipitato. Tutte le ipotesi sono al vaglio degli inquirenti. Il portavoce della compagnia egiziana ha fatto sapere che al momento ‘non hanno alcuna idea sul perché l’aereo sia scomparso’. Da accertare anche quanto dichiarato dall’equipaggio di una nave, in navigazione in quel tratto di mare, che avrebbe visto fiamme in cielo.

    L’Egyptair in un tweet ha subito escluso la presenza di italiani a bordo, notizia confermata dalla Farnesina. La stessa compagnia aerea ha diramato su Twitter l’elenco dei passeggeri: 15 francesi, 30 egiziani, un britannico, un belga, due iracheni, un kuwaitiano e un saudita, un sudanese, un cittadino del Ciad, un portoghese, un algerino e un canadese. ‘Siamo in stretto contatto con le autorità egiziane, sia civili sia militari’, hanno fatto sapere dalla compagnia.

    Alcuni elementi riportano a un precedente inquietante, quello dell’aereo russo esploso sul Sinai dopo la partenza da Sharm el-Sheik: le indagini confermeranno che si è trattato di un attentato, causato da un ordigno nascosto in una lattina, detonato dopo aver raggiunto una determinata quota, la stessa a cui è scomparso l’Airbus A320 diretto al Cairo.

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