Indipendentisti in Europa: tutte le regioni e i movimenti che chiedono la scissione dal loro Stato

Indipendentisti in Europa: tutte le regioni e i movimenti che chiedono la scissione dal loro Stato
da in Europa, Lega Nord, Mondo, Scozia, Spagna, Unione Europea
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16/03/2016 10:11

    E’ interessante parlare di Indipendentismo in Europa, visto il dilagare di gruppi politici secessionisti che a gran voce chiedono l’indipendenza dalla propria nazione di appartenenza. Quali sono i Paesi in Europa interessati dal fenomeno? E quali sono i motivi che spingono i separatisti a volersi allontanare dalla sovranità di uno Stato? Da evidenziare, per capire meglio la complessità del fenomeno, c’è che alcuni di questi movimenti sono apertamente euroscettici, dunque favorevoli anche a staccarsi dall’UE, e sicuramente il loro successo nell’ultimo periodo è stato dettato in parte da questi sentimenti antieuropeisti.

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    Ecco allora una carrellata di tutte le aspiranti regioni secessioniste in Italia e in Europa, che rivendicano il principio di autodeterminazione dei popoli, come riconosciuto dal diritto internazionale.

    I secessionisti in Italia non sono solo veneti, anche se la Lega Nord ha fatto del secessionismo padano una forte ideologia politica, che poi è entrata nella cultura di massa. La Lega afferma che il progetto della Padania comprende tutte le otto regioni dell’Italia settentrionale più le regioni dell’Italia centrale Toscana, Umbria e Marche, mentre al 2011 la sua attività si è estesa anche in Abruzzo e Sardegna, e nel 2015 in Calabria e Sicilia.

    In Veneto i secessionisti sono nelle fila di: Indipendenza Veneta, Veneto Stato, Movimento Veneto, Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto, Plebiscito.eu, Sanca Veneta.

    Gli indipendentisti sardi provano in tutti i modi a convincere quelli del Continente, cioè gli italiani, che loro, oltre ad avere una storia molto diversa, e un capitale umano e culturale decisamente incomparabile, hanno pure interessi economici non proprio compatibili con quelli peninsulari. In Sardegna operano il: Partito Sardo d’Azione, Sardigna Natzione, Indipendentzia Repubrica de Sardigna, A Manca pro s’Indipendentzia, Progetu Repùblica de Sardigna, Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Sardo, Fronte Indipendentista Unidu.

    Scendendo più a sud, ecco che troviamo la Sicilia, che nei suoi confini ospita moltissimi simpatizzanti del separatismo siciliano, corrente politica che vorrebbe l’indipendenza totale della Sicilia dall’Italia. In Sicilia operano: Movimento Indipendentista Siciliano, Antudo, Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia, Communitas Siciliae, Movimento Siciliano di Liberazione Nazionale, Movimento Sicilia Libera.

    • Friuli-Venezia Giulia: Movimento Trieste Libera, Front Furlan, Movimento Friuli, Res Publica Furlane.
    • Tirolo: Südtiroler Volkspartei, Süd-Tiroler Freiheit, Die Freiheitlichen, Bürger Union für Südtirol.
    • Piemonte: Piemonte Stato, Gioventura Piemontèisa.
    • Liguria: Movimento Indipendentista Ligure.
    • Toscana: Toscana Stato.
    • Sud Italia: Movimento Neo-borbonico.
    • Campania: Fronte di Liberazione della Napolitania.

    Esistono dunque movimenti separatisti anche in varie parti d’Europa: in Spagna le regioni secessioniste sono Catalogna, Aragona, Isole Canarie, Paesi Baschi e Galizia.

    In Gran Bretagna, oltre alla Scozia, che ha espresso il proprio punto di vista in un referendum nel 2014 , ricordiamo la Cornovaglia, il Galles e l’Irlanda del Nord.

    Anche la Germania ha i suoi indipendentisti, per marginali che siano, sono i bavaresi del Beyernpartei che vivono al Sud e sognano una Baviera autonoma.

    La Francia teme i separatisti di Corsica, Bretagna e Nuova Caledonia. I separatisti occitani storicamente vorrebbero l’indipendenza per quel territorio che va dalla Spagna all’Italia.

    In Belgio esistono i separatisti tra francofoni e fiamminghi. Fiandre, Vallonia e regione di Bruxelles sono le tre macro aeree in cui i separatisti si sentono divisi.

    Mentre le minoranze ungheresi fanno sentire la loro esigenza di autonomia in Slovacchia e Romania, in Serbia è ancora aperta la ferita del Kosovo, indipendente dal 2008, ma non riconosciuto da tutti i paesi dell’Unione europea (e tra questi c’è la Spagna). Mentre il caso Ucraina/Crimea apre nuovi inquietanti scenari e c’è chi teme la Polonia possa rivendicare di nuovo Leopoli e la Galizia, in caso di smantellamento dell’Ucraina. Da segnalare anche i separatisti della Transnistria, la regione della Moldavia che ha dichiarato unilateralmente la sua indipendenza dopo una guerra lampo agli inizi degli anni Novanta, senza che nessun paese al mondo abbia mai riconosciuto il suo status.

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