‘Il bimbo nel video dell’Isis è mio nipote’, il nonno inglese ne è certo

La madre era scappata in Siria nel 2012

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    ‘Il bimbo nel video dell’Isis è mio nipote’, il nonno inglese ne è certo

    Un taxista londinese, guardando l’ultimo video dell’Isis, ha riconosciuto suo nipote: ‘Certamente è il figlio della mia Grace’, ha dichiarato al Daily Telegraph. Henry Dare, mentre aveva gli occhi incollati al video dei terroristi, ha scorto improvvisamente un bambino di circa 5 anni, che senza alcun dubbio ritiene sia il figlio di sua figlia.

    In quelle immagini, secondo quanto dichiarato dal Corriere della Sera, è visibile anche il nuovo Jihadi John, Siddharta Dhar, un 32enne di origine indiane, che era stato arrestato nel settembre 2014 e poi rilasciato su cauzione.

    La figlia del taxista, Grace Dare, mamma del piccolo Isa, era di origini nigeriane, ma era cresciuta a Lewisham, sud-est di Londra. Da piccola aveva frequentato una scuola cattolica per volontà dei suoi genitori, Henry e Victoria, nigeriani e ferventi cattolici.

    Da adolescente aveva iniziato a frequentare una moschea e un gruppo di giovani del centro islamico di Levisham, esattamente quello da cui sono usciti i killer del machete del 2013.

    Improvvisamente Grace si converte all’Islam e mostra una certa predilezione per i gruppi fondamentalisti. A quel punto compare sul suo volto il burqa e nel 2012 fugge in Siria, con l’obiettivo di diventare una ‘sposa della jihad’.

    Da diverso tempo scriveva sui social network di voler essere la prima donna inglese nell’Isis a uccidere un ostaggio britannico o un americano. Lo scorso luglio aveva postato sul web anche la foto del piccolo Isa, soprannominato dalla stampa britannica ‘Jihadi junior’, che regge a fatica un Kalashnikov.

    La madre di Grace, rintracciata dai giornali britannici, ha dichiarato in lacrime: ‘È l’unica figlia che ho, il diavolo me l’ha portata via‘.

    Mentre il padre di Grace, il taxista che ha subito riconosciuto il nipotino nel video, ha dichiarato: ‘Sono preoccupato, più che arrabbiato, ma purtroppo non posso fare niente. Posso solo sperare che un giorno qualcuno li riporti indietro’.