Attentati Parigi: chi sono i terroristi del Bataclan

Attentati Parigi: chi sono i terroristi del Bataclan

    La segnalazione della Polizia su Salah Abdeslam

    Sembra un fantasma, lo vedono ovunque ma Salah Abdeslam continua a sfuggire agli uomini della Polizia di mezza Europa. Gli ultimi avvistamenti danno il ricercato numero uno per la strage di Parigi praticamente dappertutto: in Spagna, in Francia, in Belgio e ora anche in Italia. Nella notte di giovedì 26 novembre, una segnalazione ha fatto scattare un blitz a Pordenone. Secondo quanto riporta il Messaggero Veneto, una donna residente nel quartiere Roraigrande, dove vivono alcuni stranieri, ha avvisato le forze dell’Ordine della presenza di Salah. Immediato è scattata l’operazione che si è conclusa in un niente di fatto, dopo approfonditi controlli. La vera domanda è dove si trova ora Abdeslam. Le testimonianze più attendibili lo danno a Molenbeek, dove è cresciuto e dove si è trasformato ragazzo problematico, “testa calda” con piccoli precedenti penali, a terrorista assassino. La stampa locale ha trovato un amico che ha dichiarato di averlo visto ancora a Molenbeek, ma non per molto. Gli inquirenti stanno indagando: Salah Abdeslam potrebbe nascondersi proprio sotto i loro occhi.

    Foued Mohamed Aggad

    E’ stato identificato il terzo kamikaze del Bataclan: l’uomo che si era fatto saltare in aria nel locale, la sera del 13 novembre 2015, si chiama Foued Mohamed Aggad. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Parisien, il giovane 23enne, era andato in Siria, per unirsi ai gruppi jihadaisti. Il suo corpo era stato completamente distrutto dall’esplosione, ma grazie ai test del Dna, nel fine settimana, è stato possibile risalire alla sua identità.

    Secondo fonti della Polizia, Foued era originario di Strasburgo ed era cresciuto nel quartiere di Meinau. La sua famiglia era di origine marocchine. La Parisien spiega che nel 2013 si era avventurato in Siria, insieme ad altri otto amici del suo quartiere. Erano partiti da Francoforte per arrivare ad Antalya, in Turchia, da dove poi si sono spostati in Siria.

    I fratelli Murad e Yasin Budjelal sono morti, mentre tutti gli altri, tranne Foued, sono tornati in Francia, dove poi sono stati arrestati: erano sospettati di essersi uniti alle fila dell’Isis, mentre loro sostenevano di essere stati in Siria per scopi umanitari.

    Uno degli investigatori sostiene che l’intero gruppo fosse stato radicalizzato da Mourad Fared, un estremista famoso come reclutatore di jihadisti in Francia e successivamente arrestato in Turchia.

    Anche il premier francese, Manuel Valls, ha confermato che è stato effettivamente identificato il terzo kamikaze del Bataclan ed ha aggiunto: ‘E’ importante che l’inchiesta avanzi, che si conoscano le complicità’.

    Mohamed Abrini

    Salah Abdeslam è ancora in fuga, mentre dal Belgio il 25 novembre arriva la notizia del mandato d’arresto internazionale per una seconda persona, ritenuta legata alle stragi di Parigi. Si tratta di Mohamed Abrini, 30 anni, di cui è stato diramata una fotografia. Filmato l’11 novembre, due giorni prima degli attacchi, dalle telecamere di una pompa di benzina a Ressons sull’autostrada verso Parigi, era al volante della Renault Clio usata per le stragi: con lui c’era anche Abdeslam.

    Dalle indagini appare sempre più chiaro che tutto era stato organizzato e pianificato e che il commando aveva (e ha) numerosi contatti anche nella capitale francese. Il procuratore di Parigi, Francois Molins, ha dato nuovi dettagli sul covo di Saint-Denis, dove è avvenuto il blitz delle forze di Polizia. Secondo la Procura, Jawad Bendaoud, il ragazzo che affittò l’appartamento ad Abdelhamid Abaaoud e dove morì anche la cugina Hasna Aitboulahcen, non poteva “non sapere” chi fossero le persone che lo avevano contattato. “Jawad Bendadoud ha messo a disposizione dei terroristi il covo di Saint-Denis in cambio di un compenso. È stato lui stesso ad accogliere i terroristi il 17 novembre alle 21:45“, ha chiarito Molins.

