Fatwa nell’Islam, i divieti più strani secondo la religione musulmana

Fatwa nell’Islam, i divieti più strani secondo la religione musulmana
da in Islam, Medio Oriente, Mondo
Ultimo aggiornamento: Martedì 12/04/2016 17:50

    Pellegrini musulmani

    Quando pensiamo alla fatwa nell’Islam, ci viene in mente la condanna a morte per blasfemia che alcuni governi sentenziano nei confronti di una o più persone. Il caso più noto è quello di Salman Rushdie, scrittore indiano naturalizzato inglese, colpito dalla fatwa dell’ayatollah Khomeini che, nel 1989, lo condannò a morte per il libro “Versetti Satanici” in cui, secondo la massima autorità religiosa dell’Iran, aveva offeso Maometto e l’Islam. In realtà, il termine fatwa è qualcosa di più generico, una sorta di spiegazione che esperti della religione musulmana danno ai fedeli in merito a comportamenti o realtà non comprese nel Corano. In mancanza di un’unica guida spirituale (non esiste il corrispettivo del Papa nell’Islam), ogni imam o studioso può dare una sua interpretazione di ciò che è lecito e di ciò che non lo è. Da qui nascono una serie di divieti a volte davvero strani, specie per gli Occidentali. Eccone una selezione.

    Ramadan, mese sacro dei musulmani

    Prima di iniziare, occorre ribadire cos’è la fatwa. Una delle migliori definizioni arriva dall’ISCA (Islamic Supreme Council of America): la fatwa è una spiegazione della legge islamica che un esperto, detto Muftì, dà su una questione specifica nella maggioranza dei casi su richiesta di una persona o di un giudice per districarsi su temi poco chiari o non presenti nella giurisprudenza islamica. In teoria, ogni fedele può chiedere al Muftì di riferimento della sua comunità un parere su come comportarsi. Gli stati islamici hanno autorità religiose di riferimento, ministeri o gruppi di studiosi che danno indicazioni sulle materie più disparate, soprattutto per quanto riguarda azioni e situazioni dell’era contemporanea. Vediamo le fatwa (Fatawa il vero plurale) più strane e bizzarre.

    Dubai

    A Dubai è stata emessa una fatwa che vieta l’uso di reti WiFi aperte senza autorizzazioni. Il Dipartimento Affari Islamici e attività caritatevoli ha risposto a un fedele che chiedeva lumi in materia e ha pubblicato la decisione sul sito del dipartimento nella sezione delle fatwa moderne. “Non c’è nulla di sbagliato nell’utilizzare la rete se i vostri vicini ve lo permettono, ma senza il loro consenso non dovete farlo“, si legge nell’editto che specifica il divieto di usare cose di altri senza il pagamento di una somma o l’autorizzazione dei legittimi proprietari.

    pupazzo neve

    In Arabia Saudita è vietato fare pupazzi di neve. Può sembrare strano, visto il clima del paese, ma lo scorso dicembre il teologo Mohammad Saleh Al Minjed ha emesso l’editto religioso dopo un’ondata di maltempo che aveva ricoperto di neve la regione di Tabuk, a nord della capitale. Dopo aver visto le creazioni in giro per la regione, l’esperto si era scagliato contro tale pratica perché, per l’Islam “fare un pupazzo che rappresenti un essere umano o un animale, che sia per divertimento o per gioco, non è accettabile”.

    Donne in Arabia Saudita

    Rimaniamo in Arabia Saudita per l’ultimo editto del Muftì Sheikh Abdulaziz al Sheikh e le donne. Il teologo più importante del paese ha voluto ribadire che le donne non devono guidare perché sarebbe “un’attività pericolosa, che le espone al male e al demonio“. A Ryahd nessuna donna può mettersi al volante non tanto per una presunta (quanto falsa) incapacità nella guida ma per non indurre in tentazione gli uomini imbottigliati nel traffico. Il paese rimane al momento l’unico al mondo dove le donne non possono guidare e devono essere accompagnate da un uomo quando sono in macchina.

    bambola senza velo

    Le limitazioni per le donne non finiscono qui. Sempre in Arabia Saudita, ha fatto notizia l’arresto di un uomo che si era vestito da bambola per reclamizzare un negozio di dolci e caramelle. Le immagini del costume, senza velo e con le braccia scoperte (anche se finte) sono arrivare fino al comitato per la promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio: gli agenti di polizia religiosa hanno arrestato l’uomo. Le leggi religiose indicano infatti che l’uomo non può indossare abiti femminili anche se si tratta di un costume o di una mascotte: nel caso specifico, la bambola non aveva neanche il velo.

