22 assurdità sull’Isis che non sapevi

22 assurdità sull’Isis che non sapevi
da in Al-Qaeda, Isis, Jihad Islamica, Mondo, Terrorismo
Ultimo aggiornamento: Venerdì 30/09/2016 07:17

    Lo Stato Islamico (IS), e lo sviluppo nel mondo arabo di certe idee circa la nascita di un nuovo califfato, si deve a un gruppo di jihadisti dell’Isil (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) anche noto in seguito come Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS). L’obiettivo, dopo la creazione del nuovo califfato islamico è di ridefinire i confini del Medio Oriente. Il loro leader, ormai noto ai più, è Abu Bakr al-Baghdadi, che si è già autoproclamato ‘califfo dei musulmani’. In questi ultimi dieci anni, l’organizzazione ha seminato terrore in tutto il mondo, ha cambiato nome e strategia, ed è stata anche al centro di vicende bizzarre – volontariamente o involontariamente – alcune delle quali sono raccolte qui di seguito.

    Il profilo dell’utente Facebook Isis Anchalee è stata bloccato dal social perché pensavano avesse a che vedere con lo Stato islamico. Isis lavora come ingegnere per una ditta di San Francisco. Dopo questo episodio ha lanciato una campagna sui social per chiedere di chiamare il sedicente Stato islamico con il termine arabo Daesh .

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    La bomba sarebbe dovuta esplodere alle 14 alle spalle del quartier generale delle Guardie della Regina da dove parte ogni giorno la cerimonia del cambio della Guardia. Ne abbiamo parlato meglio qui.

    Secondo ciò che riportano le fonti di stampa inglesi, i miliziani dell’Isis sottoporrebbero i prigionieri a delle terribili torture. Vestite di arancione, le persone prese verrebbero rinchiuse in una gabbia e calate dentro una piscina. I prigionieri subirebbero così un vero e proprio martirio, perché morirebbero per annegamento. Un altro modo che i membri del Califfato adotterebbero per portare avanti delle esecuzioni è quello di rinchiudere a chiave in un’automobile dei detenuti e di giustiziarli a colpi di bazooka, facendoli poi saltare in aria con delle cariche esplosive legate al collo.

    Gabbia della morte Isis

    Un filmato pubblicato dal Daily Mail mostra quella che viene denominata “la gabbia della morte”. Secondo la stampa internazionale, le immagini sarebbero state registrate in una base irachena del Califfato. All’interno di una gabbia un soldato armato incita al combattimento le giovani leve. Non è la prima volta che vengono mostrate immagini di questo genere, perché già in altri video si erano visti i ragazzi addestrati ad attraversare percorsi di guerra e a spaccare piastrelle con la testa. GUARDA QUI IL VIDEO

    I jihadisti dello Stato Islamico sono soliti uccidere le donne che si rifiutano di accettare i matrimoni temporanei con i miliziani del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi. I jihadisti vogliono che le donne accettino i nikah al fine di avere rapporti sessuali. Il matrimonio temporaneo equivale alla partecipazione alla Jihad, e dunque rifiutarsi significa incorrere in un vero e proprio tradimento.

    L’estate 2014 è stata caratterizzata dalla battaglia per la presa di Mosul. Dopo aver vinto sul campo le brigate islamiche all’esercito regolare iracheno, gli uomini che vogliono il Califfato conquistarono arsenali di carri armati, autoblindo, artiglierie, mitra e munizioni di ogni calibro da ben sei divisioni regolari irachene armate ed equipaggiate che si arresero senza combattere. Da quel momento i 30.000 guerriglieri più o meno improvvisati sono diventati un vero esercito con oltre 100.000 soldati dotato di armi e mezzi molto sofisticati, il meglio della tecnologia bellica made in Usa. Sappiamo che in due grandi basi a Mosul e una ancora più vasta a Beiji erano stoccati centinaia di gipponi blindati ultimo modello, batterie da 150 millimetri in grado di sparare a oltre 30 chilometri di distanza, oltre a depositi immensi di munizioni di ogni calibro e tipo.

    Abu Abdul-Rahman, noto anche come Mark Taylor, lascia la Nuova Zelanda per unirsi alla lotta con ISIS nel maggio 2012. Il combattente ISIS ha accidentalmente twittato una località segreta quando ha postato la foto del suo passaporto bruciato, scrivendo ‘viaggio di sola andata’ a proposito della sua missione in Siria. Taylor ha cancellato subito il messaggio dopo aver appreso che il tweet era geolocalizzato con le coordinate precise, ma ciò non ha impedito a Jeff Wyers di capire che Taylor si trovava in una casa sita nella città siriana di al-Taqbah.