    Sempre dalla Procura di Parigi, arrivano altre notizie in merito alla mente del commando, Abaaoud, morto poi nel blitz. Secondo quanto scoperto, aveva progettato di farsi esplodere con un complice il 18 o 19 novembre a La Defense, il quartiere degli affari.

    Bruxelles, massimo stato di allerta, livello 4

    Nuovi arresti il 23 novembre a Bruxelles dove la Procura Federale ha annunciato di aver fermato altre 5 persone nel corso della giornata, dopo i 16 della notte. Salgono così a 21 gli arresti nella capitale belga, mentre non si ha ancora nessuna notizia di Salah Abdeslam, membro del commando autore delle stragi di Parigi, ancora in fuga. In una città chiusa da due giorni per lo stato di massima allerta a livello 4 (ancora chiuse le metro, le scuole, con l’esercito per le strade) si continua a indagare per cercare di capire dove sia il ricercato numero uno. Nel fine settimana, si sono avuti nuovi avvistamenti di Salah, a Liegi e a bordo di una Bmw diretto verso la Germania, ma anche questa ipotesi si è rivelata falsa. L’auto è stata ritrovata dalla Polizia a circa 18 km dal centro di Liegi, poco meno di 30 km dal confine tedesco, nel luogo in cui la vettura era riuscita a seminare gli agenti. Il conducente dell’auto sarebbe ancora in fuga, ma non si tratterebbe comunque di Salah.

    L’uomo più ricercato d’Europa continua a sfuggire, tanto che anche la famiglia ha voluto lanciare un appello affinché si consegni. Lo ha fatto Mohamed Abdeslam, fratello di Salah e Ibrahim, che si è fatto esplodere nell’attacco al caffè di Rue de Voltaire. “Deve darci le risposte che ci aspettiamo, sia noi come famiglia sia le famiglie delle vittime. Preferiamo che vada in prigione piuttosto che al cimitero“, ha dichiarato in un’intervista alla tv Rtbf. Secondo Mohamed, Salah avrebbe avuto un ripensamento e avrebbe fatto un passo indietro perché “ha sentito che non era quello che voleva“. Secondo la tv americana Abc, il fuggitivo avrebbe contattato alcuni amici su Skype per chiedere aiuto e scappare in Siria: tutti dettagli che però non hanno conferme da parte degli inquirenti. L’unica certezza è che Salah può fare affidamento su una fitta rete di contatti che lo stanno aiutando a sfuggire alla cattura, indice di quanto siano capillari e ben organizzate le cellule terroriste.

    Il nuovo identikit di Salah

    Continua la caccia all’uomo in tutta Europa e, in particolare, in Belgio. Salah Abdeslam, l’ottavo componente del commando responsabile degli attacchi a Parigi, avrebbe cambiato la sua immagine e nome e sarebbe stato avvistato più volte. Secondo El Mundo, poi ripreso dal Daily Mail e da altri media online, Salah si sarebbe travestito con una parrucca folta e nera, con un cappello, e occhiali neri spessi, e ora si farebbe chiamare Yassine Baghli. I media hanno pubblicato una foto emessa da fonti di Polizia francese. Nelle ultime ore, è stato avvistato in diverse città, in particolare a Bruxelles dove è massima allerta. Dalle ultime notizie, Salah sarebbe passato anche in Italia e in Spagna. L’ultima lo dava però in fuga ad Anderlecht: l’Université libre de Bruxelles ha interrotto i festeggiamenti per la nascita del fondatore e ha chiuso sale e circoli studenteschi dove si trovano circa 20mila studenti. Il tabloid inglese ha poi riportato la testimonianza di un amico di Salah, non ancora confermata dalle indagini, secondo cui starebbe fuggendo non solo dalla Polizia ma anche dagli uomini dell’Isis per timore che venga colpita la sua famiglia. Secondo quanto racconta il Daily Mail, infatti, Salah sarebbe preoccupato perché avrebbe fallito la sua missione, non essendosi fatti saltare in aria, e ora teme la ritorsione dei miliziani. Secondo i media belgi, Salah a fine ottobre sarebbe stato avvistato in alcuni locali gay di Bruxelles. Il quotidiano La Libre riporta due ipotesi della presunta presenza del terrorista in questi locali, tra l’altro confermata da diversi avventori: la prima è che li frequentasse per reperire documenti falsi, visto che molto spesso questi locali sono presi di mira da borseggiatori che poi immettono nel mercato nero documenti rubati. La seconda, forse più veritiera, è che si trovasse lì per un sopralluogo: la comunità omosessuale è identificata come immorale dagli integralisti islamici e non è escluso che uno degli obiettivi fossero proprio questi locali.

