Migranti economici significato: chi sono e perché sono diversi dagli altri?

Migranti economici significato: chi sono e perché sono diversi dagli altri?
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    Migranti economici significato: chi sono e perché sono diversi dagli altri?

    I migranti economici non sono tutti uguali, dipende da quanto sono facoltosi e quanti soldi hanno a disposizione da investire per la loro salvezza. Il business dei passaporti in vendita ne è una dimostrazione. Se per i profughi la soluzione può essere nella richiesta di asilo politico in altri stati, per più ricchi la prospettiva è quella di investire nell’accaparramento di passaporti. E a quanto pare non tutti i migranti economici sono così indesiderati, dal momento che molti Paesi europei ”fanno a gara” per mettere i visti sui documenti di miliardari e possidenti, per far girare nei propri confini un po’ della loro smisurata ricchezza.

    I migranti economici e i profughi condividono un destino simile, ma la loro situazione è ben differente, nel senso che non tutti i migranti economici fuggono dalla miseria. Avevamo già chiarito qualche tempo fa la differenza che c’è tra le persone in fuga da guerre o perseguitate e i migranti, ma tra loro ci sono quelli disperati e poveri e anche quelli ricchissimi che vantano proprietà immobiliari e tesori in gioielli e opere d’arte. Sonno proprio questi ultimi che vengono ”corteggiati” da molti Paesi che mirano a intercettare le loro proprietà.

    Negli ultimi anni è quindi aumentato il numero dei ricchi investitori disposti a spendere milioni di euro per assicurarsi un secondo o terzo passaporto e portare in sicurezza le loro famiglie da situazioni politiche o economiche instabili nei loro Paesi d’origine. I cittadini economici di serie A sono in parte milionari e miliardari delle economie emergenti, Cina, Russia, Paesi mediorientali, nazioni asiatiche o sudamericane.

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    Come si fa a ”comprare” una cittadinanza? Secondo quanto riportato da Valentino sul Corsera, per avere la cittadinanza a Malta bisogna pagare 650 mila euro, oltre ad acquistare proprietà immobiliari per almeno 350 mila e titoli pubblici per 150 mila, senza nessun vincolo di residenza. A Cipro basta pagare 5 milioni di euro per un passaporto, senza alcun obbligo.

    In Portogallo bisogna investire in immobili per 500 mila euro e si può richiedere la cittadinanza solo dopo 6 anni e una conoscenza base della lingua. La Spagna ha lanciato un anno fa il programma Golden Visa per cittadini extracomunitari: anche qui occorrono 500 mila euro di investimento iniziale, con l’obbligo di trascorrere almeno 183 giorni l’anno su territorio iberico. In Ue ma fuori da Schengen, anche il Regno Unito offre un permesso residenza illimitato dopo il pagamento di 2 milioni di sterline e 5 anni di tempo, che si riducono a a 3 se si paga 5 milioni e diventano 2 se si paga 10 milioni.

    Se da un lato c’è chi pensa che introdurre nelle casse dello stato i soldoni degli oligarchi internazionali sia vantaggioso per gli investimenti e la crescita economica, c’è chi ribadisce che la cittadinanza non può essere in vendita: se avere più passaporti è un modo per i ricchi di diversificare ulteriormente il rischio non si può nascondere il lato negativo: quello di essere la via d’uscita legale per chi ha costruito la propria fortuna con attività illegali.

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