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Elezioni regionali in Francia, tonfo del Front National: sconfitta Marine Le Pen

Elezioni regionali in Francia, tonfo del Front National: sconfitta Marine Le Pen

Il partito di estrema destra perde tutte le Regioni

da in Francia, Francois Hollande, Marine Le Pen, Mondo
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    Elezioni regionali in Francia, tonfo del Front National: sconfitta Marine Le Pen

    Dopo la paura del primo turno, la Francia volta le spalle al Front National di Marine Le Pen che, al ballottaggio per le elezioni regionali, perde tutte le sei Regioni in cui era in testa. Il risultato finale premia i Repubblicani di Nicolas Sarkozy che conquistano sette Regioni, mentre i socialisti del presidente Francois Hollande vincono nelle altre cinque. Al secondo turno ha così funzionato il muro innalzato da centrodestra e socialisti per fermare l’avanzata del partito di estrema destra. La Le Pen ha però segnato un nuovo record storico per il suo movimento che ha incassato 6,6 milioni di voti e ha triplicato il numero dei consiglieri regionali.

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    Questo è il prezzo da pagare per l’emancipazione di un popolo. Grazie a tutti militanti che con il loro impegno e la loro energia hanno permesso il risultato del primo turno, sradicando il partito socialista a livello locale“, ha commentato la leader del Front National. “Voglio esprimere la mia gratitudine ai più di 6 milioni di francesi che hanno saputo rifiutare le intimidazioni e le manipolazioni. La svolta elettorale del primo turno è servita a smascherare le menzogne in cui versa il sistema politico francese“.

    La delusione è palpabile nelle fila del FN che ha visto la sconfitta anche della stella nascente, Marion Marechal Le Pen nel suo “feudo” in Provenza. Ad addolcire la sconfitta, ci sono oltre 6,6 milioni di voti che rappresentano il miglior risultato mai ottenuto dalla formazione di estrema destra, superando quanto fatto nel 2012 dal patriarca Jean-Marie Le Pen nelle presidenziali del 2002 quando arrivò al ballottaggio con 6.421.426 voti.

    Ballottaggi in Francia, sette regioni ai repubblicani di Nicolas Sarkozy

    Nicolas Sarkozy

    A Les Republicains di Sarkozy sono andate sette regioni: l’Ile-de-France, la Normandia, il Nord-Pas-de-Calais-Picardia, la regione elettorale della Provenza-Alpi Costa azzurra e quella di Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena, l’Alvernia-Rodano-Alpi e Paese della Loira. I socialisti, che governavano tutte le regioni meno una, ne mantengono cinque: Bretagna, Aquitania-Limousin Poitou-Charentes, Linguadoca-Rossiglione-Midi-Pirenei, Borgogna Francia-Contea, Centro Valle della Loira. In Corsica vincono i nazionalisti di Gilles Simeoni.

    Ballottaggi in Francia, cinque regioni ai socialisti

    Manuel Valls

    Se il Front National ha perso il ballottaggio, per repubblicani e socialisti si è comunque trattato di una vittoria a metà. Per battere le due Le Pen, le forze politiche hanno dovuto fare fronte comune, eliminando dalla competizione elettorale i candidati giunti terzi al primo turno e dando così una chiara indicazione di voto ai propri sostenitori. “Nessun trionfalismo questa sera, nessun messaggio di vittoria, il pericolo dell’estrema destra non è scongiurato, non dobbiamo dimenticare il risultato del primo turno delle elezioni“, ha ricordato il premier socialista Manuel Valls. “Questo ci dovrebbe incoraggiare ad agire in modo più forte e più rapido. Per tutti coloro che hanno fatto da barriera contro l’estrema destra, ma anche per tutti coloro che non hanno votato perché sfiduciati“, ha concluso.

    Elezioni regionali in Francia: vittoria dell'ultradestra di Marine Le Pen

    Marine Le Pen

    Nelle elezioni regionali di domenica 6 dicembre il partito del Front National di Marine Le Pen era volato in testa in sei regioni, diventando il primo partito nazionale con quasi il 30% dei voti.

    L’exploit riguardava tutta la nazione, scossa dagli attentati di Parigi e che ha deciso di dare ascolto alla politica anti islamica e contro gli immigrati del partito di estrema destra. “Nulla potrà fermare la profonda volontà del popolo: è un risultato magnifico. Siamo noi l’unico fronte veramente repubblicano”, ha commentato la Le Pen. I socialisti avevano così deciso di ritirare i loro candidati al ballottaggio per frenare l’avanzata del FN ai ballottaggi di domenica 13 dicembre.

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    Il successo della Le Pen è un chiaro campanello d’allarme per tutta la politica francese, ma lo è soprattutto in vista delle elezioni nazionali per l’Eliseo che si terranno nel 2017. Non è stata solo la politica anti immigrazione, che si è alimentata con la paura dopo le stragi di Parigi: il voto di domenica 6 dicembre sancisce la vittoria della nuova leva del partito, fondato da Jean-Marie Le Pen: in Provenza è la nipote Marion Marechal Le Pen a balzare al primo posto per la guida della Regione, davanti al patriarca, ormai del tutto senza potere di fronte all’avanzata della figlia.

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    I festeggiamenti erano partiti dalla regione Nord-Pas-de-Calais-Picardie, tradizionalmente di sinistra, che ha votato il candidato presidente del FN: per i socialisti come per i repubblicani è stato davvero un duro colpo.

    Marion Maréchal Le Pen, la nipotina e astro nascente del Front national

    Marion Marechal Le Pen

    Il Front National era in testa in sei regioni su tredici: nella regione Nord-Pas-de-Calais-Picardia, Marine Le Pen prende il 40,64; Marion Maréchal Le Pen, astro nascente del partito e candidata in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, ottiene il 40,55%; lo stratega del partito, Florian Philippot, candidato in Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena, arriva al 36,06%. I socialisti sono in vantaggio in Aquitania e Bretagna; i repubblicani avanzano invece in Normandia, Paesi della Loira, e Alvernia-Rodano-Alpi; in Corsica, l’affluenza altissima ha portato a un un sostanziale pareggio tra quattro liste regionali.

    Secondo il sistema elettorale francese, passano al ballottaggio i candidati che, al primo turno, ottengono oltre il 10% dei voti; con il secondo turno, al partito che ottiene la maggioranza viene assegnato il 40% dei seggi al Consiglio Regionale più un bonus in base alla percentuale ottenuta; gli altri posti vengono divisi tra i diversi partiti che hanno superato il 5%.

    Francia, Francois Hollande

    Francois Hollande

    Così, all’indomani del voto, arriva la decisione dei socialisti di Hollande di ritirare i propri candidati per il ballottaggio della prossima settimana. Il segretario del partito socialista francese, Jean-Christophe Cambadélis, ha annunciato il ritiro anche dalla grande regione dell’Est che comprende Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena: lo scopo è portare i propri elettori a scegliere il minore dei mali, ossia il candidato del centro-destra repubblicano.

    Non bastasse la batosta elettorale, socialisti e repubblicani si stanno dividendo al loro interno proprio sulla scelta di ritirare i candidati. Jean-Pierre Masseret, candidato socialista in Champagne-Ardenne- Alsazia e Lorena ha rifiutato di ritirarsi, scatenando forti reazioni a Parigi. Sarkozy ha invece tenuto la linea del presentare i candidati anche se terzi al ballottaggio, sperando nel voto degli astenuti, contro quanto invece chiedeva il segretario del partito Jean-Pierre Raffarin. “Quando si è terzi, ci si ritira”, ha dichiarato senza mezzi termini Raffarin.

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