    Nel frattempo, arrivano dettagli su Abdelhamid Abaaoud, ucciso nel blitz di Saint Denis. Secondo la tv francese Bfmtv, la mente delle stragi di Parigi avrebbe preso la metro subito dopo gli attacchi. Abaaoud sarebbe stato ripreso dalle telecamere della video sorveglianza alla stazione Croix-de-Chavaux, sulla linea 9, a Montreuil, dove venne ritrovata la Seat nera carica di kalashnikov.

    Abdelhamid Abaaoud in una foto

    Abdelhamid Abaaoud, l’organizzatore della strage di Parigi, è ufficialmente morto durante il blitz a Saint Denis. La conferma arriva dalla Procura del sobborgo parigino: nell’assalto effettuato dalle teste di cuoio, è morta Hasna Aitboulahcen, la prima donna kamikaze a farsi esplodere in Europa, cugina di Abaaoud. Ora la conferma della notizia che circolava da giorni: l’altra vittima del blitz è proprio lui, ritenuto la mente degli attacchi. La Procura specifica che è stato riconosciuto dalle impronte digitali. “Abdelhamid Abaaoud è stato appena formalmente identificato, dopo il confronto delle impronte digitali, come una delle persone uccise durante il raid della polizia a Saint Denis, sobborgo di Parigi. Era il corpo che abbiamo scoperto nell’edificio, crivellato di proiettili“, si legge nella nota emessa dalla Procura francese.

    –> LEGGI CHI E’ ABDELHAMID ABAAOUD, LA MENTE DELLE STRAGI DI PARIGI

    Parigi: la kamikaze si fa esplodere nell'appartamento a Saint Denis

    Nella mattina di mercoledì 18 novembre, Parigi si è risvegliata blindata per il blitz a St Denis, sobborgo a nord-est di Parigi a circa 800 metri dallo Stade de France, iniziato nelle prime ore della mattina, intorno alle 4.20,in un appartamento dove si trovavano i terroristi dopo gli attacchi nella capitale francese. Una donna kamikaze, identificata in Hasna Aitboulahcen, si è fatta esplodere nell’edificio, causando due morti: secondo Le Figaro, che cita fonti di polizia, le vittime sarebbero la donna e uno dei terroristi, 5 gli agenti lievemente feriti. Non è stato colpito alcun civile anche perché la cittadina è completamente barricata: le autorità hanno chiesto ai cittadini di non uscire da casa, le strade sono bloccate e circolano solo i mezzi delle forze di polizia e di soccorso. Si tratta del primo attacco suicida da parte di una donna in territorio europeo. Il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve si è recato sul posto e ha confermato la morte di due persone, la donna kamikaze e un altro terrorista: 8 gli arrestati di cui 3 terroristi e 5 sospetti. Il palazzo è stato fatto evacuare. Le forze dell’ordine hanno preso di mira due appartamenti, uno in rue Sadi Carnot, a Nord dal parco de La Villette di Parigi, molto popolare tra turisti e parigini: qui si sarebbe trovato, secondo i media francesi, la mente degli attentati, Abdelhamid Abbaoud, di cui da anni si erano perse le tracce. Belga di origine marocchine, 28 anni, è membro dell’Isis e sarebbe uno dei boia più attivi dell’organizzazione terroristica: si pensava che si fosse barricato all’interno di un’abitazione con una o due persone.

