Colombia, intesa con le Farc: la storia di un conflitto durato 50 anni

Colombia, intesa con le Farc: la storia di un conflitto durato 50 anni
da in Mondo
Ultimo aggiornamento: Lunedì 03/10/2016 10:10

    Si assiste alla storica intesa tra il governo di Bogotà e i guerriglieri delle Farc in Colombia, anche se il popolo – con un referendum – ha votato no ai punti che compongono l’accordo definitivo stilato tra le parti in un summit all’Avana. Dopo i sei mesi di negoziato le Farc dovranno definitivamente deporre le armi entro 60 giorni. L’accordo è stato annunciato alla presenza della Norvegia (mediatore), in una cerimonia a cui hanno partecipato il presidente colombiano Juan Manuel Santos, il comandante delle Farc Timoshenko e il presidente cubano Raul Castro. La mediazione di Cuba, e il sostegno degli Stati Uniti, sono stati considerati la miglior garanzia affinché questo accordo ponga definitivamente fine a un conflitto che iniziò nel 1964. L’intesa dele parti verteva sulla questione delle conseguenze penali per le azioni dei combattenti rivoluzionari. A questo proposito l’accordo prevede l’istituzione di tribunali speciali e la formazione di una commissione per la verità. Ripercorriamo questa storia.

    Tutto nasce agli inizi degli anni sessanta in Colombia, i contadini delle regioni di Tolima e Huila iniziarono a sperimentare le prime esperienze di autorganizzazione agraria. Il governo colombiano, però aveva già represso questi tentativi temendo che fossero una minaccia per la stabilità dello stato. Strenuo difensore degli interessi delle compagnie nordamericane, il governo colombiano curò agli interessi del capitale statunitense tanto che la repressione fu appoggiata dagli Usa.

    Il 27 maggio 1964 l’esercito colombiano con il sostegno della CIA diede l’avvio ad una vasta offensiva (16.000 soldati schierati) contro una di queste esperienze di autogestione da parte dei contadini, a Marquetalia. 48 lavoratori guidati da Manuel Marulanda Velez scelsero la lotta armata per contrastare l’esercito è istituirono le FARC-EP (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito di Popolo). Si unirono subito moltissimi contadini ed anche altri soggetti della società colombiana.

    Le FARC nacquero quindi come risposta politico-militare alla brutale aggressione di un regime politico reazionario e corrotto, e da subito caratterizzarono la loro azione anche nella ricerca di soluzioni politiche alla guerra e alle tensioni sociali che la alimentano. Con cadenza il Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP emetteva comunicati per spiegare sia le loro attività che la vita della gente povera del popolo colombiano: i lavoratori, i disoccupati, i contadini, gli indigeni, i neri, le donne, i giovani, i bambini ed i piccoli commercianti sono stati costretti per 41 anni a lottare in difesa della loro vita, delle loro libertà e dei loro diritti negati dai successivi governi liberal-conservatori.

    L’intesa firmata nel 2015 si aggiunge agli accordi già definiti riguardo agli altri punti della trattativa, come la riforma rurale (maggio del 2013), la partecipazione politica degli ex guerriglieri (novembre 2013) e la produzione e vendita di droga (maggio 2014), lasciando la via spianata per la questione del disarmo della guerriglia e il cessate il fuoco definitivo. Una volta siglato l’accordo di pace finale, le Farc dovranno deporre le armi entro 60 giorni (il 23 marzo 2016). Timoshenko da parte sua ha sottolineato che il sistema giudiziario creato per garantire che non vi sia impunità totale dovrà occuparsi non solo delle attività della guerriglia, ma anche degli altri protagonisti degli scontri violenti, come le forze di sicurezza e le organizzazioni paramilitari che li hanno contrastati. Inoltre le vittime del conflitto saranno risarcite e ci sarà un’amnistia sia per i guerriglieri indipendentisti sia per le forze militari che li hanno contrastati, a patto però che non abbiano commesso crimini di guerra. In quel caso verranno giudicati dai nuovi tribunali.

    Oggi le Frac sono considerate un’organizzazione terrorista da Usa ed Europa. L’Onu li ritiene invece una forza guerrigliera che rientra in un conflitto armato. Operano soprattutto nel sud est del paese e nelle zone montagnose e di confine, che sono in prevalenza sono coltivate con piantagioni di coca e marijuana. ”È la prima volta nella storia che un governo e un gruppo armato illegale creano un sistema di questo tipo – ha aggiunto il presidente colombiano – all’interno di quello giudiziario nazionale. La sua approvazione definitiva dovrà comunque essere sottoposta al giudizio degli elettori colombiani. Il Papa ci ha detto che non possiamo permetterci un altro fallimento sul cammino della pace e della riconciliazione, ha concluso Santos. Non intendiamo fallire, è arrivata l’ora della pace”.

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