Da omofobi a gay: storie di duri travolti dallo scandalo

Da omofobi a gay: storie di duri travolti dallo scandalo
da in Matrimoni gay, Mondo, Omosessualità, Stati Uniti d'America
Ultimo aggiornamento: Giovedì 29/09/2016 07:17

    Lo dicono anche dei recenti studi, e c’è chi ci crede o no, ma pare che alla base dell’omofobia ci sia un’omosessualità latente. Coloro che ce l’hanno con gli omosessuali, secondo questa teoria, sarebbero semplicemente gay repressi. Ora, noi qui non vogliamo certo generalizzare, ma alcuni dei casi che abbiamo raccolto di seguito sembrano proprio riassumere questo quadro: ci sono persone che in principio si trovano persino pubblicamente a fustigare gli omosessuali, per poi scoprirsi (felicemente) gay. Ecco le storie di alcune persone che hanno ”cambiato rotta”, e che sarebbe stato meglio per il mondo se lo avessero fatto prima!

    Arthur Haggard è un predicatore statunitense, il fondatore della New Life Church di Colorado Springs, USA. Era considerato uno dei venticinque leader più influenti degli Stati Uniti, ed era noto nel suo Paese per i sui accesissimi attacchi contro gli omosessuali. Il pastore è stato però coinvolto in uno scandalo sessuale e di droga, avendo avuto una relazione omoerotica con un gigolò e massaggiatore, Mike Jones, dal quale acquistava anche crystal meth. Il giovane sostenne che, solo per un’ora, Haggard era disposto a sborsare anche 200 dollari. Oggi Haggard lavora come assicuratore.

    Il Pastore protestante di Minneapolis, Tom Brock si dichiarò apertamente contrario all’ingresso dei gay nella chiesa Evangelica Luterana, tanto da definire come ”castigo di Dio” un recente tornado che si è abbattuto sulla zona, provocando morte e distruzione. Circa un anno dopo il pastore Tom Brock riferì al MinnPost, di essere omosessuale. Proprio così, ha pubblicamente ammesso la sua omosessualità. Sposato e con due figli, quello di Brock è stato un vero e proprio coming out. Ma ora si dice contento che l’assemblea abbia votato a favore della legge, così non ha perso il posto di lavoro.

    George Rekers è uno psicologo e ministro battista, professore emerito di neuropsichiatria e scienza del comportamento. Già fondatore del Family Research Council, ed ex consulente scientifico della Associazione Nazionale per la Ricerca e Terapia dell’Omosessualità (NARTH), che consiste nella pratica di convertire gli omosessuali all’eterosessualità. Rekers, amato dai cristiani di destra, ha testimoniato persino in tribunale che l’omosessualità è peccato e distruttiva, ma nel 2010 pagò un gigolò per essere accompagnato in una vacanza di due settimane in Europa. L’escort in versione maschile raccontò alla CNN di aver effettuato a Rekers ”massaggi sessuali”, mentre viaggiavano insieme in Europa.

    Il senatore Roy Ashburn, il fiero oppositore dei diritti dei gay, travolto dallo scandalo dopo essere stato arrestato per essersi messo alla guida ubriaco, dopo aver lasciato una discoteca gay, ha confermato in un’intervista radiofonica di essere omosessuale. ”Sono gay. Sono state le parole più difficili da dire in assoluto”. Eppure ha sostenuto la sua crociata contro i diritti dei gay per oltre 15 anni, forse seguendo in qualche modo il suo elettorato e perdendo se stesso.

    Bob Allen, repubblicano dello stato della Florida, era ben noto per il suo record di voto contro i diritti dei gay. Era un crociato per il movimento anti-gay, in linea con la Christian Coalition, un gruppo dedicato alla legislazione anti-gay. Un giorno Allen fu arrestato in un bagno pubblico perché aveva offerto una prestazione orale e 20 dollari a un ragazzo di colore, non pensando di trovarsi davanti un agente in borghese. In un patetico tentativo di nascondere ipocritamente i suoi gusti, disse persino di aver fatto la proposta indecente perché aveva paura dei neri e ”non voleva diventare una statistica”.

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