    Parigi, attacco terroristico

    Il 16 novembre, a Moleenbek è stato arrestato Mohamed Amri con l’accusa di essere l’artificiere che ha messo a punto gli esplosivi, inseriti nei giubbotti indossati dai kamikaze. Ha 27 anni, due passaporti, belga e francese, ed è noto ai servizi segreti di entrambi i paesi. Anche lui proviene dalla Siria. Nel suo ultimo domicilio conosciuto a Bruxelles, ieri sono state ritrovate bottiglie contenenti la miscela chimica utilizzata per i giubbotti esplosivi. Insieme a lui è stato fermato Hamza Attou, 21 anni, incensurato, che avrebbe collaborato alla preparazione degli ordigni. Inoltre sembra abbia avuto contatti con il super ricercato Salah Abdeslam, che era in cerca di aiuto per fuggire da Parigi, subito dopo la strage.

    Gli effetti del maxi attentato alla capitale francese si fanno sentire anche nelle scelte quotidiane. Viene infatti annullata la partita tra Belgio e Spagna, in programma a Bruxelles per questa sera. L’amichevole avrebbe dovuto andare in scena presso lo stadio Heysel-Re Baldovino, ma dopo alcune ore di tentennamenti è stata cancellata, per via dell’inevitabile rinforzo delle misure di sicurezza. E mentre si allunga la distanza temporale dall’attentato di Parigi, continua assidua e feroce la ricerca all’unico e ultimo super ricercato Salah Abdeslam.

    Nel primo pomeriggio è stato smentito l’arresto del super ricercato Salah Abdeslam. La Polizia è alla ricerca in Belgio di dettagli, persone, collegamenti con la strage di Parigi: hanno sbarrato le strade di Molenbeek, hanno effettuato perquisizioni a tappeto e alla fine hanno arrestato un uomo incappucciato. Subito si era diffusa viralmente la voce che si trattasse dell’ottavo terrorista, ma la procura di Bruxelles ha immediatamente smentito: l’uomo è in fuga e attualmente ricercato.

    Lunedì, 16/11/2015

    Mentre a Parigi continua la conta delle vittime, si delinea sempre più chiaramente la geografia degli attentatori. Inoltre, il collegamento con il Belgio si fa sempre più stretto ed è stata istituita una task-force tra le Polizie. L’ottavo attentatore è ancora in fuga: le Forze dell’ordine hanno diffuso l’immagine di un uomo sospettato di aver fatto parte del commando. Proseguono le indagini anche sulle auto che sarebbero state usate dai commando. La Polizia ha ritrovato la Seat nera che era stata vista dai testimoni a Place de la Repubblique: la vettura era nel sobborgo parigino di Montreuil e al suo interno sono state trovate armi. Si indaga anche sulla Volkswagen Polo con targa belga: nella giornata di sabato nei pressi di Bruxelles le autorità hanno arrestato sette persone che sarebbero collegate agli attentati.

