Che differenza c’è tra immigrati e rifugiati politici?

Che differenza c’è tra immigrati e rifugiati politici?
da in Campi profughi, Immigrazione, Mondo, Profughi, Rifugiati
Ultimo aggiornamento: Venerdì 30/09/2016 07:17

    Sapete con certezza che differenza c’è tra immigrati, migranti o rifugiati politici? Qual è l’esatta distinzione tra un richiedente asilo, un rifugiato politico, un migrante o una vittima della tratta degli esseri umani? Bisogna accertare, ad esempio, l’avvenuta violazione di quei diritti umani fondamentali sanciti da documenti internazionali, come la Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951. A tutti quelli che desiderano chiarirsi le idee in proposito proponiamo di seguito un piccolo glossario utilissimo e chiaro da leggere, per capire qualcosa in più sul fenomeno dell’immigrazione.

    Un migrante, o un immigrato, è una persona che decide di recarsi in un paese diverso da quello di origine per cercare di migliorare le proprie condizioni economiche e sociali. Quando desidera può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza.

    Il migrante irregolare è colui che è riuscito a entrare in uno Stato sfuggendo i controlli di frontiera, oppure rimanendo sul territorio dopo la scadenza di un visto d’ingresso regolare, oppure è rimasto nel Paese nonostante un provvedimento di espulsione.

    Il richiedente asilo è colui che chiede protezione (asilo) a un altro stato per il riconoscimento dello status di rifugiato. Fino a quando le autorità competenti non prendono una decisione, il richiedente asilo ha diritto di soggiornare regolarmente nel paese di destinazione.

    Il richiedente asilo non è assimilabile al migrante irregolare, anche se può giungere nel paese d’asilo senza documenti d’identità o in maniera irregolare. In Italia, la Suprema Corte di Cassazione, ha riconosciuto il diritto d’asilo a chiunque venga privato di quelle libertà democratiche riconosciute dalla nostra Carta costituzionale.

    Il rifugiato politico è colui che chiede protezione a uno stato diverso dal suo perché teme di essere perseguitato o giustiziato a causa delle sue opinioni politiche o religiose, per la sua razza o l’appartenenza a un dato gruppo sociale. La differenza con il richiedente asilo sta proprio nell’elemento della persecuzione individuale.

    Nel caso in cui non sia individuabile una persecuzione individuale, esistono altri sistemi di protezione per le persone che ad esempio, sono scappate da zone di guerra. In questo caso siamo di fronte al beneficiario di protezione umanitaria, ovvero colui che pur non rientrando nella definizione di ‘rifugiato’ non può rimpatriare nel paese di origine. In Italia tali persone, al posto dello status di rifugiato, ricevono un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

    Coloro che non vogliono allontanarsi dal proprio paese di origine, ma vengono ”spostati” dai trafficanti con l’inganno, le minacce e la violenza, vengono definite vittime della tratta. In genere lo scopo dei trafficanti è quello di generare profitto da tali persone, attraverso lo sfruttamento della prostituzione, il lavoro forzato, la schiavitù o il prelievo degli organi.

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