Fukushima, il disastro nucleare che cambiò il Giappone

Fukushima, il disastro nucleare che cambiò il Giappone
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    Il Giappone prima e dopo lo tsunami nelle foto di Google

    Era l’11 marzo 2011 quando il Giappone fu segnato tragicamente e drammaticamente da un devastante terremoto di magnitudo 9 che provocò un’onda anomala alta 11 metri che andò ad abbattersi inesorabilmente sulle coste spazzando via tutto l’esistente. Il violento tsunami portò anche alla distruzione di parte della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. I morti furono diciottomila, una vera ecatombe. A cinque anni di distanza rimane il dramma di una terra contaminata dalle radiazioni nel raggio di almeno 30 chilometri dalla centrale.

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    Il governo giapponese è stato accusato più volte di minimizzare il pericolo rispetto a quanto accaduto. Ed in effetti la verità sul disastro era già chiara ed evidente fin dai primi momenti sia al governo giapponese che alla Tepco, l’azienda energetica che gestiva l’impianto e che ha dato direttive al governo per minimizzare e dissimulare la catastrofe, nella speranza di non far capire al mondo la situazione reale in cui versavano i reattori nucleari. L’inchiesta della Commissione parlamentare giapponese realizzata su quei tragici eventi spiega che fu “un incidente provocato dall’uomo“. Nel rapporto si legge inoltre: “I governi, le autorità di controllo e la Tokyo Electric Power hanno mancato di senso di responsabilità nella protezione della vita delle persone e della società“. A pagare i costi della tragedia sono i bambini. Gli esperti dicono che per sviluppare un cancro alla tiroide ci vogliono diversi anni, ma i bambini di Fukushima ne sono affetti in numero ben più alto della media nazionale.

    Alla fine delle indagini in merito, a cinque anni dalla tragedia nucleare, tre ex dipendenti della compagnia Tokyo Electric Power Co (Tepco) sono stati incriminati per non aver garantito le misure di sicurezza con cui evitare il disastro della centrale di Fukushima. E si tratta delle prime incriminazioni di funzionari di Tepco. I capi d’imputazione sono negligenza professionale come causa di feriti e morti. Entro un anno è previsto il processo sono all’ex presidente Tsunehisa Katsumata (75 anni) e agli alri due ex vice presidenti Sakae Muto (65 anni), e Ichiro Takekuro (69 anni).

    Il dopo Fukushima: paura e rifiuto del nucleare

    Da un’inchiesta Reuters (i giornalisti Mari Saito e Antoni Slodkowski intervistarono Seji Sasa, un affiliato della mafia nipponica) emergeva anche la “tratta” dei senzatetto usati per pulire i rifiuti radioattivi di Fukushima. I clochard venivano messi a lavorare con i rifiuti tossici senza un’adeguata informazione. I “contractors”, facenti parte della mafia giapponese, la Yakuza, li reclutavano in posti come la stazione di Sendai: un vero e proprio mercato nero per il reclutamento, per un business da circa 23 miliardi di euro che è finito in mano alla criminalità organizzata.

    Nell’inchiesta sui lavori attorno a Fukushima emergono ben 733 società, tutte parte del progetto di riqualificazione dal ministero dell’Ambiente giapponese. I giornalisti hanno così scoperto che almeno cinque aziende non figuravano nei registri, e che altre 56 non avrebbero potuto ottenere degli appalti pubblici perché fuori controllo del ministero. Tre organizzazioni della Yakuza (Yamaguchi-gumi, Sumiyoshi-kai e Inagawa- kai) si sarebbero infiltrate, utilizzando un sistema di procedure all’interno di un appaltatore legale, la società Obayashi, per assumere i senzatetto e spedirli a Fukushima.

    L’uomo che cercò di raffreddare il reattore
    L’ex direttore generale del dipartimento delle risorse nucleari della Tepco, Masao Yoshida morì a causa di un cancro all’esofago. La malattia si era manifestata dalla fine del 2011. Masao Yoshida era stato il simbolo della forza giapponese, quando decise di raffreddare i reattori danneggiati dallo tsunami del 2011 utilizzando acqua di mare e violando gli ordini dei superiori. Proprio in quel periodo fu costretto ad abbandonare la direzione dell’azienda a causa del cancro, come aveva scritto a tutti i dipendenti giustificando così l’interruzione del rapporto lavorativo.

    L’uomo che nutre gli animali superstiti
    Lui faceva l’agricoltore, ma dopo l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima ha deciso di tornare e restare a Tomioka nonostante le autorità abbiano costretto la popolazione ad abbandonare le zone contaminate dalle radiazioni. Lo scopo? Controllare di persona tutti gli animali della fattoria di famiglia, per prendersi cura di loro. La storia di Naoto Matsumura l’abbiamo raccontata qui.

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