    Sono tre i terroristi morti durante il blitz delle forze dell’ordine nel locale Bataclan: due si sono fatti esplodere, mentre uno è stato ucciso dalla Polizia, ma non è ancora stato identificato. Uno dei kamikaze era Omar Ismail Mostefai: è stato possibile identificarlo grazie al dna recuperato da un dito mozzato, trovato sulla scena della tragedia. Gli investigatori lo hanno trovato intatto dopo l’esplosione al locale. Le impronte hanno permesso di risalire alla sua identità e, soprattutto, alla sua storia. Nato il 21 novembre 1985 alla periferia di Parigi, l’uomo aveva a suo carico otto condanne per reati non gravi tra il 2004 e il 2010, ma non era mai stato arrestato. Secondo quanto riferisce Le Monde, aveva soggiornato in Siria per diversi mesi durante l’inverno del 2013-2014: ci sarebbe traccia di un suo passaggio in Turchia nell’autunno del 2013. Mostefai viene poi avvistato dai servizi segreti di nuovo a Chartres, dove secondo la Cnn ha vissuto fino al 2012, nella primavera del 2014, mentre era sotto osservazione un piccolo gruppo di salafiti. Ancora Le Monde, che cita un marocchino residente in Belgio, era un islamista radicale e sarebbe andato diverse volte a Eure-et—loire per fare proselitismo. Su Mostefai la Direzione generale per la sicurezza interna (Direction générale de la sécurité intérieure) aveva una scheda di tipo S per radicalismo, cioè di persona sospettata, nel 2010: era schedato come integralista ma non monitorato. Perquisite le case dei suoi parenti a Romilly-sur-Seine, a est della capitale francese, e a Bondoufle (Essonne), gli agenti hanno arrestato sei membri della sua famiglia, tra cui il padre e il fratello 34enne. I sei si trovano sotto custodia nel quartier generale dell’antiterrorismo francese a Levallois-Perret: le autorità hanno 96 ore prima di doverli rilasciare. Un’altro dei kamikaze identificato è Samy Amimour, 28 anni. Era già noto alla polizia: sulla sua testa pendeva un mandato di arresto internazionale per violazione della libertà vigilata, inoltre era indagato per una vicenda legata al terrorismo. I servizi segreti lo avevano etichettato con la S, che sta a indicare i potenziali estremisti islamici. Il suo nome era già comparso nel 2012, in occasione del suo fallito tentativo di partire per lo Yemen. Samy è poi partito per la Siria nel 2013; nel 2014 aveva raccontato di aver partecipato a un addestramento militare a Raqqa. Da quel momento non si sono più avute sue notizie, sino alla strage al Bataclan.

    Altri tre kamikaze sono morti nella zona dello stadio, azionando i loro giubbetti esplosivi. Uno era Bilal Hadfi: cittadino francese nato nel 1995 e residente in Belgio, aveva combattuto in Siria con l’Isis. Nei dintorni dello stadio è stato trovato anche Ahmad al Mohammad, che secondo la procura di Parigi, era entrato in Europa, come rifugiato, attraverso Grecia. A detta degli inquirenti, c’è una certa affinità tra le sue impronte digitali e quelle rilevate in Grecia, a ottobre, nel corso di un controllo. E’ invece falso il passaporto siriano con cui è stato ritrovato.

    Ibrahim o Brahim Abdeslam, 31 anni, è uno dei tre fratelli che si crede siano coinvolti nelle stragi: secondo gli inquirenti è l’uomo che avrebbe noleggiato una Seat Leon nera, l’auto utilizzata negli attentati (al cui interno sono stati ritrovati dei kalashnikov). Anche lui si è fatto esplodere nei pressi del caffè Comptoir Voltaire: il terrorista è morto, un passante è rimasto gravemente ferito.

    Mohammed Abdeslam rientra tra le sette persone arrestate sabato nel quartiere Molenbeek-Saint-Jean di Bruxelles. E’ sospettato di essere connesso ai fatti degli attentati. Per lui è stata prorogata la custodia cautelare da parte delle forze dell’ordine.

    Uno degli attentatori di Parigi

    E rimane aperta la caccia ad Adbeslam Salah in tutta Europa, l’uomo sospettato di essere l’ottavo attentatore degli attacchi a Parigi: 26 anni francese ma residente in Belgio, sarebbe stato fermato dalla polizia belga al confine con la Francia sabato mattina per un controllo, ma poi è stato rilasciato perché non segnalato come ‘persona sospetta’. Ora è ricercato in tutto il Paese, ma il mandato è stato esteso a tutta Europa. La Polizia ha emesso una segnalazione, concentrando le ricerche soprattutto in Belgio. La polizia ha reso noto che si tratta di un soggetto pericoloso e non deve essere avvicinato.

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    Giochi Olimpici Rio 2016