Primarie USA 2016, come funzionano e calendario delle votazioni

Primarie USA 2016, come funzionano e calendario delle votazioni

Tutto quello che c'è da sapere sulla corsa alla Casa Bianca

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    Primarie USA 2016, come funzionano e calendario delle votazioni

    La corsa alla Casa Bianca è appena iniziata. Le Primarie USA 2016 si concluderanno a giugno e in piena estate gli Stati Uniti (e il mondo) sapranno chi si sfiderà per la presidenza del post Barack Obama. Il sistema elettorale americano è molto complesso e ha vari passaggi: il primo è la scelta, da parte dei repubblicani e dei democratici, del loro candidato tramite le elezioni primarie. La nomina del candidato avviene durante le convention ufficiali dei due schieramenti, tra luglio e agosto: da quel momento partono le campagne elettorali per la Casa Bianca. Le primarie USA non sono uguali in tutto il Paese: ogni Stato decide quale modalità di voto usare, se le primarie pure, i caucus o un mix delle due. Questo perché non esiste una modalità “ufficiale”. Le elezioni sono comunque stabilite da leggi dello Stato e i loro risultati sono vincolanti: a differenza di quanto avviene con le primarie in Italia, non sono i partiti a organizzarli. Vediamo come funzionano e qual è il calendario delle prossime votazioni.

    Le Primarie USA servono per scegliere il candidato democratico e repubblicano per la Casa Bianca. Come avviene per l’elezione del Presidente, anche in questo caso sono votazioni indirette: chi si reca ai seggi (o vota con le altre modalità che vedremo), elegge i delegati alla convention ufficiale del partito. Saranno loro a scegliere il candidato, ma con modalità che variano da Stato a Stato.

    Primarie Usa 2016, continua la corsa per la Casa Bianca

    Donald Trump

    Con le primarie, gli elettore scelgono i delegati che, a loro volta, indicheranno chi sostenere per la corsa alla Casa Bianca. Anche in questo caso, le modalità variano da Stato a Stato. In alcuni, sono obbligati per legge a votare chi ha vinto le primarie dello Stato che rappresentano, in altri sono uncommitted, non vincolati, cioè possono votare chi preferiscono. Come si assegnano i delegati ai candidati? Con modalità diverse da Stato a Stato, of course. Alcuni usano il winner-takes-all (Wta), tradotto il ‘vincitore prende tutto’: tutti i delegati sostengono il candidato che riceve il maggior numero di voti in quello Stato. Altri usano la rappresentanza proporzionale, assegnando i delegati in base ai voti che riceve un candidato. I democratici preferiscono quest’ultimo modo, mentre i repubblicani lasciano libera scelta.

    I democratici hanno anche i superdelegati, circa 800 personalità di spicco del partito che votano indipendentemente dallo Stato di appartenenza e che scelgono chi sostenere al momento della convention: spesso sono la chiave della vittoria.

    Primarie Usa 2016, continua la corsa per la Casa Bianca

    Hillary Clinton

    Uno dei modi per eleggere i delegati alle Primarie è quello del caucus, in uso in 16 Stati tra cui Iowa, Nebraska, Kentucky, Maine, Kansas e Hawaii. La parola è un termine nativoamericano e significa “riunirsi, far rumore“: indica le prime forme di assemblea pubblica che si tenevano per le elezioni statali, passate nel corso del tempo a quelle presidenziali. Si tratta di assemblee, spesso organizzate in biblioteche, teatri, palestre e altri luoghi comunitari: qui si eleggono i delegati, con modi diversi a seconda dello Stato (in Iowa per esempio, i delegati locali devono votare al caucus di contea per scegliere il candidato da sostenere). I caucuses possono essere aperti o chiusi: ai primi possono partecipare tutti, ai secondi solo gli iscritti al partito.

    Il metodo più classico è quello delle primarie, dove gli elettori si recano alle urne per scegliere i delegati che li rappresenteranno alla convention di partito. Ci sono diversi tipi di primarie: aperte (possono partecipare tutti, ma si può votare per un solo partito), chiuse (votano solo gli iscritti al partito); chiuse ma aperte agli indipendenti (votano gli iscritti al partito più gli iscritti alle liste elettorali).

    Usa 2016, campagna primarie prosegue in Nevada e South Carolina

    Ted Cruz

    Non tutte le primarie hanno lo stesso peso: il numero di delegati per Stato è calcolato in proporzione alla popolazione. Vincere negli Stati più popolosi è quindi fondamentale. Per avere la nomination alla convention dei repubblicani bisogno avere i 1.237 delegati; per i democratici, è necessario averne 2.382 delegati. A livello numerico, le primarie più importanti sono quelle della California, New York e Pennsylvania.

    I democratici hanno due candidati.
    Hillary Clinton, la favorita, è l’ex First Lady, già candidata alle primarie contro Barack Obama e Segretario di Stato durante il primo mandato del primo presidente afroamericano della storia.