    Ali Nasri Shamas, che vive nella Valle della Bekaa del Libano, vicino al confine con la Siria, gestisce una piccola fabbrica di hashish su una collina nel villaggio di Bouday. E questa è la sua unica fote di reddito. Nel 2007, il governo ha inviato l’esercito per distruggere le sue piante di cannabis. Così Shamas e altri 50 uomini hanno preso le armi per difendere i loro raccolti. L’arsenale di Shamas è composto da ‘mitragliatrici montate, mortai e granate‘, e lui ha giurato che le userà per difendere i suoi raccolti sia dall’esercito libanese che dai jihadisti dell’Isis. ‘Noi sosteniamo ogni villaggio in Libano‘, dice, ‘Christian, sunniti, sciitiqualunque essi siano, li difendiamo contro questi terroristi‘.

    Nel mese di settembre 2014, i membri dell’Islamic State hanno ricevuto una sorpresa inaspettata dai piloti militari irachei un tantino inesperti. Invece di bombardare il nemico stanziato in una zona della provincia di Anbar, infatti, gli hanno lanciato scorte di cibo, acqua e munizioni, che invece erano destinati ai soldati iracheni assediati dai militanti ISIS a Saglawyah. Il parlamentare iracheno Hakim al-Zamili ha spiegato così il motivo della morte dei soldati.

    L’account Twitter ‘State of Islam’ ha twittato ai suoi 1.226 seguaci un messaggio che diceva più o meno: ‘#IslamicState è l’unico Salvatore di milioni di musulmani sunniti iracheni contro i macellai dell’esercito siriano‘, con allegate tre foto di propaganda che dovevano servire a dimostrare la brutalità contro i sunniti. Circa 16 ore dopo, qualcuno dal Dipartimento di Stato che scrive con l’account ‘Think Again Turn Away’, ha risposto direttamente al tweet: ‘La foto centrale è presa da un film per adulti ungherese. Smettete di usare foto false in sostegno della vostra causa persa‘.

    Avere lo stesso nome di una organizzazione terroristica non deve essere bello, e così una donna di Miami che si chiama proprio Isis Martinez ha avviato una petizione per chiedere ai media di smettere di usare l’acronimo ISIS in riferimento allo Stato islamico. Isis non ce la fa più a convivere con la frustrazione di avere un tale nome. E a quelli che le dicono di usare il suo secondo nome nella vita reale, lei ha risposto: ‘La gente mi conosce con il nome Isis, non Teresa. Se lo cambio allora vincono i terroristi‘.

    Il cosiddetto califfo dell’Isis non si chiama Abu Bakr Al Baghdadi ma Shimon Elliott. Shimon Elliott è un ebreo ed è uno dei migliori agenti del Mossad israeliano. E’ quanto rivela il sito americano Veterans Today in agosto 2014, e spiega che l’agente Elliot è specializzato in spionaggio nel mondo arabo ed in guerra psicologica contro i musulmani. Le preziose informazioni sul leader dell’Isis, che ne dimostrano la provenienza israeliana e non islamica, sono state ottenute dalle rivelazioni di Edward Snowden nell’affare Datagate. Veterans Today spiega che prima di assumere questa nuova identità, Elliott ha svolto operazioni di spionaggio nei Paesi arabi con il falso nome di Ibrahim ben Uad ben Ibrahim al-Badri.

    Tre ragazze di Denver hanno cercato di unirsi ai militanti dello Stato Islamico in Siria dopo aver rubato i soldi dei loro genitori e aver tentato di prendere un volo per la Germania. La loro scomparsa era stata segnalata perchè non si erano presentati a scuola. Due sorelle di età compresa tra 17 e 15 anni di origine somala, e una loro amica di 16 anni di origini sudanesi, sono state fermate all’aeroporto di Francoforte e restituite alle loro famiglie in Colorado.

    Lo scorso agosto 2014, dall’account Twitter del gruppo hacker Lizard Squad è partito un cinguettio che rivendicava l’azione di sabotaggio a Playstation Network: ‘oggi abbiamo piantato la bandiera di Isis sui server della Sony‘. Nel frattempo anche Microsoft e Blizzard hanno fatto sapere di aver avuto problemi. L’FBI ha aperto un’indagine sul caso dato che i Lizard Squad hanno causato anche un finto allarme bomba, sostenendo su Twitter che l’aereo American Airlines 362 da Dallas a San Diego su cui era a bordo John Smedley, presidente di Sony Entertainment Network, avesse a bordo dell’esplosivo. L’allarme, rivelatosi successivamente falso, ha comunque causato il dirottamento del volo e l’atterraggio d’emergenza del velivolo a Phoenix, provocando disagi e panico ai passeggeri.

    Con l’avanzare dell’Isis, questo nome è divenuto sinonimo di terrore e violenza, e molte aziende, che recavano la stessa dicitura, sono state in qualche modo penalizzate dalla sfortunata associazione con il nome del gruppo islamista. La denuncia è chiara: le aziende e i marchi che recano il nome ‘Isis’ stanno segnalando l’insorgere di un grave problema: i clienti sono sempre più riluttanti ad acquistare i loro prodotti, soltanto perchè c’è il nome Isis nel brand. Ne avevamo parlato qui.

