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Isis: le regole per le donne che vogliono diventare combattenti

Isis: le regole per le donne che vogliono diventare combattenti

A decidere le loro azioni sono gli uomini

da in Isis, Mondo, Terrorismo, Terrorismo Islamico
Ultimo aggiornamento: Lunedì 23/11/2015 18:21

    Donne kamikaze

    Dopo la strage di Parigi del 13 novembre 2015, nel corso di un blitz antiterrorismo della Polizia, una donna kamikaze si è fatta esplodere. Hasna Ait Boulachen, in un primo momento è stata accusata di essersi votata all’estremismo islamico, fino al punto di farsi saltare per aria. Tuttavia, a distanza di qualche giorno, è emerso che non è stata lei a farsi esplodere: ad avere i comandi della bomba era infatti un uomo dietro di lei.

    Si apre dunque un nuovo scenario sul ruolo che la donna può assumere nel mondo islamico. Pare che i terroristi dell’Isis abbiano pubblicato una serie di agghiaccianti regole che devono essere rispettate da quelle donne che intendono combattere per la jihad.

    Questo vademecum è stato pubblicato in risposta alla domanda di una donna dell’Arabia Saudita, che ha chiesto come potesse servire i mujaheddin (militanti della jihad), nel caso in cui il conflitto in Siria e in Iraq si dovesse estendere sino a La Mecca o a Medina.

    La risposta, pubblicata dal braccio propagandistico dell’Isis Zura Foundation ha davvero dell’incredibile e non manca di mostrare, soprattutto in apertura, una forma non troppo velata di sessismo.

    Per la jihad la donna deve fare quello per cui è portata. Deve sostenere la religione di Dio, in base alle sue capacità: ‘Allattando, cucendo, cucinando, lavando e altro…’.

    Se una donna viene assalita entro le mura di casa, deve difendersi con le armi e se è in possesso di una cintura esplosiva, può farsi esplodere, senza permesso dell’uomo. In generale, invece, le operazioni di ‘martirio’, sono concesse anche alle donne, solo se il loro capo è d’accordo e unicamente per il bene pubblico. Le donne possono anche adoperare il fucile da cecchino quando sono da sole, ma solo se il capo ha dato loro il permesso e le circostanze lo rendono necessario.

    Le donne non possono assolutamente unirsi all’esercito o alle brigate, perché ciò porterebbe alla corruzione. Alle donne è concesso di allenarsi per il combattimento, soltanto se coprono il loro corpo e si esercitano in luoghi lontani dagli uomini.

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