    Bernie Sanders, l’altro candidato, sta dando filo da torcere alla Clinton: senatore del Vermont, si definisce un socialista democratico. Attivista per i diritti umani da lungo tempo, ha un programma molto di sinistra (è l’unico candidato alla Casa Bianca contrario alla pena di morte).

    Più complessa la corsa tra i repubblicani: con il ritiro di Jeb Bush, sono rimasti cinque candidati.
    Il favorito è Donald Trump: imprenditore miliardario newyorkese dai toni molto sopra le righe, vuole arrivare alla Casa Bianca per “rendere grande l’America”, come recita lo slogan elettorale, tra insulti, dichiarazioni razziste contro tutti e citazioni fasciste. E’ l’equivalente americano della destra xenofoba europea alla Le Pen.

    Ted Cruz è la rivelazione delle primarie in chiave repubblicana. Senatore del Texas, rappresenta il volto più ultraconservatore dei repubblicani. Figlio di un esule cubano e di un’italo-americana, le sue posizioni sono vicine agli ambienti evangelici e ultra religiosi: tra le sue proposte c’è anche l’abolizione della marijuana legale.

    Marco Rubio, classe 1971, è il più giovane candidato alla Casa Bianca per questa elezione. Di origini cubane, il senatore della Florida è anche l’unico cattolico in corsa. Noto per la sua politica anti Castro in un momento di riapertura del dialogo USA-Cuba, ha dichiarato di voler essere il volto della nuova generazione repubblicana, pronto a realizzare il sogno americano.

    John Kasich, attuale governatore dell’Ohio, figlio di immigrati provenienti dall’Est Europa, ha già tentato la corsa per la Presidenza nel 2000, lasciando poi il posto a George W. Bush per mancanza di fondi. Per le sue posizioni politiche è considerato un moderato

    Benjamin Carson, unico afroamericano in corsa, è un ex neurochirurgo pediatrico. Nato da una famiglia molto povera, è stato uno dei migliori chirurghi al mondo nel suo campo (portò a termine il primo intervento di separazione di due gemelli siamesi), ha scritto tre best seller, è sopravvissuto a un cancro alla prostata e la sua vita è stata portato sul grande schermo da Cuba Gooding Jr nel film “Gifted Hands – Il dono”. Molto religioso, corre per la Casa Bianca da “indipendente” repubblicano ed è vicino alle posizioni più moderate, ma non sui temi etici.

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    Bernie Sanders

    Il calendario delle votazioni è ricco di appuntamenti cruciali. Il primo è il Super Tuesday, che si terrà il 1° marzo quando si voterà in 13 Stati. Qui di seguito le date delle primarie:

    27 febbraio: South Carolina;
    1 marzo (Super Tuesday): Alabama, Alaska (caucus repubblicano), Samoa Americana, Arkansas, Colorado, Georgia, Massachusetts, Minnesota, Oklahoma, Tennessee, Texas, Vermont, Virginia + Democrats Abroad (elezione democratiche per gli americani residenti all’estero in oltre 40 Paesi da concludere entro l’8 marzo);
    5 marzo: Kansas, Kentucky (caucus repubblicano), Louisiana, Maine (caucus repubblicano) Nebraska (caucus democratico);
    6 marzo: Maine (caucus democratico), Puerto Rico (primarie repubblicane);
    8 marzo: Hawaii (caucus repubblicano), Idaho (primarie repubblicane), Michigan, Mississipi
    12 marzo: Convention repubblicana del distretto di Columbia; Convention democratica delle Isole Marianne Settentrionali;
    15 marzo: Florida, Illinois, Missouri, caucus repubblicano delle Isole Marianne Settentrionali, North Carolina, Ohio;
    19 marzo: Isole Vergini (caucus repubblicano);
    22 marzo: Arizona, Idaho (caucus democratico), Utah;
    26 marzo: Alaska (caucus democratico), Hawaii (caucus democratico), stato di Washington (caucus democratico)
    5 aprile: Wisconsin;
    9 aprile: Wyoming;
    19 aprile: New York;
    26 aprile: Connecticut, Delaware, Maryland, Pennsylvania, Rhode Island;
    3 maggio: Indiana;
    7 maggio: Guam;
    10 maggio: Nebraska (primarie repubblicane); West Virginia;
    17 maggio: Kentucky (primarie democratiche), Oregon;
    24 maggio: Stato di Washington (primarie repubblicane);
    4 giugno: Isole Vergini (caucus democratico);
    5 giugno: Puerto Rico (caucus democratico);
    7 giugno: California, Montana, New Jersey, New Mexico, North Dakota, South Dakota;
    14 giugno: Distretto di Columbia (primarie repubblicane).

    La convention democratica 2016 si terrà a Philadelphia dal 25 al 28 luglio 2016; Cleveland ospiterà la convention repubblicana 2016 dal 18 al 21 luglio 2016.

    Per chi volesse sapere di più, il New York Times ha creato una tabella con il numero di delegati per singola votazione e i vincitori nel 2008 e nel 2012.

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