Massacro di Srebrenica: il più feroce dai tempi del nazismo

Massacro di Srebrenica: il più feroce dai tempi del nazismo

Un genocidio 'pianificato e coordinato ad alto livello'

da in Europa, Mondo
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    Bosnia 1992-1995 il massacro di Srebrenica

    L’ex presidente della Repubblica Serba di Bosnia, Radovan Karadzic è stato condannato a una pena di quarant’anni di carcere dal Tribunale penale internazionale delle Nazioni Unite per l’ex-Jugoslavia, ritenuto responsabile di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e per il suo ruolo attivo non solo nel tristemente famoso massacro di Srebrenica del 1995, ma anche del sistematico genocidio dei musulmani bosniaci avvenuto tra il 1992 e il 1995, dell’assedio della città di Sarajevo (durante il quale morirono almeno 10mila persone), della persecuzione dei residenti non serbi su territorio bosniaco e di aver tenuto in ostaggio 284 caschi blu delle Nazioni Unite. Ma cosa è avvenuto durante la strage di Srebrenica?

    Il massacro di Srebrenica avvenne nel 1995, quando Radovan Karadzic era presidente della Repubblica Serba di Bosnia e comandante delle sue forze armate. Ordinò alle sue milizie serbo-bosniache quella che fu poi definita come la strage più grave in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. A quei tempo si combatteva intorno a Srebrenica da oramai da tre anni, durante quella che è conosciuta come guerra di Bosnia ed Erzegovina, un conflitto durato dall’aprile 1992 al dicembre 1995, sulle macerie dell’ex Jugoslavia, e che vedeva coinvolti tre etnie nazionali: serbi, croati e bosgnacchi.

    Il 9 gennaio 1992 l’Assemblea del popolo serbo di Bosnia ed Erzegovina proclamò l’indipendenza della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. La maggioranza degli abitanti in Bosnia era di religione musulmana, poi c’era una (grande) minoranza di serbi ortodossi e un altro gruppo di croati cattolici. I serbi-bosniaci volevano essere annessi alla Serbia di Slobodan Milosevic e avevano cominciato una guerra contro il governo bosniaco. Quindi, nei vari territori a maggioranza serba, i militari serbi e i miliziani serbo-bosniaci prendevano di mira i musulmani praticando la ‘pulizia etnica’ (termine proposto dagli stessi leader serbi) distruggendone i paesi ed allontanandoli dalle loro terre.

    Ex Jugoslavia massacro di Srebrenica sentenza per Radovan Karadzic

    Nel pomeriggio dell’11 luglio 1995, dopo giorni di combattimenti, le truppe serbo-bosniache entrarono in città senza trovare un argine nei caschi blu olandesi, anzi il comandante degli olandesi firmò una sorta di accordo per l’occupazione di Srebrenica da parte dei militari serbi. Da questo momento cominciò un massacro pianificato e coordinato ad alto livello come stabilito dai tribunali internazionali.

    Nelle 48 ore successive le esecuzioni procedettero in maniera precisa e uniforme. Era chiaro il loro obiettivo: creare una zona abitata solo da serbi che sarebbe stato più facile da unire alla Serbia. Srebrenica, che era una zona di rifugiati, venne in pratica distrutta, gli uomini deportati, messi in fila e poi uccisi uno a uno con un colpo alla testa, le donne violentate mentre i caschi blu dell’Onu rimanevano a guardare. Da allora sono state scoperte decine di fosse comuni e i resti umani di più di 6.500 persone sono state identificati grazie agli esami del DNA. In tutto si stima che più di 8.100 persone siano state uccise a Srebrenica.

    Radovan Karadzic consegnò una memoria difensiva di 874 pagine in cui cercava di difendere le sue azioni giustificandole come quelle di un leader patriottico in lotta per proteggere l’identità serba. Riguardo Srebrenica disse di non essere a conoscenza degli omicidi di migliaia di musulmani, spiegando che dietro alla strage non c’era nessun piano di eliminare completamente i bosniaci musulmani.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN EuropaMondo Ultimo aggiornamento: Giovedì 24/03/2016 18:27
     
     
     
     
     
     
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