Chi sono i curdi? Cause dello scontro con la Turchia

Chi sono i curdi? Cause dello scontro con la Turchia

La più grande minoranza della Turchia è anche il nemico n. 1 del Paese

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    Chi sono i curdi? Cause dello scontro con la Turchia

    Per capire cosa sta succedendo in Turchia in questi momenti, è utile sapere chi sono i curdi e i motivi dello scontro con la Turchia. I curdi sono una popolazione indoeuropea diffusa su un territorio compreso tra Iraq, Siria, Turchia e parte dell’Armenia, il cosiddetto Kurdistan. La religione più diffusa è quella musulmana sunnita: la lingua curda appartiene alla famiglia iranica. Secondo le ultime stime, i curdi sarebbero circa 30 milioni, suddivisi nei territori d’origine, senza unità nazionale: a oggi non esiste uno stato curdo. Dagli ultimi dati, i curdi sono il 10% della popolazione in Turchia, il 15-20% in Iraq, il 5% in Siria, 4% in Iran e l’1,3% in Armenia. Circa il 55% dei curdi di tutto il mondo vive in Turchia. La questione curda ha reso complesso la lotta contro l’Isis: in molte zone di confine, i curdi rappresentano l’unico avamposto militare sul campo contro l’avanzata dello Stato Islamico, ma sono osteggiati dalla Turchia.

    La questione curda è complessa e dura da decenni. Il PKK è il partito di estrema sinistra che ha combattuto contro il governo turco fino alla tregua siglata nel 2013 e ancora oggi sono il nemico interno principale del governo turco che sta usando l’offensiva contro l’Isis in Siria per colpire i curdi. Sono infatti i miliziani curdi il cuore delle operazioni militari contro lo Stato Islamico, come ha dimostrato la strenua resistenza da parte dei peshmerga (combattenti del governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, quindi in teoria sotto il controllo di Baghdad) e dell’YPG (gruppo militare del Rojava, regione a nord della Siria dove si concentrano i curdi siriani).

    Le loro vittorie a Kobane e la riconquista di strade fondamentali in Iraq rischiano di cadere nel vuoto a causa della Turchia che è in prima linea nella guerra all’Isis.

    Da una parte infatti Erdogan continua a bombardare postazioni dell’Isis, dall’altra ha ripreso ad attaccare anche i curdi che lottano contro l’Isis (soprattutto per riprendersi i loro territori).

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