    Nel mese di dicembre 2014, gli ideologi appartenenti all’ISIS hanno pubblicato un opuscolo che illustra le linee guida su come i combattenti dello Stato Islamico dovrebbero trattare le schiave in loro custodia. Secondo alcuni, lo Stato islamico ha rapito migliaia di donne in tutti questi anni di attività, di cui almeno 2.500 donne yazide, membri di una setta religiosa che i combattenti jihadisti considerano apostati. L’opuscolo dice che è consentito catturare qualsiasi donna e fare sesso con lei ‘immediatamente‘ se è vergine. Se non lo è, però, si impone che ‘il suo utero deve essere purificato’ prima, ma non ci sono ulteriori dettagli sul significato di questa ‘purificazione’. Non si può baciare la schiava di un altro, ma il buon jihadista ha il diritto di fare sesso, quindi stuprare ‘la schiava che non ha raggiunto la pubertà’, quindi anche le bambine.

    L’organizzazione militante responsabile di 3.000 morti durante gli attacchi dell’11 settembre ha criticato l’Islamic State denunciando la pratica dei filmati video delle decapitazioni degli ostaggi occidentali. In particolare, nel mese di dicembre 2014, un comandante militare di alto livello di un gruppo di al-Qaeda in Yemen ha definito ‘barbari’ i video delle decapitazioni: ‘Filmare e promuovere ciò in nome dell’Islam e della Jihad è un grosso errore e non è accettabile‘, ha detto al-Ansi, aggiungendo: ‘Questo è davvero barbaro‘.

    Secondo la stampa inglese, che cita la testimonianza di militari rientrati lo scorso dicembre 2014 dal paese mediorientale, i jihadisti avrebbero messo a punto questo sistema per creare il panico più che per mietere vittime. Le bombe con gli scorpioni sono state lanciate in città e villaggi senza causare danni ma provocando il terrore tra la popolazione.

    Lidia Solana Herrera è la mamma di un bambino nato in Veneto, ma che lei ha detto di aver riconosciuto in una foto diffusa dai jihadisti su internet, a dicembre 2014. Il piccolo indossa una felpa nera col cappuccio e ha sulla fronte la fascia dei combattenti. La madre è sicura che il bimbo sia il suo Ismail. Con tutta probabilità il bimbo è stato rapito e portato in Siria dal padre. I carabinieri del Ros di Padova stanno indagando sulla rete dei reclutatori della Jihad in Veneto: fondamentalisti islamici attivi soprattutto nelle provincie di Belluno e Treviso.

    Nel mese di gennaio 2015, l’ISIS ha pubblicato un video in cui appare un bambino soldato che viene incitato a uccidere due prigionieri russi accusati di spionaggio. Il video si apre con quello che l’ISIS presenta come una confessione, con i due uomini che raccontano a un intervistatore fuori campo che stanno lavorando per l’intelligence russa. Più tardi il video mostra un combattente adulto dell’ISIS accanto a un ragazzo, che fa un passo in avanti ed uccide gli uomini. Flashpoint Partners, un servizio che monitora i gruppi jihadisti, ha identificato il bambino come kazako. Era apparso anche in due video precedenti dell’ISIS. Il ragazzo fa parte di una famiglia di 150 persone. I ‘cuccioli dello Stato Islamico’, come vengono chiamati i bambini reclutati per addestrarli come soldati, sono usati come scudi umani, in operazioni kamikaze e come killer dei nemici.

    Nel gennaio del 2015, un mago di strada di Raqqa, molto amato dai bambini in Siria è stato decapitato in una piazza pubblica da uomini dello Stato islamico, perchè le sue performance sono state considerate come insulti a Dio. L’omicidio del mago, che era conosciuto con il nome di Sorcerer, è stato chiamato ‘barbarie e macelleria’ da un attivista siriano che lo conosceva e che è fuggito nella vicina Turchia: ‘Non stava facendo nulla di anti-islamico, ma ha pagato con la sua vita‘, ha detto. Tuttavia, per lo Stato islamico, gli stessi trucchi del mago di strada erano anti-islamici perché effettuati attraverso ‘llusioni e falsità’. Loro sostengono che il Corano proibisce i trucchi, perché la gente potrebbe trascorrere meglio il loro tempo, ad esempio per andare in moschea.

    Kirk Soccorso è un giovane di New York che ha raccontato di essere stato licenziato a causa di un tatuaggio sul labbro con la scritta ‘Isis’, fatto in onore della sua ragazza, che si chiamava proprio come Iside, la dea egiziana. Il ragazzo sostiene di aver perso il lavoro dopo aver mostrato la scritta sul labbro a due colleghi, anche se dall’azienda fanno sapere che il licenziamento non ha nulla a che vedere con il tatuaggio. LEGGI ANCHE L’ISIS FA LA GUERRA AI PICCIONI

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