Chi è Abu Bakr al Baghdadi, il califfo dell’Isis

Chi è Abu Bakr al Baghdadi, il califfo dell’Isis
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    Abu Bakr al Baghdadi, il califfo dell’Isis potrebbe essere stato ferito a morte in un raid in Iraq eseguito contro una colonna di auto di jihadisti dai jet di Baghdad. Con lui sarebbero stati uccisi anche quattro dei suoi più importanti leader militari: Omar al-Shishani, comandante dei Foreign Fighters di origine georgiana noto per essere feroce con i suoi soldati e spietato con gli avversari; Abu Anis al-Suri, considerato il capo delle operazioni in Europa; Saed al-Karbuli, fedelissimo comandante militare; Omar, capo delle operazioni nella regione di Abu Kamal in Siria. Se l’eliminazione dei quattro capi militari fosse confermata si tratterebbe di un duro colpo per lo Stato Islamico. Ma vediamo più da vicino la figura di questo controverso leader jihadista.

    Il leader estremista a capo del movimento islamista che ha diffuso le leggi per il nuovo ‘Califfato islamico’, ha fatto la sua apparizione pubblica già qualche anno fa, permettendo di farsi filmare e fotografare. Ecco il volto del ‘califfo’ al Baghdadi, impegnato in un discorso ai suoi seguaci a Mosul. Ma chi è al Baghdadi? Ecco una biografia.

    La città di Mosul è considerata da al Baghdadi come la capitale del suo Califfato. E’ per questo che la diffusione del video proprio in questo momento sembra una furba mossa di propaganda.

    Il vero nome di Abu Bakr al Baghdadi è Ibrahim al Badri. Nato in una famiglia di predicatori una quarantina di anni fa, a Samarra, a nord di Baghdad, nel 1971. Si dedica agli studi di teologia e dopo l’invasione americana si unisce a gruppi di al-Qaeda. Il leader della corrente di al-Qaeda in Iraq è considerato una figura oscura, ma la sua organizzazione ISIS sta attirando migliaia di nuove reclute ed è diventata una delle milizie altamente organizzate e più coesive in Medio Oriente. Secondo quanto riportato dalla BBC, egli era un chierico in una moschea in città intorno al tempo dell’invasione guidata dagli Usa nel 2003. Alcuni credono che fosse già un jihadista militante durante il governo di Saddam Hussein. E’ conosciuto con numerosi alias, tra cui Abu Duaa e dottor Ibrahim, Awwad Ibrahim Ali, al-Badri al-Samarrai.

    Nel 2006 fu catturato dalle unità statunitensi e rimane per tre anni rinchiuso a Camp Bucca. Altri suggeriscono che sia avvenuta proprio qui la sua radicalizzazione, durante i quattro anni in cui è stato detenuto a Camp Bucca, una struttura statunitense nel sud dell’Iraq, dove sono stati detenuti molti comandanti di al-Qaeda. In seguito, ili governo degli Stati Uniti (sezione antiterrorismo) ha pubblicato un’immagine del leader ISIS e ha offerto una ricompensa di 10 milioni di dollari a chiunque avesse fornito informazioni su di lui.

    Emerse come leader di al-Qaeda in Iraq, nel 2010, e salì alla ribalta durante il tentativo di fusione con al-Nusra in Siria.

    Zawahiri non prese troppo bene questa intromissione, tanto che esortò al Baghdadi a concentrarsi sull’Iraq e lasciare la Siria di al-Nusra. Più tardi il gruppo divenne ISIS e Baghdadi e suoi combattenti hanno più volte e apertamente sfidato il capo di al-Qaeda. “Il vero erede di Osama bin Laden potrebbe essere il leader dell’ISIS leader, Abu Bakr al-Baghdadi“, ha scrito David Ignatius ha scritto sul Washington Post. Zawahiri è ancora potente in Pakistan e nella penisola arabica, nonchè in Africa settentrionale.

    Ma al Baghdadi si sta formando una reputazione migliore, in quanto la sua tattica di battaglia altamente organizzata e spietata, rende la sua organizzazione più attraente per i giovani jihadisti rispetto a quella di Zawahiri, un teologo islamico. Nel mese di ottobre 2011, gli Stati Uniti hanno ufficialmente designato al Baghdadi come “terrorista” e hanno offerto 10 milioni di dollari di ricompensa a chiunque fornisse informazioni che possano portare alla sua cattura o morte. Quindi ci restano più domande che risposte circa il leader di uno dei più pericolosi gruppi jihadisti di tutto il mondo. Ritenuto estremista, all’epoca non destò comunque particolare preoccupazione nell’intelligence mondiale, essendo stato giudicato, da alcuni alti ufficiali Usa, un personaggio ‘meno pericoloso’ di altri. Gli uomini guidati da al Baghdadi, veri e propri guerriglieri, controllano ampie zone dell’Iraq e non sono molte lontane dalla capitale Bagdad. Seguono una guerra di annientamento. Al tempo stesso, con la campagna del terrore puntano a svuotare ampie zone del paese abitate dagli avversari. Nelle ultime ore, i militanti dell’Isis hanno distrutto una decina di santuari sciiti nel nord del paese, seguendo il programma di ‘pulizia religiosa’ e di annientamento dei rivali.

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