Il discorso di Jake Bailey, malato terminale di cancro

Le parole di questo 18enne ti cambieranno la vita

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    Il discorso di Jake Bailey, malato terminale di cancro

    Il discorso di Jake Bailey – malato terminale di cancro – alla consegna dei diplomi ha commosso mezzo mondo. Jake è il giovane rappresentante scelto dagli studenti della Christchurch Boys’ High School, un istituto che si trova in Nuova Zelanda, e ha saputo di essere malato solo una settimana prima della cerimonia finale. Allo studente è stato diagnosticato un cancro in forma molto aggressiva, in fase terminale. Nonostante questo non si è abbattuto, anzi, ha mostrato un enorme coraggio a tutti i suoi compagni di scuola. Ecco di seguito le sue parole, una sorta di testamento, che sono anche state interpretate come un prezioso consiglio per tutti i giovani.

    Ho scritto un discorso. Una settimana fa mi hanno detto che avevo un cancro e che se non mi fossi curato subito sarei morto nel corso di tre settimane. Mi hanno detto che non sarei mai potuto essere qua stanotte. Ma per fortuna questo non è un discorso sul futuro, ma su quanto sia accaduto finora. Non parlerò di quello che ci sarà dopo ma di quanto sia meraviglioso vivere”: è così che il giovane ha cominciato il suo discorso di fine anno. E pensare che poco tempo prima i medici gli avevano comunicato che avrebbe avuto solo tre settimane di vita. Il video integrale del discorso è stato pubblicato sulla pagina Youtube della scuola frequentata da Jake. In pochissimi giorni ha già ottenuto migliaia di visualizzazioni.

    Il coraggioso e saggio studente ha voluto ricordare ai suoi compagni e ai giovani di tutto il mondo quanto sia importante non sprecare la vita: “Nessuno di noi esce vivo dalla vita, quindi ecco cosa vi dirò. Siate coraggiosi, siate nobili, siate gentili e siate grati per le opportunità che avete, come l’opportunità di imparare da chi ha vissuto prima di voi e da coloro che sono al vostro fianco. Invito ognuno di voi e me stesso a continuare a crescere e migliorarsi. Il futuro è veramente nelle nostre mani“.

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    Le sue parole commoventi e forti lo hanno fatto diventare un piccolo eroe, oltre che in Nuova Zelanda, anche sul web. I suoi compagni alla fine del discorso gli hanno tributato anche un pezzetto di Haka, la celebre danza tradizionale dei maori neozelandesi.