Strage in Turchia: ‘perché non je suis Ankara?’ Lo sfogo diventa virale sul web

Un britannico residente in Turchia invita alla riflessione

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    Strage in Turchia: ‘perché non je suis Ankara?’ Lo sfogo diventa virale sul web

    Non è la prima volta che di fronte alle stragi e alle vittime di attentati terroristici i social addicted si levano in coro facendo aumentare l’ondata di indignazione e mostrando solidarietà e a tratti compassione e fratellanza verso il genere umano colpito da tanta violenza. E’ successo dopo l’attentato alla sede della rivista satirica Charlie Hebdo, è successo dopo la strage al Bataclan di Parigi, è successo a Londra, a New York… accade per i morti in occidente, insomma, mentre delle stragi quotidiane che avvengono ”nel sud del mondo’, in Africa come in Medio Oriente, nessuno sembra preoccuparsene. Come se ci fossero vittime di serie A e vittime di serie B.

    E proprio dopo l’autobomba che ha provocato almeno 37 vittime ad Ankara, sul web è diventato virale un messaggio lanciato da un cittadino britannico che vive nella capitale turca da oltre un anno e ha voluto condividere con i suoi amici occidentali una riflessione: ”Siete stati Charlie, siete stati Parigi. Sarete Ankara?” chiede James Taylor.

    Il suo post ha ricevuto decine di migliaia di condivisioni e commenti. Ma nonostante la mobilitazione del popolo alla tastiera, il dato resta: in occidente il razzismo è strisciante, quando non si palesa, e impedisce di guardare oltre al proprio orticello con il risultato che non tutte le vittime hanno gli stessi diritti. L’invito di James Taylor a guardare alla strage in Turchia con la stessa empatia provata per ”attacchi avvenuti a Londra, a New York, a Parigi” è certamente giusto e condivisibile. Ma quanti di coloro che hanno condiviso il post hanno veramente il coraggio di riflettere sulle cause che alimentano il terrorismo, sulle responsabilità dell’occidente circa l’aumento del fondamentalismo e dell’estremismo in un mondo che finge di essere in pace, ma che in realtà è in preda alla destabilizzazione e alla violenza di chi vuole il potere per se’, ad ogni costo.