Donald Trump Presidente degli Stati Uniti? Ecco come sarebbe

Donald Trump Presidente degli Stati Uniti? Ecco come sarebbe
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27/04/2016 09:47

    Usa 2016, Donald Trump in campagna elettorale a Radford

    Come sarebbero gli Stati Uniti se Donald Trump diventasse Presidente? E il mondo? La possibilità che il miliardario possa sedere alla Casa Bianca e diventare l’uomo più potente del mondo non è poi tanto remota. Il percorso è ancora lungo e tortuoso, disseminato di ostacoli non facili da superare. Il primo è la vittoria alle Primarie repubblicane: dopo i successi in quasi tutto il paese, la nomination è sempre più vicina. Se anche vincesse, dovrebbe poi vedersela con lo sfidante o, più probabilmente, la sfidante dei democratici. La possibilità che Trump diventi il 48° Presidente degli Stati Uniti c’è: proviamo a immaginare come sarebbe.

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    Cerchiamo prima di tutto di inquadrare Donald Trump e i motivi del suo successo. Di lui sappiamo molto, dalla sua vita professionale a quella privata. Diretto ai limiti dell’insulto nei confronti degli avversari, pronto ad attaccare chiunque pur di difendere la sua idea di America, persino il Papa: tutto questo è già noto.

    Quello che forse sfugge è la sua capacità di parlare agli americani del dopo-crisi. Le sue competenze mediatiche, l’aver costruito la perfetta immagine dell’americano che si è fatto da solo, riuscendo a risalire dopo aver perso tutto, hanno avvicinato il miliardario spocchioso, arrogante, maschilista e xenofobo alla middle class americana, uscita con le ossa rotte dalla crisi economica. Trump non parla solo ai ricchi, si rivolge alla pancia dell’America che teme di aver perso il ruolo di guida nel mondo. “Make America Great Again”, ossia “rendere l’America ancora grande” come recita il suo slogan elettorale: come sarebbero gli Stati Uniti di Donald Trump?

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    Clandestini addio, via i musulmani, più armi per tutti, welfare azzerato, protezionismo e libero mercato a braccetto. L’America di Trump sarebbe più o meno così.

    Al confine con il Messico un bel muro alto dodici metri, pattugliato 24 su 24, rende impossibile entrare nel Paese. Quelli che vivono già negli Stati Uniti senza permesso di soggiorno sono stati deportati. Circa 12 milioni di persone hanno lasciato il Paese: i giardinieri, gli uomini che puliscono le piscine, quelli che cucinano nei fast food, che guidano i taxi di notte, che lavano i piatti nei ristoranti, che puliscono gli hotel e le case, che badano ai bambini, che svolgono i lavori più umili per stipendi da fame (e pagati in nero). Risultato? Piscine sporche, niente più baby-sitter a 8 dollari l’ora per andare in palestra, meno Big Mac per tutti, addio a tacos, tortillas e tequila, mai più hot dog per le strade a tutte le ore del giorno e tutti a piedi a Manhattan.

    Sei milioni di musulmani americani hanno avuto il foglio di via, compreso Muhammad Ali, alias Cassius Klay: ora, con la figlia, allena la squadra di boxe della Russia. Tra gli altri, è partito anche Kareem Abdul-Jabbar: i Lakers hanno rimesso la maglia n.33.

    Vista la sua passione per le armi, ogni adolescente ne riceverà una per il 14esimo compleanno, prima ancora di poter guidare. Orde di ragazzini in piena crisi ormonale girano armati per le strade: non proprio il massimo della sicurezza.

    Pagarsi una visita medica o la pensione è impossibile per metà degli americani, visto che tutto è in mano ai privati. Eccole allora le code chilometriche per entrare in Messico: lì i dottori magari ti danno la tequila come anestetico ma almeno ti curano.

    Le donne americane hanno diritto a una chirurgia plastica come regalo dei 18 anni: bisogna essere perfette per aspettare il marito a casa ora che lavoro e potere sono prerogative degli uomini. E poi, senza l’aborto, le case degli americani sono tornate a riempirsi di bambini.

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    L’America è barricata nei suoi confini.

    Nell’intenzione di colpire l’Isis, Trump ha bombardato l’Iran (non riesce proprio a distinguerli Iraq e Iran), scatenando una reazione a catena. L’Arabia, per la prima volta nella storia, è scesa al fianco dello storico nemico e tutti i Paesi del Golfo hanno minacciato di scendere in guerra se mai Trump uscirà dai confini americani.

    Israele ha costruito la più grande bomba nucleare mai ideata dall’uomo e minaccia di far esplodere mezzo mondo ora che è rimasto solo contro tutti nel bel mezzo del Medio Oriente.

    Anche la Cina ha ordinato a Trump di non mettere mai più piede fuori dagli States. Dopo averli additati come la causa di tutti i mali, i fondi cinesi hanno ritirato tutti gli investimenti negli Stati Uniti (che infatti sono ripiombati in un incubo economico-finanziario senza precedenti), Trump ha ordinato il boicottaggio di tutti i prodotti made in China. Ora gli americani pagano 500 dollari per un involtino primavera di contrabbando.

    E in Europa? Qui stiamo ancora cercando di smettere di ridere dopo la foto del G20 e del suo parrucchino volante finito in faccia a Renzi.

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