Monumenti, siti archeologi e opere d’arte distrutti dall’Isis: tutti i casi

Monumenti, siti archeologi e opere d’arte distrutti dall’Isis: tutti i casi
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Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 16:32

    L’Isis sta proseguendo nella sua campagna di distruzione di siti archeologici noti per essere patrimonio dell’umanità. L’Isis sta sistematicamente eliminando il patrimonio storico e artistico delle regioni che è riuscita a conquistare, e i motivi sono diversi. Lo Stato islamico nutre con questi atti vandalici la sua propaganda, accanendosi sui tesori dell’arte custoditi in regioni che in passato sono state il centro culturale ed economico dei imperi fiorenti. Per vendicare le offese all’Islam, i jihadisti di al-Baghdadi hanno quindi annunciato l’intenzione di distruggere tutti i reperti archeologici che ricordano anche lontanamente culti pagani. Di seguito, tutti gli scempi dell’Isis sull’arte pre-islamica.

    Un altro gioiello dell’architettura si aggiunge alla lista dei monumenti distrutti dall’Isis. Il 5 ottobre 2015 arriva la notizia della distruzione dell’Arco di Trionfo di Palmira, simbolo dell’antica città siriana, sotto il controllo dei miliziani dallo scorso maggio. A renderlo noto è Maamun Abdulkarim, direttore delle Antichità di Damasco, secondo cui il monumento era stato minato alcune settimane fa e fatto saltare in aria il giorno prima. L’archeologo ha anche lanciato un allarme: i terroristi avrebbero minato altri monumenti e avrebbero intenzioni di farli saltare per aria nei prossimi giorni. Khaled Al Homsi, archeologo e attivista dei diritti umani, ha postato su Twitter una foto dell’Arco, indicando con dei tratti rossi le parti demolite dall’Isis: si tratta della parte in alto dell’arco centrale e quella dei due archi laterali. Da una parte, la distruzione del sito di Palmira viene vista dai jihadisti come un atto contro la cultura di stampo occidentale, da eliminare perché sacrilega; dall’altra serve per alimentare il mercato nero delle opere d’arte che gli stessi miliziani sono pronti a vendere a ricchi collezionisti e anche a musei.

    Isis distrugge tempio di Baal Shamin a Palmira

    Il 24 agosto 2015 arriva la notizia della distruzione del Tempio di Ba’al Shamin nel sito di Palmira, che vediamo in questa foto di archivio datata 2009.

    A luglio 2015 la statua del Leone a Palmira viene distrutta dai miliziani jihadisti. L’opera risalente al I secolo AC era posta all’entrata del museo di Palmira, nei pressi delle rovine greco-romane.

    Tra marzo e aprile 2015 l’Isis ha distrutto anche l’antica città di Hatra, che si trova a 100 chilometri a sud di Mosul e fu fondata nel III secolo avanti Cristo dai Seleucidi. Fu un importante centro commerciale e religioso nel I e nel II secolo avanti Cristo, nonché capitale del primo regno arabo, prima di essere espugnata dai Persiani.

    In aprile 2015 i miliziani dell’Isis hanno raso al suolo il sito archeologico di Nimrud, nei pressi di Mosul, utilizzando dei bulldozer. L’ex fiorente capitale dell’impero assiro, che ebbe oltre 100.000 abitanti, era nota per il suo ”tesoro” composto da 613 pezzi di gioielli d’oro e pietre preziose, per i resti del palazzo reale, delle sculture e delle statue.

    In febbraio 2005, con martelli pneumatici, picconi e mazze l’Isis ha polverizzato i reperti archeologici contenuti nel museo di Mosul, con ingenti danni anche alla biblioteca, dove, secondo alcune fonti giornalistiche, oltre 10mila volumi sono stati dati alle fiamme.

    In gennaio 2015 arriva la notizia che la cittadella di Tal Afar di epoca assira, che si trova a 70 chilometri a ovest di Mosul è stata distrutta definitivamente dopo essere stata danneggiata e saccheggiata da tempo. L’Isis ha fatto esplodere bombe nelle zone a nord e a ovest della cittadella distruggendo anche le mura antiche.

    Il 25 luglio 2014 l’Isis ha devastato un luogo caro anche agli stessi musulmani: la Tomba di Giona che si trova a Mosul, l’antica Ninive, in Iraq. I miliziani dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante hanno chiuso le porte della moschea ”meta di apostasia”, dopo aver fatto uscire i fedeli, hanno fissato delle cariche esplosive intorno e dentro il monumento e poi l’hanno fatto saltare in aria davanti a molte persone.

    Lo scorso gennaio 2014 lo Stato Islamico ha fatto saltare in aria e distrutto un mosaico bizantino del VI secolo, vicino alla città di Raqqa sul fiume Eufrate. Ma perché i jihadisti devastano le opere d’arte dell’antichità? Ne abbiamo parlato qui.

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