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Indipendenza Catalogna: i motivi che persistono ancora nel 2015

Indipendenza Catalogna: i motivi che persistono ancora nel 2015

    Il risultato delle elezioni in Catalogna ha visto vittoriosi i separatisti che hanno ottenuto la maggioranza dei seggi al Parlamento regionale, e ora possono contare su un forte mandato per rivendicare la secessione. ”I catalani hanno votato il sì all’indipendenza”, ha detto il governatore della regione autonoma dopo il voto che ha registrato l’affluenza record del 78% sul totale di 5,5 milioni di aventi diritto. Il fronte per l’indipendenza canta vittoria in Catalogna. I partiti secessionisti hanno ottenuto 72 seggi sul totale di 135 del Parlamento catalano. Ma i risultati delle elezioni amministrative, diventate dopo la prova del novembre 2014, un referendum sulla secessione dalla Spagna, mostrano una regione divisa come mai in passato e rischiano di complicare anche i piani di chi vuole la rottura con Madrid.

    Il governo di centrodestra di Mariano Rajoy si è opposto ai tentativi di tenere un referendum sull’indipendenza, ha definito il piano dei separatisti “insensato” e ha inoltre promesso di fermarli in tribunale. La Costituzione spagnola non permette ad alcuna regione di staccarsi, quindi la prospettiva che la Catalogna riesca a farlo è remota. Inoltre in caso di effettiva secessione va ricordato che tutti gli accordi con l’Ue s’intenderebbero azzerati e da rinegoziare, come stabilisce una normativa europea del 2004: dal Belgio alla Francia, dalla Gran Bretagna alla Romania, dalla Polonia alla Grecia, vari Paesi potrebbero però opporsi a un’adesione della Catalogna, temendo un effetto domino su possibili secessioni interne.

    Ma andiamo a vedere i motivi che stanno alla base delle richieste degli indipendentisti oggi.

    La voglia di separarsi coinvolge soprattutto l’ambito economico. La regione più ricca della Spagna vuole la secessione rivendicando la libertà di esprimersi e il diritto dei cittadini di avere un maggiore controllo sull’economia, la politica e i servizi sociali in questa zona. L’obiettivo principale è dunque l’indipendenza economica dal governo centrale, per non dovere più sostenere le altre regioni più povere della Spagna e promuovere invece degli investimenti sul proprio territorio.

    Artur Mas, leader nazionalista catalano ha già prospettato una dichiarazione d’indipendenza fiscale chiedendo la restituzione di 16 miliardi d’euro, l’istituzione d’un ministero del Tesoro e d’una Banca nazionale catalana, oltre che la nomina formale d’un ministro degli Esteri e d’un corpo diplomatico. S’è parlato spesso anche dell’istituzione d’una Difesa con la formazione d’un esercito proprio, anche se i costi troppo alti sono un freno reale.

    Secondo i sondaggi d’opinione più receti, la maggioranza dei catalani vorrebbe restare in Spagna se alla regione fossero offerti un regime fiscale più favorevole e leggi che proteggano meglio lingua e cultura locali.

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