Gian Claudio Marengo, chi è l’italiano scomparso alla maratona di New York

Gian Claudio Marengo, chi è l’italiano scomparso alla maratona di New York
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    Gian Claudio Marengo, chi è l’italiano scomparso alla maratona di New York

    Il 30enne italiano Gian Claudio Marengo, che risultava scomparso dopo aver partecipato alla maratona di New York, è stato ritrovato. La polizia ha infatti comunicato che l’uomo si era perso per Manhattan, ma si è ripresentato spontaneamente. L’ultima volta che era stato visto, Marengo tagliava il traguardo assieme a un gruppo di corridori italiani intorno alle 3 di pomeriggio di domencia 1 novembre a Central Park. La Farnesina ha dato conferma dell’irreperibilità del nostro connazionale, e del suo ritrovamento. Il consolato è rimasto sempre in stretto contatto con le autorità locali e con la comunità di San Patrignano, nel cui team era inserito Marengo.

    I compagni di Marengo avevano fatto ritorno a casa dopo aver denunciato la scomparsa del 30enne, spiegando che l’uomo, con un passato da eroinomane, parla solo italiano ed è effetto da problemi mentali. Al momento della scomparsa, Gian Claudio Marengo indossava una maglietta di colore turchese, pantaloncini neri e il numero di gara 23781. A New York, Marengo era sistemato allo Sleep Inn Hotel di Long Island. durante un incontro al Consolato Italiano di Manhattan, Gian Claudio aveva parlato della sua passione per la corsa, che aveva anche cambiato il suo stile di vita: ”E’ stato un buon modo per perdere peso e togliermi dalla testa i problemi che stavo vivendo.

    Ora credo che correrò per sempre”, e aveva aggiunto ”Dopo tutto il mio motto è sempre stato ‘no limit’. E’ forse per questo che amo così tanto l’idea di correre a una maratona“. Prima aveva raccontato di essere stato in altri due centri di recupero prima di arrivare nella comunità di San Patrignano, fondata da Vincenzo Muccioli: ”E’ successo dopo un’overdose che mi ha fatto toccare il fondo, avevo disperatamente bisogno di un punto di svolta. All’inizio è stato difficile adattarmi alle regole della comunità”, poi ”ho aperto il mio cuore e ho lasciato che gli altri mi aiutassero“.

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