    Ruby, il cane antitruffa

    Se il maiale è impuro, il cane lo è ancora di più. Nel 2010 aveva fatto scalpore la fatwa lanciata dall’ayatollah Nasser Makarem-Shirazi, religioso tra i più importanti in Iran, che si era scagliato contro questi animali da compagnia. Il divieto in particolare è per le donne, giovani e non che, negli ultimi anni, hanno apprezzato sempre più la compagnia dei cani. Interpellato da un giornale locale sulla vicenda, l’ayatollah è stato molto chiaro. “Non c’è dubbio che il cane sia un animale immondo“, ha spiegato, non solo perché “sporco” ma per il “rapporto d’affetto” che lo lega a tante persone.

    Nepal, fiera dei tatuaggi a Katmandu

    Anche la Turchia deve fare i conti con divieti alquanto bizzarri. A gennaio 2015 è toccato all’editto contro i tatuaggi emesso dalla Direzione Affari Religiosi (Diyanet), guidata dal Gran Muftì Mehmet Gormez, la principale autorità religiosa del paese. Nello spiegare la scelta, il Muftì ha ricordato che i tatuaggi sono vietati dal Corano. “Il Profeta ha detto ‘Allah ha maledetto coloro che cambiano il loro aspetto creato da Dio’. Una persona che abbia un tatuaggio sul suo corpo dovrebbe cancellarlo. O se non può, deve esprimere pentimento verso Dio“, si legge nella fatwa. Non è il primo divieto che colpisce i tatuaggi in Turchia: Ankara li ha infatti vietati nelle scuole, accanto al make up e piercings. I tatuaggi sono banditi anche in Arabia Saudita.

    Pokemon

    Pikachu e compagni sono vietati in Arabia Saudita e comunque malvisti da molti paesi islamici a causa della fatwa contro i Pokemon lanciata dal 2003 da Yusuf al-Qaradawi, religioso di origine egiziana molto influente a capo del Consiglio europeo della fatwa e della ricerca. Come scoprì Il Giornale, secondo il teologo, tra gli ideologi dei Fratelli Musulmani, il cartone giapponese travierebbe i giovani per via delle loro “trasformazioni”, andando così a supportare la teoria dell’evoluzione. In più, sarebbero veicolo di propaganda massonico-giudaica con presunti messaggi subliminali.

    Soccer   World Cup File Photo

    Il calcio deve essere vietato ai giovani musulmani o, se praticato, deve avere regole diverse da quelle dei paesi occidentali. A lanciare la fatwa contro il calcio è stato Abdallah Al Najdi, Muftì dell’Arabia Saudita che, fin dal 2003 si è scagliato contro lo sport più popolare al mondo. Il motivo è che si tratta di un gioco inventato dagli ebrei, dai cristiani, dagli infedeli, da Stati Uniti, Russia e Francia, come riportò l’agenzia di stampa iraniana Irna. In particolare, l’editto si concentra sui termini quali “fallo”, “rigore”, “corner” e “fuori” che devono essere eliminati perché inventati dagli “infedeli”: i giovani musulmani che volessero giocare devono essere più o meno di 11 per squadra. L’editto però cozza contro gli stessi interessi di molti stati islamici a partire dal Qatar che ospiterà i Mondiali nel 2022.

    donne bicicletta

    In Iran le donne non hanno vita facile. Tra i tanti divieti che devono rispettare c’è anche quello relativo alla bici: l’ayatollah Ali Khamenei in persona, la massima autorità religiosa iraniana lo ha ribadito più volte: la bicicletta è assolutamente proibita alle donne perché ritenuta sconveniente. Il divieto vale anche per le straniere. Teheran non è solo nella crociata contro le donne in bicicletta: molti paesi musulmani non vedono di buon occhio una donna su due ruote, non tanto per la sconvenienza dell’atto in sé ma perché indice di una libertà che non è concessa, quella di muoversi da sole.

    croissant

    Mentre la guerra continua a distruggere la Siria, c’è chi pensa di bandire i croissant. Nel 2013 il comitato giudiziario Hayaa al-Sharia per la supervisione della sharia ha vietato agli abitanti di Aleppo di mangiare i celebri dolci di origine francese. La zona, sottoposta al controllo dei ribelli siriani, deve diventare “croissant free”, nonostante la larga diffusione del dolce (la Siria fu colonia francese fino a metà del XX secolo). Il motivo non è da ricercare nelle calorie ma nella forma: secondo il Comitato la classica mezza luna di pasta sfoglia sarebbe stata creata per “celebrare la vittoria europea sui musulmani”.

    chat

    Secondo Abdullah al-Mutlaq, membro della Commissione degli studiosi islamici per l’Arabia Saudita, uomini e donne non possono chattare online. L’editto contro le chat risale al 2014, quando il teologo inserì le conversazioni sul web nell’elenco delle situazioni in cui uomo e donna non legati da vincoli di parentela si trovano da soli in ambiente privato, vietate dall’Islam. In un intervento radiofonico, chiarì la motivazione: “il demonio è presente anche quando le donne parlano con gli uomini online“.

