Profughi siriani: in Germania e Austria sono rifugiati di serie A

Profughi siriani: in Germania e Austria sono rifugiati di serie A
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    La Germania apre le porte a tutti i siriani con un atto dal sapore decisamente umanitario che però nasconde anche altre motivazioni. Se Berlino non espelle i richiedenti asilo siriani (che secondo la normativa europea dovrebbero tornare nel primo paese del continente dove hanno messo piede, quindi Grecia, l’Italia o l’Ungheria) ci sono ben precisi interessi, non ultimi quelli economici. Ricordiamo che ad oggi l’Europa è inondata dai migranti e i governi ”più illuminati” hanno capito che comunque vada dovranno farsi carico necessariamente di una quota di richiedenti asilo. Con la concretezza che la contraddistingue, Angela Merkel ha fiutato prima di tutti gli altri l’affare, e ha scelto di accogliere in massa i siriani, il meglio sulla piazza.

    In agosto 2015, oltre 3.651 profughi hanno attraversato la Macedonia diretti verso la Serbia: secondo l’Onu sono ormai 3mila le persone in fuga dalle guerre mediorientali che arrivano in territorio macedone ogni giorno. La stragrande maggioranza desidera chiedere asilo in Germania e negli altri paesi del Nord Europa.

    Con un atto dal sapore decisamente umanitario, ma anche molto concreto – visto che respingere centinaia di migliaia di siriani ormai in Germania sarebbe una operazione davvero complicata – Angela Merkel spera in questo modo di sollecitare gli altri paesi europei a rispettare la normativa sull’asilo. Ma non solo. Vi siete mai chiesti perché tanti paesi dell’Europa hanno sempre voltato la faccia quando era l’Italia a chiedere aiuto per contenere l’immigrazione dall’Africa? Perché proprio ora la Germania in primis si sta attivando in maniera eccezionale solo per i siriani?

    La Germania (ma anche l’Austria) ha intercettato l’affare e ha presto trovato un modo per avere dei vantaggi dall’imponente e inarrestabile flusso migratorio.

    Infatti il popolo siriano è considerato il meglio sulla piazza: sono moderati, istruiti, poliglotti (nelle scuole siriane si studia inglese e francese), molti sono professionalmente qualificati e molti hanno in tasca una carta di credito.

    L’accoglienza dei profughi a braccia aperte e a suon di applausi non accade in Italia, chi governa il Belpaese non ha capito l’opportunità che sta dietro all’accoglienza, mentre chi fa del razzismo la sua arma politica sa come alimentare la diffidenza di quelli che continuano a dire ”fermiamoli a casa loro”. La conclusione è che in Italia continuano a riversarsi disperati, poveri e miserabili soprattutto da tutta l’Africa.

    Ma attenzione, come ha ricordato Roberto Cortinovis – ricercatore della Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) – anche se i siriani al momento sono la popolazione che più di tutte necessita di aiuto a causa della guerra, resta profondamente sbagliato dire che i migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana sono migranti economici, quando invece anche loro fuggono da situazioni di pericolo, da guerre o da regimi dittatoriali.

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