House of Cards e la politica, chi è il vero Frank Underwood?

House of Cards e la politica, chi è il vero Frank Underwood?
da in Donald Trump, Mondo, Presidente degli Stati Uniti, Recep Tayyip Erdogan, Silvio Berlusconi, Vladimir Putin
Ultimo aggiornamento: Venerdì 30/09/2016 07:17

    Frank Underwood in House of Cards

    La democrazia è sopravvalutata“. Questa è una delle citazioni più note di Frank Underwood, protagonista della serie tv “House of Cards“, magistralmente interpretato da Kevin Spacey. Chi segue la serie (per chi non l’avesse mai vista, fatelo!), sa che il deputato democratico alla Camera dei Rappresentanti, è la personificazione del machiavellismo, il volto delle lotte ai vertici del potere, la voce della realtà della politica. Spietato, cinico, manipolatore, dal sorriso finto e su misura, stringe la mano destra mentre nella sinistra ha sempre pronta una pietra per colpire chiunque lo ostacoli. Se il pubblico “comune” non si perde una puntata, anche i politici veri sono dei fan. Barack Obama stupì tutti quando twittò “Domani House of Cards. No spoilers, please“, o quando imitò il protagonista che parla al pubblico, guardando direttamente in camera. Se Frank Underwood è il frutto della fantasia degli autori della serie americana (a sua volta adattamento della miniserie tv della BBC, basata sull’omonimo romanzo di Michael Dobbs), i politici sono reali. Proviamo a scoprire chi è il vero Frank Underwood o chi gli assomiglia di più, con una scala da 0 a 10. Ecco le nostre scelte.

    'Roma, l'Italia, l'Europa che vogliamo', incontro organizzato da Forza Italia

    Sorriso davanti alle telecamere, Silvio Berlusconi ha conquistato il potere politico con una scalata degna del migliore Frank Underwood. Cinico, spietato, pronto a cacciare gli alleati più fedeli e ad accogliere i nemici di una volta pur di avere il potere, nella sua carriera politica l’ex Cavaliere ha dimostrato di avere ottimo fiuto politico, governando un Paese a suon di leggi su misura che lo rendessero intoccabile. Oggi, però, il piglio combattivo si è spento: l’età che avanza, a dispetto delle fidanzate giovanissime, hanno appannato l’immagine dell’uomo di potere inarrivabile. Anche se sparito dal palcoscenico principale, è ancora lui a muovere le fila del centrodestra, accentrando su di sé le scelte del centrodestra perché “il potere è come il mercato immobiliare, quello che conta è la posizione“, per citare il nostro Frank Underwood.

    Matteo Renzi firma la Legge sull'omicidio stradale

    Lui si dichiara un fan della serie e qualche caratteristica del deputato democratico ha dimostrato di averla, eppure Matteo Renzi fa fatica ad avvicinarsi alla potenza espressiva di Frank Underwood. Di sicuro è scaltro, conosce le regole della politica e sa come usarle a suo vantaggio: prova ne è il modo con cui è diventato Presidente del Consiglio, buttando giù Enrico Letta dall’oggi al domani dopo avergli detto #Enricostaisereno. I ragionamenti sottili però non sono il suo forte: il nostro premier preferisce le conferenze stampa con le slide, i tweet #lavoltabuona, le interviste nei salotti tv. Del fascino machiavellico di Underwood ha (ancora) ben poco, preferisce il sorriso del “bravo ragazzo” alle stilettate, per poi fare la voce grossa quando non deve. D’altra parte, “la vicinanza al potere fa credere alle persone di averne a loro volta“.

    Barack Obama

    Sarà anche un grande fan, ma Barack Obama ha davvero poco di Frank Underwood. Non solo è il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti, tra l’altro rieletto. Obama ha un fascino molto più rassicurante rispetto al “nostro” deputato, è riuscito a portare un tocco “black” alla Casa Bianca, aprendo la politica interna alle minoranze (gay compresi) più degli altri suoi predecessori. Pur essendo l’uomo più potente del mondo, ha preferito una politica estera attendista, anche se è proprio qui il suo tallone d’Achille (Guantanamo, per esempio, è ancora aperta). La sua rielezione è dovuta non tanto ai successi della prima presidenza, ma alla presenza e alla grinta della moglie Michelle, capace davvero di smuovere le masse. Chissà se mai le farà una dichiarazione d’amore alla Underwood: “Amo quella donna. La amo più di quanto gli squali amino il sangue“.

