Il Papa lava i piedi ai profughi, durante una celebrazione al Cara

Il Papa lava i piedi ai profughi, durante una celebrazione al Cara

'Siamo diversi, ma siamo fratelli e vogliamo vivere in pace'

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    Il Papa lava i piedi ai profughi, durante una celebrazione al Cara

    In occasione del Giovedì Santo, Papa Francesco ha lavato i piedi ai profughi, nel corso di una celebrazione al Cara, il centro accoglienza richiedenti asilo, di Castelnovo al Porto, fuori Roma. Il Santo Padre ha trovato anche un momento per ricordare la strage di Bruxelles.

    Papa Francesco lava i piedi ai profughi al Cara di Castelnuovo

    Nel menzionare gli attentati che nei giorni scorsi hanno stretto nella morsa del terrore la città di Bruxelles, Francesco ha dichiarato: ‘Dietro quel gesto, come dietro Giuda, c’è altro. Dietro Giuda c’era chi ha dato il denaro perché Gesù fosse consegnato, dietro quel gesto ci sono i fabbricatori, i trafficanti delle armi’.

    Mentre si preparava al rito della lavanda dei piedi, il Pontefice ha dedicato ai migranti con un’omelia un po’ improvvisata. Il gesto è stato molto apprezzato dai profughi che hanno ripreso le parole del Santo Padre con lo smartphone.

    Bergoglio ha ricordato l’episodio di Gesù che lavò i piedi agli Apostoli e quello di Giuda che ha tradito Cristo per i trenta denari.

    Ha poi aggiunto: ‘Oggi, in questo momento, tutti noi stiamo facendo il gesto della fratellanza e tutti noi diciamo -siamo diversi, siamo differenti, abbiamo differenti culture e religioni, ma siamo fratelli e vogliamo vivere in pace- e questo è il gesto che io faccio con voi, ognuno di noi ha una storia, addosso, ognuno di voi ne ha una storia addosso, tante croci, tanti dolori ma anche ha un cuore aperto che vuole la fratellanza, ognuno nella sua lingua religiosa prega il Signore perché questa fratellanza si contagi nel mondo perché non ci siano le trenta monete per uccidere il fratello, perché sempre ci sia la fratellanza e la bontà. Così sia’.

    Terminata l’omelia, Francesco si è chinato dinanzi a quattro nigeriani cattolici, tre donne eritree copte, tre musulmani di diverse nazionalità, un indiano indù e un’operatrice italiana per il rito della lavanda dei piedi.

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