La questione immigrazione nei Paesi d’Europa: gli Stati favorevoli al ripristino delle frontiere

La questione immigrazione nei Paesi d’Europa: gli Stati favorevoli al ripristino delle frontiere
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Ultimo aggiornamento: Martedì 15/03/2016 11:42

    Idomeni migranti tra i campi tentano di attraversare il confine tra Grecia e Macedonia

    Come è affrontata in Europa la questione immigrazione? Di fronte al più grande esodo di profughi dalla Siria e dall’Africa, il Vecchio Continente si è scoperto vulnerabile e in difficoltà a gestire il flusso di migliaia di disperati in cerca di un futuro migliore e molti Paesi hanno deciso di correre ai ripari innalzando muri o bloccando le frontiere con filo spinato e decine di agenti delle forze dell’ordine a presidiare i varchi con posti di blocco che impediscono la libera circolazione delle persone. Così, l’Europa che pianse la morte del piccolo Aylan, il bimbo siriano annegato a 5 anni sulla spiaggia di Bodrum in Turchia, oggi chiude i varchi per provare a mettere la parola fine al passaggio delle persone. Vediamo nelle schede seguenti le posizioni dei principali paesi europei a proposito delle frontiere.

    Idomeni

    Centinaia di migranti sono stipati nel campo di accoglienza di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia. Ogni giorno cercano di aggirare la recinzione che divide i due Paesi. A Idomeni si trovano circa 12mila persone bloccate che vivono in tende di fortuna in mezzo al fango.

    Migranti tra i campi tentano di attraversare il confine

    Slovenia, Croazia e Serbia hanno iniziato ad applicare le restrizioni alle frontiere chiudendo la cosiddetta ‘rotta dei Balcani’ per la migrazione dei rifugiati. In questi Stati non è più consentito il passaggio di grandi numeri di rifugiati in treno o in autobus, come è accaduto negli ultimi mesi, e ogni migrante è sottoposto a controlli individuali.

    Migranti al confine

    In particolare, potranno entrare in Slovenia solo “stranieri che soddisfano i requisiti“, cioè coloro che hanno passaporti validi e visti per accedere all’area Schengen. Inoltre, potranno entrare i richiedenti asilo e altri che, in base a un’indagine del governo, hanno i requisiti per motivi umanitari. Saranno accolti tra i 40 e 50 rifugiati al mese (circa 570 all’anno), corrispondente alle quote accordate con Bruxelles.

    Migranti bloccano binari al confine Grecia Macedonia

    Anche la Croazia, che non fa parte di Schengen ma è Stato membro dell’Unione europea, ha seguito l’esempio della Slovenia decidendo di vietare il passaggio a coloro che non hanno i documenti in regola.

    Migranti

    Pure la Serbia ha deciso di limitare l’ingresso dei migranti, permettendo l’accesso solo a quanti intendano chiedere asilo nel Paese o arrivino per ragioni umanitarie. La Serbia ha annunciato che lascerà passare coloro che possiedono passaporti validi e che chiedono di ottenere protezione internazionale nel Paese.

    Profughi alle frontiere

    L’Ungheria di Viktor Orban ha dichiarato lo stato di emergenza e ha chiuso la frontiera con la Serbia e con la Croazia. Il governo ha schierato polizia e militari nelle zone di confine, invocando poteri speciali e annunciando un referendum contro le quote europee di accoglienza.

    Respingimenti alle frontiere

    Germania e Austria, dopo aver aperto ai profughi, hanno dovuto rimettere i controlli alle frontiere per far fronte al massiccio flusso di gente che continua ad arrivare, con ogni mezzo. A spingere migliaia di persone, uomini, donne e bambini, c’è solo la forza della disperazione.

    Migranti bloccano binari al confine Grecia Macedonia

    La polizia della Repubblica Ceca ha dato il via a una serie di esercitazioni al confine con l’Austria per addestrare le sue unità a gestire l’imponente flusso di migranti. Lo ha dichiarato il capo della Polizia, Tomas Tuhy che ha spiegato come “l’obiettivo è fare pratica nelle attività che vengono già condotte in Ungheria, Macedonia e Slovenia“. Vi prendono parte 200 poliziotti e 20 agenti doganali, che dovranno garantire la sicurezza al confine ceco-austriaco (464 chilometri di lunghezza con 20 valichi). Le autorità di Praga ritengono plausibile questa eventualità se Vienna sigillerà completamente le proprie frontiere con la Germania.

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