    Germania, Merkel a comizio in Baden Wuerttemberg in vista elezioni

    Non tutti gli uomini di potere possono avvicinarsi a Frank Underwood, ma alcune donne sì. Prendiamo Angela Merkel, prima donna a diventare cancelliere tedesco, seduta sulla poltrona della massima autorità politica da 11 anni. Non a caso Forbes prima e Time dopo l’hanno incoronata la “donna più potente del mondo” ed è il potere la vera chiave di lettura della cara Angela. La sua carriera è tutta lì a dimostrarla: nulla e nessuno ha ostacolato il suo cammino verso l’Olimpo della politica tedesca e, quando ha conquistato il trono, ha saputo scendere a qualunque compromesso pur di rimanere a galla. In Europa è diventata la portavoce della potente Germania, il volto dell’austerità, del rigore, delle “regole si rispettano” del “non è più tempo di sperperare“. Quando il clima è cambiato, lei lo ha seguito. La vicenda dei profughi è esemplare. Prima ha chiuso le porte della Germania, terrorizzando anche gli stranieri che in Germania vivono già; poi le ha spalancate, ma solo per alcuni profughi; infine, in vista delle elezioni tedesche, le ha socchiuse. L’importante è rimanere al vertice, come non conta, perché “di tutte le cose che ritengo importanti le regole non ne fanno parte“.

    Elezioni Usa: Donald Trump in campagna elettorale

    Non è un politico di professione (e in molti sperano che non lo sia mai) ed è solo per questo che Donald Trump merita un bell’8 nella scala Underwood. Il miliardario americano si è candidato alla Casa Bianca e potrebbe diventare il nuovo presidente degli Stati Uniti, portando a compimento il suo perfetto sogno americano. Nato ricco da una famiglia ricca, Trump ha fatto del potere la sua ragione di vita, sia da imprenditore che da uomo politico. Ha portato il nome di famiglia in alto, fino a renderlo sinonimo di ricchezza e benessere, nonostante i tanti fallimenti economico-finanziari che hanno costellato la sua carriera imprenditoriale. Trump ha capito quello che molti tendono a dimenticare. I soldi contano, certo, ma è il potere, quello vero, a rendere immortali. Cosa sono programmi tv, hotel, grattacieli, resort, donne e ricchezza se non sei al vertice? I dollari sono solo un mezzo per arrivarci e questo Trump lo sa fin troppo bene. “I soldi sono come ville di lusso che iniziano a cadere a pezzi dopo pochi anni; il potere è la solida costruzione in pietra che dura per secoli“, dice Frank. Trump è riuscito a rendere reali le battute di una serie tv.

    Presidente turco Erdogan

    Chi si avvicina moltissimo a Frank Underwood è il premier turco Recep Erdogan. Al potere da 12 anni, il leader del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo ha dimostrato di saper usare tutte le armi a sua disposizione pur di rimanere abbarbicato sulla poltrona. La Turchia, con lui, è diventata un Paese più difficile, chiuso al dissenso, con la Polizia pronta a caricare a ogni suo ordine. I diritti civili sono a rischio, ma il suo dominio sul Paese è più solido che mai. Erdogan usa la giustizia, la stampa, perfino il terrorismo e l’Isis per spianare la sua strada e lo fa in maniera palese, forse troppo. Underwood avrebbe usato trame più nascoste: lui preferisce bombardare i curdi alla luce del sole perché “quelli che sono al vertice della catena alimentare non possono avere nessuna pietà. Esiste una sola regola: o cacci o sei cacciato“.

    Bielorussia, Putin incontra Lukashenko a Minsk

    Se c’è un politico che incarna alla perfezione Frank Underwood quello è Vladimir Putin. Inossidabile, granitico, niente e nessuno può mettersi tra lui e il potere, né la stampa (e i giornalisti ne pagano le conseguenze), né gli avversari politici (che affollano le carceri), nemmeno la comunità internazionale (la Crimea è lì a dimostrarlo). Il suo cinismo è a livelli massimi, così come il suo “machismo” da potere. Ha saputo usare tutto quello ha appreso sotto il Kgb per diventare il nuovo zar di Russia, riuscendo anche a passare per il difensore della libertà mentre massacrava i ceceni e bombardava civili al posto di Assad. Per di più, ha creato un consenso e un potere tale da tenere in scacco Onu, Nato, Stati Uniti e Unione Europea, diventando vittima e carnefice allo stesso tempo. “Non è il rispetto, ma la paura a muovere l’uomo; è così che si fondano gli imperi e cominciano le rivoluzioni. E’ questo il segreto dei grandi“, dice Underwood. Putin lo sa benissimo e lo ha portato alla massima espressione. Un vero capolavoro.

    Matteo Salvini

    Al lato opposto della scala, troviamo Matteo Salvini. La politica del leader della Lega è quella di strada, appresa in anni e anni di militanza tra la gente ed è questa la sua forza che lo ha catapultato ai vertici del Carroccio (e della politica nostrana). Certo, gli scandali che hanno azzerato i big leghisti gli hanno dato una mano; rimane chedi Frank Underwood non ha praticamente nulla. Per lui tutto si risolve con una bella spianata di ruspa, che sia l’economia, i campi nomadi, gli immigrati o la politica estera. Strategie e diplomazia? Sconosciute in casa Salvini. Tra “zecche comunisti”, post urlati su Facebook e manifestazioni contro “l’invasione” dell’Italia, il leader leghista sembra aver fatto sua una massima alla Underwood: “Seconda regola della diplomazia: non c’è una seconda regola della diplomazia“.

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