Frasi dei leader del mondo: il 2015 nelle parole dei potenti

Frasi dei leader del mondo: il 2015 nelle parole dei potenti
da in Mondo
Ultimo aggiornamento: Martedì 29/12/2015 17:51

    Antalya, Summit G20

    Il 2015, anno che ha segnato le vite di tutti noi, si chiude. Molte cose sono cambiate fin dai primi giorni dell’anno, dopo i primi attentati di Parigi, ma non solo. La crisi greca, la questione dell’immigrazione, le guerre e le tensioni continue in Medio Oriente, i problemi dell’economia mondiale e il riscaldamento globale con l’emergenza inquinamento. Tanti sono stati i fatti che hanno segnato questi 365 giorni: ripercorriamoli insieme attraverso le frasi dei leader del mondo che hanno fatto la storia del 2015. LEGGI ANCHE –> I FATTI PIU’ IMPORTANTI DEL 2015

    Elezioni in Grecia, Tsipras vince ancora

    Il 2015 vede consumarsi la crisi greca nell’arco di circa 8 mesi, dalla prima elezione di Alexis Tsipras di Syriza alla riconferma del leader della sinistra. Con un Paese sull’orlo del collasso, Tsipras si trova di fronte a un bivio: cedere ad alcune richieste di FMI, BCE e UE o affrontare la bancarotta. La vittoria del no al referendum dà al premier ellenico la possibilità di usare una terza via, usando l’investitura popolare per trattare fino alla fine con l’ex troika e trovare una via d’uscita alle politiche di austerità. Alle elezioni di settembre, Tsipras viene rieletto: sarà in quell’occasione che pronuncerà queste parole.

    Francia, Francois Hollande

    Gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi hanno lasciato un segno profondo nella società francese e in tutta Europa, ora ancora più consapevole di essere nel mirino dell’Isis. La guerra che sta insanguinando Iraq e Siria è arrivata sotto casa e la Francia, già scossa dagli attentati di gennaio a Charlie Hebdo e l’Hyper Cacher, opta per una risposta dura. “Non avremo pietà. La Francia farà di tutto contro il terrorismo per proteggere i nostri figli. Dopo aver seppellito i morti, ripareremo i torti dei sopravvissuti“, dichiara il presidente Francois Hollande nel ricordare le vittime degli attacchi. “La Francia è in guerra“. Hollande traccia la linea d’azione del Paese nella lotta al terrorismo che ora vede i francesi in prima linea.

    Le più belle immagini del  2015

    Bashar al Assad giustifica con queste parole il terrorismo di matrice islamica che, dalla Siria, è arrivato nel cuore dell’Europa. A pochi giorni dagli attentati di Parigi, il dittatore siriano concede un’intervista in cui spiega il suo punto di vista: la guerra civile siriana, che da 4 anni sta martoriando il Paese, costringendo la popolazione a fuggire, è frutto delle politiche occidentali, Francia compresa. L’Isis sarebbe quindi il prodotto delle potenze occidentali e il suo regime un antidoto. La posizione di Assad divide USA e Russia nella lotta al terrorismo, diventando uno dei motivi di maggiore difficoltà nella guerra all’Isis.

    Angela Merkel

    Angela Merkel è la donna dell’anno per il 2015 secondo Time. La Cancelliera tedesca è stata la figura più carismatica per l’Europa, a partire dalla crisi greca fino alla questione dei migranti. Sempre in prima linea, è soprattutto nel pieno dell’emergenza profughi che ha saputo dare la svolta alla politica tedesca, aprendo i confini ai siriani in fuga dalla guerra, anche spinta dalla popolazione che si è subito attivata per far fronte all’emergenza. Così, davanti alle critiche per aver eliminato il tetto massimo di rifugiati da accogliere, ha parlato alla nazione e ha ribadito il suo pensiero: la Germania ce la farà perché è un Paese forte.

    Victor Orban

    Chi invece ha scelto la via della chiusura totale verso i profughi è l’Ungheria di Viktor Orban. Il leader ungherese, nel pieno dell’emergenza e con migliaia di persone che attraversavano a piedi i confini, ha deciso di costruire un muro al confine con la Serbia. Non solo: appena terminato il muro, sono iniziati gli arresti e le espulsioni, grazie alle nuove leggi sull’immigrazione. Orban ha spiegato la nuova politica migratoria del suo Paese facendo appello alle radici cristiane dell’Europa: “Non dimentichiamo che coloro che arrivano qui sono cresciuti con una religione diversa e hanno una cultura differente. Quasi tutti non sono cristiani ma musulmani e la questione è importante perché l’Europa e l’identità europea hanno radici cristiane“.

    Obama a San Bernardino per incontrare le vittime dell'attentato

    Gli Stati Uniti tornano a fare i conti con il terrorismo di matrice islamica con la strage di San Bernardino, in cui Syed Rizwan Farook e la moglie Tashfeen Malik hanno ucciso 14 persone. I due si erano radicalizzati su suolo americano e hanno deciso di sferrare il loro attacco alla scuola per disabili. Il discorso di Barack Obama alla nazione in cui pronuncia la frase del titolo è però più ampio. Negli USA la questione delle armi diventa sempre più grave: chiunque può comprare pistole e fucili, fabbricare ordigni ed entrare in possesso di armi da fuoco anche sofisticate e chiunque può sparare all’impazzata, in una scuola come in un cinema. Per questo, il presidente ha chiesto una modifica alla legge sulle armi, come strumento per la lotta al terrorismo e non solo, ma i repubblicani e la campagna elettorale in corso, hanno reso tutto vano.

    Vladimir Putin durante il discorso di fine anno a Mosca

    La questione della crisi siriana e la lotta contro l’Isis si complicano dopo l’abbattimento del jet russo al confine tra Siria e Turchia e la conseguente tensione tra Vladimir Putin e Recep Erdogan. La Russia è stata la prima super potenza a scendere in campo contro i jihadisti in Siria e lo hanno fatto soprattutto per proteggere gli interessi nazionali, supportando Bashar al Assad e bombardando i ribelli più che i miliziani di al Baghdadi. La scintilla che ha scatenato la reazione di Putin è stata la tragedia dell’aereo russo abbattuto dai jihadisti sul Sinai, con tanto di rivendicazioni e indicazioni sulla modalità dell’attentato. Con l’aggravarsi della crisi siriana e la crescente tensione con la Turchia, Putin decide di mostrare i muscoli: ‘Spero non servano le armi nucleari‘.

    Papa Francesco in piazza San Pietro

    Papa Francesco fa sentire la sua voce all’apertura della Conferenza sul clima di Parigi che si concluderà con la sigla dell’accordo definito storico. La Cop21 entra nella storia del 2015, pur tra mille interrogativi, come il primo passo per la riduzione del riscaldamento globale che sta minando la sopravvivenza della Terra. Il Pontefice, che ha scritto l’Enciclica Laudato si’ come summa teologica dell’ecologia, è sceso in campo per spronare i potenti a cambiare le cose e salvare il pianeta. “Il mondo è sull’orlo del suicidio e rischia di precipitarvi se non cambia decisamente strada nell’affrontare i problemi legati al cambiamento climatico e frutto dell’attuale modello di sviluppo“, le parole del Santo Padre.

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