Grecia e Unione Europea: tutti i punti dell’accordo

Grecia e Unione Europea: tutti i punti dell’accordo
da in Alexis Tsipras, Angela Merkel, Crisi economica della Grecia, Euro, Europa, Germania, Grecia, Matteo Renzi, Mondo, Riforme, Tasse, Unione Europea, Donald Tusk
Ultimo aggiornamento: Martedì 14/07/2015 11:23

    Alla Grecia è stato concesso un prestito ponte, in modo che possa avere la garanzia della liquidità necessaria in vista delle prossime scadenze. Atene deve riuscire a pagare 7 miliardi di euro entro il 20 luglio e altri 5 entro la metà di agosto. L’accordo raggiunto nell’ambito dell’Eurogruppo comunque stabilisce anche che la Grecia debba attuare delle riforme importanti. Il parlamento ellenico dovrà approvare anche l’aumento dell’Iva, degli interventi sulla sostenibilità del sistema delle pensioni, l’attuazione delle disposizioni del trattato sulla stabilità finanziaria. Sono queste alcune condizioni per ricostruire quella fiducia che in questo momento manca e, fatto questo, l’Eurogruppo deciderà il prestito ponte.

    I creditori hanno chiesto alla Grecia di semplificare il regime dell’Iva, nell’ambito di una riforma del Fisco, che prevede anche di ampliare la base imponibile. Le misure che ha in mente Tsipras prevedono di rimuovere lo sconto del 30% dell’Iva alle isole entro il 2016. Sarebbe previsto anche l’aumento dell’aliquota al 23% per i ristoranti e al 13% per gli alberghi. La tassa sulle imprese dovrebbe passare dal 26% al 28% e quella sul lusso salirebbe dal 10% al 13%. Gli agricoltori perderanno le abolizioni fiscali e i sussidi per il carburante.

    La Grecia dovrà impegnarsi anche per mettere in atto le disposizioni del trattato sulla stabilità nell’Unione economica e monetaria. Il fiscal compact, insomma, introducendo tagli alla spesa, che dovrebbero risultare automatici in caso di deviazione dagli obiettivi. I creditori avranno una funzione di supervisione ed è previsto un aumento dell’avanzo di bilancio dall’1% nel 2015 al 5% nel 2018.

    Atene dovrà adottare anche delle misure iniziali per migliorare la sostenibilità a lungo termine del sistema delle pensioni. Tra gli interventi nella riforma delle pensioni ci sono l’eliminazione delle baby-pensioni e un aumento dell’età pensionabile. Si prevede di arrivare a 67 anni entro il 2022.

    In Grecia alcune attività pubbliche saranno trasferite ad un fondo indipendente, che agirà secondo una linea di privatizzazioni. Per esempio, fra i beni privatizzabili ci sono i porti del Pireo, quello di Salonicco e la società di distribuzione dell’energia elettrica. L’obiettivo è quello di arrivare a raccogliere 50 miliardi di euro, metà dei quali sarà usata per abbattere il debito. L’altra metà andrà a finanziare gli investimenti.

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