Partiti euroscettici in Europa: continua l’avanzata di chi vuole separarsi dall’Unione europea

Partiti euroscettici in Europa: continua l’avanzata di chi vuole separarsi dall’Unione europea

    In tutta Europa continua l’avanzata de partiti euroscettici che vogliono separarsi dall’Unione europea e che tentano in tutti i modi di spingere l’opinione pubblica a prendere una decisione favorevole verso tematiche euroscettiche ed antieuropeiste. Non sono soltanto i partiti nazionalisti e populisti a dichiararsi euroscettici, ma anche i gruppi della sinistra radicale e di ispirazione no global. Tale fenomeno coinvolge quasi tutti i paesi dell’Unione, da est a ovest, da nord a sud. Le critiche all’Europa come istituzione non sono un mistero: in troppi non sopportano l’eccessiva burocratizzazione e l’austerity che sfavorisce la crescita dei paesi membri, in troppi pensano all’Euro come alla causa di tutti i mali economici interni, ma soprattutto in troppi sono convinti (a buon diritto) che l’Europa non sia politicamente all’altezza di gestire situazioni importanti come ad esempio l’immigrazione. Dopo aver visto i movimenti secessionisti europei Andiamo a scoprire quali sono i partiti politici euroscettici e antieuropeisti, ossia interessati all’uscita del proprio Stato dall’Unione Europea, precisando che gli anti-euro non sono necessariamente contro l’Europa Unita, ma contro la politica economica da essa imposta.

    Tra i partiti euroscettici in Italia c’è il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Nel 2014 ha contribuito a creare presso il Parlamento europeo il gruppo politico euroscettico dell’Europa della Libertà e della Democrazia Diretta. La Lega Nord, il partito guidato da Matteo Salvini segue una politica regionalista e populista di destra, e ha espresso più volte le sue idee contrarie all’Euro, all’Unione europea e ai suoi leader. Altri Partiti euroscettici in Italia sono: Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, La Destra di Francesco Storace, Forza Nuova di Roberto Fiore, Fiamma Tricolore, Fronte Nazionale di Adriano Tilgher.

    Nigel Farage è il leader dell’Ukip, United Kingdom Independence, partito fondato nel 1993 da un gruppo di scissionisti del Partito Conservatore. Il suo obiettivo principale è il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea tagliando anche gli aiuti all’Europa. Nel luglio 2014 gli eurodeputati dell’Ukip protestarono voltando le spalle al Parlamento durante l’esecuzione dell’Inno alla Gioia, e nell’ottobre dello stesso anno il partito di Farage a Bruxelles fu sciolto.

    Il partito di destra Front National di Marine Le Pen vuole abbandonare l’euro per il ritorno al franco, ma sono molti i gruppi euroscettici anche tra i moderati: il gollista Debout la République, il Movimento per la Francia, Caccia, Pesca, Natura e Tradizioni. I partiti euroscettici di sinistra sono il Parti de Gauche, il Partito Comunista Francese, il Nuovo Partito Anticapitalista, Lotta Operaia, il Movimento Repubblicano e Cittadino, partito di sinistra e sovranista, e l’Unione Popolare Repubblicana guidata da François Asselineau.

    Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland, abbreviato AfD) è un partito politico tedesco euroscettico fondato nel febbraio del 2013 da Bernd Lucke, economista docente all’Università di Amburgo. Raccoglie i consensi di quell’elettorato di destra che si dimostra diffidente nei confronti della moneta unica.

    Il partito populista di destra PVP, Partij voor de Vrijheid (Partito per la Libertà) di Geert Wilders è dichiaratamente euroscettico. Segue una politica ispirata al liberalismo conservatore e all’antislamismo. E’ il terzo partito politico olandese.

    Heinz-Christian Strache, successore di Jorg Haider, è il leader dell’Fpö, Freiheitliche Partei Österreichs (Partito della Libertà Austriaco), partito nazionalista e di destra populista e antieuropeista che alle elezioni europee del 2014 perse consensi aggiudicandosi il 19,72% ma raddoppiando i propri eletti da 2 a 4. Poi c’è il Team Stronach, un partito personale, conservatore e populista fondato nel 2012 dall’ottantenne imprenditore miliardario Frank Stronach, uno dei personaggi più popolari nella Repubblica alpina. Il suo programma politica si basa sul no all’euro e sul no alla burocrazia, in favore di un abbassamento delle tasse. Altra coalizione euroscettica è la Bzo di Joseph Bucher, che sulla retorica anti-europeista ha costruito parte del suo successo negli ultimi anni.

    Ldd – Libertair, Direct, Democratisch è Jean-Marie Dedecker. Questa formazione politica è favorevole al libero mercato, alla derugulation e nemica della burocrazia di Bruxelles. Altro partito euroscettico fiammingo è il Vlaams Belang, che persegue un’ideologia etnonaziolista e contraria a qualsiasi ingerenza della Ue negli affari interni.

    Veri Finlandesi (Perussuomalaiset) è un partito finlandese, nato nel 1995 dalle ceneri del Partito Rurale Finlandese, guidato da Timo Soini. E’ diventata la terza forza politica della Finlandia grazie alle sue posizioni antieuropeiste e alla sua politica nazionalistica al limite della xenofobia.

    In Danimarca la bandiera dell’antieuropesimo è sventolata dal Dansk Folksparti (Partito Danese del Popolo) di Morten Messerschmidt, difensore dell’identità nazionale e contrario alle politiche sull’immigrazione di Bruxelles.

    Sverigedemokraterna (Democratici Svedesi) è un partito di estrema destra, dichiaratamente contrario all’euro. Secondo la stampa, gode anche delle simpatie del gruppo neonazista svedese Nordic Reich Party. C’è da dire che pur essendo membro dell’Ue dal primo gennaio 1995, la Svezia non solo non ha ancora adottato la moneta unica, ma non ha nessuna intenzione di farlo nel prossimo futuro.

    Fidesz – Unione civica ungherese è un partito euroscettico della destra conservatrice e populista guidato da Viktor Orbán, ora al governo. Ad oggi, il partito Fidesz si è reso responsabile di quattro modifiche costituzionali – l’ultima l’11 marzo scorso – volte a modificare la struttura istituzionale del Paese in senso sempre più autoritario e a limitare le libertà civili e politiche della popolazione. Jobbik – Movimento per un’Ungheria migliore è l’altro partito di destra di matrice nazionalconservatrice, populista e nazionalista. Il 14 gennaio 2012, dopo una marcia per chiedere l’uscita dell’Ungheria dall’Ue, un parlamentare di Jobbik ha persino bruciato una bandiera europea.

    Alba dorata è un partito di estrema destra che professa un’ideologia razzista, ultra nazionalista e contro l’UE, nato nel 1993 e cresciuto soprattutto grazie alla forte retorica – spesso tramutatasi in azione concreta – contro l’immigrazione clandestina. Dalla parte opposta c’è Syriza, nata nel 2004 come coalizione dei partiti politici greci di sinistra che si ispirano ai principi del socialismo democratico e dell’anticapitalismo. Syriza si dichiara contraria alle politiche di austerity dell’Unione Europea, ritenute a favore di banche e grandi imprese, ma favorevole alla permanenza della Grecia nell’area euro.

    1891

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