    Tutankamon

    Dall’Egitto, terra di meraviglie, è arrivata anche la fatwa contro le sculture, non importa se risalenti all’epoca dei Faraoni. Nel 2006, il Grand Muftì egiziano Ali Gomaa ha lanciato una fatwa contro le statue perché proibite dall’Islam. Nell’editto, il teologo ha citato Maometto, ricordando che gli scultori riceveranno la punizione più dura nel giorno del Giudizio. Per fortuna, nessuno nel paese ha accolto la sua richiesta e le bellezze architettoniche e scultoree dell’Antico Egitto godono di buona salute: purtroppo non si può dire la stessa cosa dei Buddha di Bamiyan, distrutti dai talebani in Afghanistan nel 2001 o delle statue (vere e copie) devastate dall’Isis in Siria e Iraq.

    bacio

    Il sesso è un argomento tabù per tutte le religioni, Islam compreso. I fedeli fanno spesso domande ai leader religiosi sulla materia, ma la risposta che ha dato lo sheikh Rashar Hassan Khalil ha spiazzato davvero tutti. Se i coniugi (perché di solo sesso nel matrimonio si parla) lo fanno nudi, rischiano di annullare il matrimonio. Troppo anche per gli esperti musulmani che hanno corretto il tiro: la nudità durante l’atto è concessa ma solo se non ci si guarda.

    Compleanno

    Di certo è apparsa strana a molti musulmani la fatwa lanciata dal Gran Muftì dell’Arabia Saudita, lo sheikh Abdul Aziz Al-Alsheikh, che ha vietato i festeggiamenti per compleanni o anniversari. Secondo il suo editto, il buon musulmano “dovrebbe solo ringraziare Allah se i suoi figli stanno bene e se la sua vita matrimoniale è buona“, senza perdersi dietro a ricorrenze “inutili”. Il Muftì è finito spesso nell’occhio del ciclone per i suoi editti: fu lui a chiedere la distruzione di tutte le chiese in terra islamica e, sempre lui, nel 2015 arrivò a dire che il marito poteva uccidere e mangiare la moglie se in preda alla fame.

    look maschile

    In Malesia ci sono molti divieti piuttosto strani. Il National Fatwa Council ha infatti messo al bando la moda giovanile, in particolare i look da “maschiaccio” adottati dalle ragazze. Via jeans, camicie, scarpe da ginnastica o altro preso in prestito dall’armadio di lui. Il motivo? “Ci sono ragazze adolescenti che preferiscono lo stile di vita maschile, compreso il vestirsi in abiti maschili. Più preoccupante ancora, hanno iniziato a dedicarsi al sesso“, si legge nella dichiarazione del presidente del Abdul Shukor Husin. In pratica, vestirsi con look unisex travierebbe le giovani menti delle giovani.

    AC/DC in concerto a Barcellona

    Nella lista non poteva mancare la musica rock e in particolare il black metal, bandito in Malesia con una fatwa apposita perché indurrebbe chi l’ascolta a ribellarsi contro la religione. Il rock in generale è spesso additato da molte religioni come veicolo di pensieri impuri, in grado di corrompere i giovani: in alcuni casi si è arrivati all’estremo, vietando per esempio la musica occidentale. Nei territori iracheni sotto il dominio dell’Isis per esempio, è bandita tutta la musica in arrivo dall’Occidente “infedele”: la notizia di un ragazzo di 15 anni decapitato a Mosul perché ascoltava quella musica, ha fatto il giro del mondo.

    Yoga

    Il successo dello yoga in tutto il mondo è arrivato anche all’attenzione dei Muftì che in due occasioni lo hanno bandito perché peccato. In India, dopo una lezione da Guinness dei Primati, che ha visto la partecipazione di milioni di persone, le autorità religiose di Bhopal hanno lanciato una fatwa contro lo yoga perché “antislamico” e “pagano”. Stessa decisione è stata presa dal National Fatwa Council per la Malesia.

    Sigarette bandite

    Non tutti i divieti sono assurdi o bizzarri. Il Grande ayatollah iraniano Nasser Makarem Shirazi nel 2013 rispose a un suo seguace in merito al fumo e alle sigarette, dichiarandole “haram”, proibite. “Considerati i seri danni che le sigarette provocano alla salute, esse sono da considerare Haram e i fumatori devono smettere“, furono le sue parole.

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