Perché la Germania non è migliore degli altri paesi europei (nemmeno dell’Italia)?

Perché la Germania non è migliore degli altri paesi europei (nemmeno dell’Italia)?
da in 'Ndrangheta, Angela Merkel, Germania, Immigrazione, Mondo, Profughi, Rifugiati, Unione Europea, Volkswagen
Ultimo aggiornamento: Venerdì 30/09/2016 07:17

    Prima lo scandalo della manipolazione dei dati sulle emissioni dei diesel Volkswagen, poi la diffusione dei dati sul calo del commercio industriale, il ruolo della Germania come punto di riferimento morale per l’Europa comincia a vacillare e il Paese pare sentire aria di crisi. Ci sono nuovi sviluppi sulla “truffa” delle automobili tedesche: sembra che il governo fosse da tempo a conoscenza della tecnica di manipolazione dei motori, secondo quanto riportato dall’edizione online di Die Welt, quotidiano tedesco.

    A prova di questa affermazione scottante, un documento del Ministero dei Trasporti presentato in risposta a un’interrogazione dei Verdi in materia emissioni, risalente a fine luglio scorso, dove ammette di sapere dell’esistenza del software incriminato e tira in ballo anche la Commissione Europea. Se la news venisse confermata, sarebbero guai per la Germania e a rimetterci potrebbero essere anche le azioni in borsa.

    Il Paese di Angela Merkel però non è solo “Dieselgate” ma anche nepotismo: alcuni politici assumono e pagano con regolare stipendio i propri parenti, un fatto che riguarda in particolare la forza politica di maggioranza “Unione Cristiano-Sociale” in Bavaria. Familiari assunti in veste di assistenti, come tecnici informatici e segretarie, in un ambiente molto vicino a quello della Merkel. Non è una novità, infatti sui tabloid tedeschi e non è apparsa anche la notizia di un parlamentare del gruppo politico Christian Social Union (CSU), Georg Schmid, che si è dimesso dopo aver rivelato di avere assunto sua moglie mettendola a stipendio per 5mila e 500 euro al mese, come lui altri quattro ministri del governo bavarese hanno ammesso l’illecito morale e chissà quanti altri sono coinvolti.

    Rimanendo nel tema “illegalità” non possiamo che addentrarci nel mondo della malavita che si annida da tempo anche in Germania, in particolare quella legata alla ‘ndrangheta. Ultima traccia di questa il 7 luglio, quando i media tedeschi hanno riportato la cronaca degli arresti sul algo di Costanza di otto presunti mafiosi appartenenti al gruppo di Fabrizia, radicato nel Paese nelle città di Singen, Rielasingen, Ravensburg ed Engen. In Germania non esiste il reato di associazione mafiosa, proprio per questo la zona si presa particolarmente a “ospitare” i malavitosi, che nel caso sopra citato sono stati arrestati sfruttando l’aggravante della transnazionalità da parte dei magistrati della DDA di Reggio Calabria.

    La sospensione temporanea del trattato di Dublino per i rifugiati siriani e l’invito a varcare i confini tedeschi fa riflettere non poco. E’ giusto sapere che i giovani siriani ammessi nel Paese dal Medio Oriente sono per la maggior parte ben istruiti e motivati, in linea con le politiche razionali per l’immigrazione “by Merkel”. Nonostante il loro status di rifugiati, i siriani del Paese di Assad appartengono alla classe media, decisamente funzionale all’industria avanzata tedesca che cerca manodopera, inoltre sono prevalentemente laici e non fondamentalisti quindi ottimi candidati per un’integrazione che non dovrebbe recare “problemi”. Appena dopo una settimana, la Germania ci ha ripensato e ha chiuso le frontiere reintroducendo i controlli alla frontiera: si può entrare solo se in possesso di documenti validi.

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