Spose bambine in Italia: il fenomeno dilaga anche nel Bel Paese

Spose bambine in Italia: il fenomeno dilaga anche nel Bel Paese
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    Anche in Italia il fenomeno delle spose bambine è in drammatica crescita. Ad essere trattate come merce di scambio sono giovanissime che vengono costrette dalla loro famiglia ad accettare un matrimonio combinato, il più delle volte con uomini molto più grandi. In cambio la famiglia della sposa riceve dallo sposo una sorta di vitalizio in denaro o un pagamento unico molto ingente. E’ chiaro il business che c’è sulla pelle di queste bambine e ragazzine, immigrate di seconda generazione con età dai 10 ai 17 anni, che sono nate e cresciute in Italia, e che l’Italia però non protegge.

    Le spose bambine nel mondo sono mediamente 13 milioni all’anno, 37mila minorenni vengono date in moglie con queste modalità ogni giorno. Si tratta di un fenomeno che va di pari passo con l’immigrazione, ma è coperto da un muro di omertà. Ad esempio in Italia si contano 2mila certificati di matrimonio all’anno, ma chi si occupa di questa realtà assicura che oltre il 90% dei casi non viene a galla. Ma come è possibile che anche in Italia si possa assistere alla pratica dei matrimoni forzati?

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    La promessa di matrimonio si fa in Italia, molte volte quando le bambine sono ancora piccolissime, poi l’accordo viene terminato con le nozze nei Paesi d’origine, perché nel nostro ordinamento i matrimoni con minori sono vietati. Per questo le bambine o le adolescenti oggetto di questa nuova schiavitù vengono portare via con l’inganno e condotte in Pakistan, in Bangladesh o in India, ma anche in Albania o in Turchia, costrette a sposare un uomo sconosciuto che come minimo ha il triplo della loro età. Non mancano i casi di bambine morte perché rimaste incinta con un corpo non ancora adatto alla gravidanza.

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    In Italia non c’è una legge specifica che possa punire questo tipo di tratta, l’unica associazione che si occupa di questo fenomeno e aiuta le bambine vittime di matrimoni forzati si trova a Imola, è Trama di Terre.

    Sono gli operatori di questa associazione che parlano di cosa accade, e del perché. Qual è la colpa di queste giovani costrette a sposarsi contro la loro volontà? ”Essersi troppo occidentalizzate. Quando la famiglia vede ribellione al sistema culturale di provenienza, organizza un matrimonio nel Paese di origine e le allontana dall’Italia”, racconta Alessandra Davide, responsabile del progetto ‘Matrimoni forzati’. L’Italia dovrebbe dotarsi di una legge specifica ”e una rete con gli altri enti. Visto che la bambina non può essere salvata dalla sua famiglia, che è quella che organizza le nozze, fondamentali sono le denunce di insegnanti, amiche, fidanzati”.

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